I Protisti

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I PROTISTI
Classificazione scientifica: I protisti costituiscono uno dei cinque regni di viventi.
1 INTRODUZIONE
Protisti Regno di microrganismi eucarioti unicellulari, comprendente circa 50.000 specie diverse tra alghe, muffe mucillaginose e protozoi. Si tratta di un gruppo estremamente eterogeneo, in cui confluiscono organismi un tempo classificati nei regni delle piante, dei funghi e degli animali.
2 CARATTERISTICHE
Gusci di foraminiferi Osservati al microscopio ottico e ingranditi 130 volte, i gusci dei foraminiferi appaiono di forme diverse, spesso avvolti a spirale; possono essere monotalamici, cioè dotati di un'unica camera, o politalamici, con concamerazioni multiple. Questi organismi tipici dei fondali marini possono anche essere perforati, in modo da permettere la fuoriuscita di formazioni di citoplasma filamentose (pseudopodi). Nel corso delle ere geologiche, gli strati di gusci depositatisi sui fondali hanno formato alcuni tipi di rocce sedimentarie, come quelle che formano le scogliere di Dover in Inghilterra.

Gusci di radiolari Le diverse forme dei gusci dei radiolari, protozoi marini, diventano evidenti mediante il microscopio elettronico a scansione; nella foto, questi organismi sono stati opportunamente colorati, e appaiono ornati da delicate perforazioni. La funzione dei fori è quella di permettere la fuoriuscita di filamenti citoplasmatici, con i quali i radiolari catturano le prede. La disposizione e il numero dei fori hanno valore sistematico. Il guscio dei radiolari è siliceo, e può contenere anche tracce di metalli vari; quando tali organismi terminano il ciclo vitale, si deposita sui fondali oceanici. Tale meccanismo ha contribuito alla formazione di alcune rocce sedimentarie.

Il gruppo dei protisti è eterogeno anche per quanto riguarda il sistema di nutrizione: le alghe sono organismi autotrofi, capaci di sintetizzare il proprio nutrimento autonomamente, per mezzo del processo di fotosintesi; le muffe mucillaginose sono saprofite, vale a dire consumatrici di sostanze organiche in decomposizione; i protozoi, infine, sono organismi eterotrofi, predatori o parassiti, che consumano materia organica vivente. Proprio in considerazione del tipo di nutrizione attuato dai diversi gruppi, un tempo i protisti fotosintetici, vale a dire le alghe unicellulari, venivano assimilate alle piante superiori, le muffe mucillaginose ai funghi e i protozoi agli animali.
Opalina Le opaline, protozoi di grosse dimensioni dotati di forma appiattita e di corte ciglia vibratili, sono organismi eterotrofi che, per alimentarsi, hanno seguito la via del commensalismo o, in molti casi, del parassitismo di organismi superiori, in particolare vertebrati. Le ciglia sono disposte in file, con decorso elicoidale; la membrana plasmatica delle opaline è caratterizzata da ripiegamenti che si intercalano alle ciglia; sembra che a livello di tali pliche membranose avvenga l’assorbimento di particelle di cibo. La cellula delle opaline possiede numerosi micronuclei, in cui è presente il patrimonio genetico di questi protozoi.
Nella maggior parte dei casi i protisti sono organismi strettamente unicellulari; in talune specie si osserva, tuttavia, la tendenza a formare colonie di più individui, spesso visibili a occhio nudo. Alcune grandi colonie sono dotate di una complessità di organizzazione tale da ricordare quella degli organismi superiori. La riproduzione, nella maggior parte dei casi, avviene per via asessuata, mediante semplice scissione cellulare; fanno eccezione alcune specie, che sono in grado di riprodursi anche per via sessuata.
3 ORIGINE EVOLUTIVA
Dal punto di vista evolutivo i protisti, in qualità di eucarioti, si pongono su un gradino più alto rispetto alle monere o procarioti, l’altro regno di viventi costituito da organismi unicellulari (essenzialmente batteri). Secondo l’ipotesi della biologa statunitense Lynn Margulis, infatti, gli eucarioti sarebbero il prodotto dell’evoluzione di più organismi procarioti legati da un intimo rapporto di simbiosi. La complessità strutturale della loro cellula lo testimonia: rispetto ai procarioti, nei protisti sono presenti membrane interne che delimitano gli organuli e confinano il materiale genetico nel nucleo, e organuli complessi, quali mitocondri e plastidi.
4 I PRINCIPALI PHYLA
Stentor La caratteristica forma a imbuto di Stentor, protozoo ciliato appartenente alla sottoclasse degli spirotrichi, rende riconoscibile questo grosso organismo unicellulare. Stentor vive nelle acque dolci, nelle quali si muove grazie alle ciglia presenti sul bordo della porzione più larga della cellula; le ciglia permettono anche la nutrizione, perché, battendo ritmicamente, convogliano le particelle di cibo verso il protozoo, che è eteretrofo, cioè deve procurarsi il cibo dall’ambiente. Stentor può anche fissarsi al substrato mediante il peduncolo posteriore, dotato di corti pseudopodi.

I tre grandi gruppi individuabili all’interno del regno dei protisti, vale a dire quello delle alghe, delle muffe mucillaginose e dei protozoi, sono suddivisi in diversi phyla sulla base di specifici criteri di classificazione quali la struttura cellulare, la presenza o meno di flagelli o ciglia per la locomozione e il tipo di ciclo riproduttivo. I principali phyla in cui sono classificate le alghe unicellulari sono tre: dinoflagellati, dotati di due flagelli ciascuno, diatomee, protette da un guscio siliceo, ed euglenoficee, affini a Euglena. Le muffe mucillaginose, invece, vengono generalmente suddivise in due gruppi diversi: mixomiceti, o muffe mucillaginose plasmodiali, e acrasiomiceti, o muffe mucillaginose cellulari. I protozoi, infine, comprendono diversi phyla, tra cui quello dei sarcodini, il cui membro più noto è l’ameba, gli sporozoi, che si riproducono attraverso spore, e i ciliati (come il paramecio), che si muovono mediante strutture filiformi dette ciglia.
Cryptomonas I criptomonadini, cui appartiene il genere Cryptomonas, sono protozoi flagellati fotosintetici, dotati nella loro cellula di cloroplasti in cui è contenuta la clorofilla. Possiedono due flagelli, che assicurano loro il movimento nelle acque dolci, il principale ambiente di questi organismi unicellulari. I flagelli emergono dalla cellula a livello di una sorta di tasca, o vestibolo; nella membrana che delimita il vestibolo, sporgono anche gli eiectosomi, minuscole strutture in grado di lanciare sostanze tossiche contro un eventuale aggressore.

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