Apparato locomotore

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Testo

APPARATO LOCOMOTORE
L' UNITA' MOTORIA è l'unità funzionale del sistema neuromuscolare ed è composto da:
* Neurone motore;
* Fibra nervosa (assone,neurite);
* Placca neuromuscolare
* N° variabile di fibre innervate.

Il MUSCOLO è l'elemento che permette la fase esecutiva del movimento. Ciò è reso possibile dai neuriti i quali determinano, con degli stimoli nevosi, l'attività delle fibre muscolari. La trasmissione di questi impulsi ha luogo grazie al contatto sinaptico fra neurone e fibra muscolare chiamato PLACCA NEUROMUSCOLARE. L'acetilcolina, presente nelle vescicole, rende la membrana muscolare permeabile consentendo al calcio di entrare nel citoplasma delle cellule muscolari e far partire la contrazione. Ogni muscolo è composto da fibre muscolari il cui numero dipende dalla grandezza del diametro trasverso del muscolo stesso. E' avvolto da 3 fasci chiamati epimisio (quello più esterno), perimisio e endomisio (quello più interno).Questi fasci hanno la funzione di rendere le fibre muscolari più elastiche, di proteggerle da insulti esterni ed interni, di tenerle unite, di darle trofismo e tono e di permettere il passaggio di vasi e nervi.
Le FIBRE MUSCOLARI sono le unità morfologiche del muscolo scheletrico. Al loro interno ci sono migliaia di filamenti detti miofibrille contenenti gli elementi contrattili (actina – miosina). La contrazione avviene grazie al movimento di queste unità contrattili.
Ci sono 3 tipi di contrazione:
* ISOMETRICA o STATICA: blocca il movimento, non c'è modificazione della lunghezza muscolare in quanto la resistenza opposta dai due capi di inserzione sui segmenti è uguale alla forza espressa dalle fibre muscolari.
* ISOTONICA CONCENTRICA: fa avvicinare un segmento ad un altro. La forza di contrazione muscolare è maggiore della resistenza opposta dai segmenti ossei quindi c'è spostamento.
* ISOTONICA ECCENTRICA: rallenta o resiste al movimento. La forza muscolare non vince la resistenza delle leve ossee quindi c'è “lavoro negativo”.

Ogni articolazione è costituita da due o più superfici di contatto, diversi o simili tra loro, dalla cui forma derivano una o più possibilità di movimento. Gli annessi articolari sono degli elementi che rendono efficiente l'articolazione sia nel migliorarne l'utilizzo, sia nel facilitarne la protezione.
Gli annessi articolari sono:
* CARTILAGINE ARTICOLARE: riveste le superfici articolari ossee ed è di tipo ialina (0,2-0,6mm). Fa parte dei tessuti connettivi ed è costituita da cellule immerse in una sostanza detta matrice. Le sue funzioni sono quelle di facilitare una reciproca concordanza fra i capi articolari e di ridurre l'usura fra gli stessi.
* CAPSULA ARTICOLARE: costituita da una membrana fibrosa esterna e una membrana sinoviale interna. La prima unisce i margini delle superfici articolari tenendo legate le ossa contrastandone gli impegni meccanici. La seconda aderisce alle pareti interne della capsula fibrosa producendo un liquido detto liquido sinoviale il quale da nutrimento alla cartilagine e lubrifica le pareti articolari.
* BORSE E MUCOSE: sono strutture contenenti liquido sinoviale la cui funzione è di consentire un miglior scivolamento dei tendini e dei muscoli sulle sporgenze ossee.
* MENISCHI O DISCHI: strutture fibrocartilaginee senza vasi e nervi, presenti in alcune cavità articolari con la funzione di compensare differenze di curvature fra 2 superfici articolari contigue. Inoltre agiscono da cuscinetti ammortizzatori nei confronti delle sollecitazioni meccaniche facendo diminuire l'usura della cartilagine.
* LEGAMENTI: strutture connettivali scarsamente elastiche dotate di forza resistente alle trazioni. Gran parte dei legamenti sono strettamente adesi alle capsule articolari con lo scopo di aumentarne la resistenza. Un'altra funzione è quella del mantenimento della congruenza delle superfici articolari per evitarne eccessive escursioni.
Le articolazioni si classificano in:
* SINARTROSI: chiamate anche articolazioni per continuità in quanto non esiste una cavità ma i capi ossei sono uniti tra loro mediante tessuto fibroso o cartilagineo. Le sinartrosi si dividono a loro volta in: sindesmosi, sincondrosi, sinfisi, sinostosi.
* DIARTROSI: dette anche articolazioni per contiguità in quanto la facce articolari non sono a contatto ma sono separate da una cavità. Si classificano in base alla forma e alla possibilità di movimento concessa: artrodie (superfici piane quindi scivolamento); ginglimo angolare (una superficie convessa e una concava es. omero-ulnare); ginglimo laterale (una superficie convessa e una concava con movimento intorno all'asse verticale es. radio-ulnare prox); condilartrosi (superfici a forma ellissoidea, una concava e una convessa es. metacarpo-falangee); a sella (ogni capo a due curvature, una concava e una convessa disposte specularmente es. carpo-metacarpo); enartrosi (di forma sferica, una concava e una convessa es. gleno-omerale).
CLASSIFICAZIONE GRUPPI MUSCOLARI PIU' IMPORTANTI
LA SPALLA
La spalla è composta da omero (osso del braccio), scapola, clavicola e sterno. Le articolazioni presenti in essa sono varie dotate tutte di una forte muscolatura.
In questo contesto osseo i muscoli presenti sono:
* DELTOIDE: costituito da 3 fasci:
- anteriore con capo d'origine sulla clavicola;
- medio con capo d'origine sulla parte anteriore della scapola;
- posteriore con capo d'origine sulla parte posteriore della scapola.
Tutti questi fasci muscolari hanno il loro capo di inserzione che sulla parte prossimale dell'omero.

L'azione del deltoide è quella di abdurre l'omero rispetto al busto in particolare, col fascio anteriore in avanti, con il fascio medio lateralmente e con quello posteriore indietro.

* TRAPEZIO: si divide in fascio superiore (o discendente), fascio medio (o traverso), fascio inferiore (o ascendente). Questi fasci hanno origine dalla zona posteriore / inferiore del cranio e dai processi spinosi di alcune vertebre (da C7 a D3 e da D3 a D12). Le inserzioni si hanno sulla zona laterale clavicola, bordo superiore della spina della scapola e il margine mediale della stessa.

I fasci superiori innalzano il moncone della spalla; i fasci medi portano indietro il moncone della spalla; i fasci inferiori abbassano la spina della scapola.
Nella complessa articolazione della spalla, un ruolo fondamentale per la propria stabilità è garantito dalla particolare azione di alcuni muscoli che vanno a formare tra loro la famosa CUFFIA DEI ROTATORI. Questi muscoli sono: piccolo rotondo, sopraspinato, sottospinato, sottoscapolare.
IL BRACCIO
E' la zona presente tra la spalla e il gomito ed costituito dall'osso dell'omero.
Nella loggia anteriore del braccio il muscolo più importante è:
* BICIPITE BRACHIALE: ha origine con due capi, uno breve dalla scapola e uno lungo da fossa sopraglenoidea. Le inserzioni sono sempre due, una sull'osso del radio e una sull'ulna.
L'azione del bicipite brachiale è quella di primo flessore del gomito o meglio permette la flessione dell'avambraccio sul braccio.
Nella loggia posteriore del braccio il muscolo più importante è:
* TRICIPITE BRACHIALE: ha origine posteriormente con tre capi detti lungo (da scapola), mediale e laterale (omero). Tutti i capi di origine si vanno ad inserire sempre posteriormente sull'olecrano e sulla capsula articolare del gomito.
L'azione del tricipite brachiale è quella di estendere il gomito.
La zona dal gomito al polso viene chiamata AVAMBRACCIO (formato da due ossa, radio e ulna) sulla quale sono presenti le muscolature che permettono la flessione ed estensione del polso e delle dita. In più, nella parte prossimale e distale dell'avambraccio, sono presenti i muscoli supinatori e pronatori.
TRONCO
Nella parte anteriore e alta del tronco, in cui le formazioni ossee sono quelle delle coste e dello sterno, il muscolo più importante è:
* GRAN PETTORALE: ha origine da varie zone, in particolare da parte mediale clavicola, sterno, da cartilagine coste (2°-6°) e da aponeurosi muscolo addominale esterno. Ha inserzione sotto la grande tuberosità dell'omero. Abduce, ruota internamente e flette l'omero.

Nella zona posteriore del tronco:
* GRAN DORSALE: ha origine dai processi spinosi da D6 – D7 a L5, dalla faccia esterna delle ultime 3-4 coste, cresta iliaca, cresta sacrale media e si va ad inserire sul labbro interno della doccia bicipitale dell'omero. Il suo ruolo è quello di addurre e ruotare internamente l'omero.
Nella zona anteriore medio-bassa del tronco è presente la seguente muscolatura:
* RETTO ADDOMINALE: ha origine dal processo xifoideo dello sterno e dalla faccia esterna della 5° e 7° cartilagine costale. Le fibre muscolari seguono un decorso discendente e si inseriscono, con un corto e robusto tendine, tra il tubercolo e sinfisi pubica. Il ruolo di questa muscolatura è quella di abbassare le coste (muscolo espiratorio) e di flettere il bacino sul torace o viceversa.
Oltre al retto addominali ci sono altri muscoli interessati all'azione di flessione del bacino sul torace e sono: m.obliquo esterno e interno che, inoltre, flette e inclina lateralmente il torace e lo ruota dal lato opposto (esterno)e dal proprio lato (interno) ; m.ileo psoas che flette e ruota esternamente la coscia e flette e inclina lateralmente il tronco; m. quadrato dei lombi; m.trasverso dell'addome.

ANCA
Questa articolazione appartiene alla famiglia delle enartrosi (3 gradi di libertà). E' formata dalla testa del femore e dalla cavità dell'acetabolo.
Un muscolo importante che consente la flessione della coscia è:
* ILEO/PSOAS: origina con 2 capi uno chiamato ileo, dalla fossa iliaca; l'altro chiamato psoas dalle D12 a L4. Si inserisce sul piccolo trocantere del femore.
La muscolatura che permette l'estensione della coscia è:
- GRANDE, PICCOLO E MEDIO GLUTEO: i quali si inseriscono sulla parte prossimale e posteriore del femore permettendo cosi l'azione di estensione della coscia.
ARTI INFERIORI
Nella loggia anteriore della coscia è presente il muscolo:
-QUADRICIPITE FEMORALE: formato da 4 ventri muscolari (m. vasto mediale, m. vasto intermedio, m. vasto laterale, m. retto femorale) che si uniscono, nella zona distale del femore, in un unico grosso tendine passante per la rotula e chiamato tendine rotuleo. L'azione di questa muscolatura è quella di permettere l'estensione della gamba.
Nella loggia posteriore della coscia è presente la muscolatura che permette la flessione della gamba. I muscoli più importanti, detti anche ischio crurali, sono:
* BICIPITE FEMORALE: ha origine con due capi, uno da tuberosità ischiatica e l'altro da zona prossimale del femore. Si inserisce con un unico tendine sulla testa della fibula.
Alla flessione della gamba concorrono altri muscoli importanti: m. sartorio, m. semimembranoso e semitendinoso, m. gracile, m. popliteo.

Il ginocchio è un'articolazione molto complessa formata da: art. femoro – tibiale, art. femoro – rotulea. Quest'ultima appartiene alla famiglia dei ginglimi angolari, consente cioè una flesso estensione all'articolazione stessa.
Il ginocchio possiede, inoltre, diversi dispositivi con funzioni protettive e di ammortizzatori. I tanti legamenti (LCA, LCP, leg. collaterale laterale, leg. collaterale mediale, leg. patellare) e i 2 menischi a forma di “c” contrapposte assicurano un buon funzionamento di suddetta articolazione.
La muscolatura che permette l'adduzione della coscia è formata da: m. adduttore lungo, m. adduttore grande, m. adduttore breve, m. adduttore minimo. Questi ventri muscolari sono presenti nella zona interna della coscia, hanno origine dal pube e zona prossimale del femore e si inseriscono nella zona distale femore.
Nella loggia posteriore della gamba (tibia e perone)è presente la muscolatura che permette la flessione plantare della caviglia quella del tricipite surale. E' formato da tre ventri muscolari:
* GASTROCNEMIO (GEMELLI): origina con 2 capi dalle facce posteriori condili femorali.
* SOLEO: origina con un capo dalla zona posteriore e superiore del perone.
I 3 capi di origine si uniscono in un unico tendine, tendine d'achille,che si inserisce sulla tuberosità calcaneare del piede.

Esempio



  


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