il Mobbing e il Bullismo

Materie:Altro
Categoria:Scienze Sociali
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Testo

IL MOBBING Spreafico Azzurra
Conoscere significa prevenire,
prevenire significa proteggere!
DEFINIZIONE di BULLISMO
Albert Einstein definisce il mobbing con questi termini:
“Indubbiamente cattivo colui che abusando del proprio potere e prestigio, commette ingiustizie e violenza a danno dei suoi simili..”
Un’altra definizione del fenomeno:
“E’ una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul posto di lavoro con sistematiche e ripetute vessazioni ( almeno una volta alla settimana per sei mesi) finalizzate ad emarginare e discriminare”
ma è anche “una pratica volta ad aggredire tutti coloro che non si conformano alle regole implicite di una organizzazione” ( ricerca IREF marzo 2004 )
O ancora:
“ Modalità di comportamento persistente in cui le norme e le regole della società ed i diritti delle altre persone vengono sistematicamente violati”
Cos’è il BULLISMO?
1) E’ utilizzato per designare un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un’altra persona e dominarla.
2) Include sia i comportamenti del “persecutore” che quelli della “vittima”, focalizzandosi sul contesto relazionale nel quale si verifica il fenomeno.
3) E’ un fenomeno di natura relazionale
Può essere….
1) DIRETTO: - fisico (attacchi aperti )
- verbale ( insultare, deridere, sottolineare le differenze…)
2) INDIRETTO ( isolamento sociale, diffondere pettegolezzi o storie offensive…)
IL BULLO
Il bullo può essere:
- DOMINANTE: forte bisogno di potere e autoaffermazione, mancanza di empatia, autostima elevata, irascibile e impulsivo.
- GREGARIO: è insicuro e ha bisogno di popolarità.
Può essere:
- MASCHIO con forme di violenza DIRETTE sia verso maschi che femmine.
- FEMMINA con forme di violenza INDIRETTE verso le femmine.
La vittima può invece essere:
- PASSIVA: ansiosa e insicura.
- PROVOCATRICE: irrequieta.
E’ importante ricordare che nel fenomeno del bullismo sono tre le componenti:
1) il BULLO
2) la VITTIMA
3) la MAGGIORANZA SILENZIOSA
Il COMPORTAMENTO del BULLO è caratterizzato da:
- Aggressività
- Violenza
- Intolleranza
- Isolazionismo
- Disposizione al “combattimento fisico”
- Scarsa attenzione
- Mancanza di empatia per i sentimenti e il benessere degli altri
Il comportamento del bullo dipende da caratteristiche personali (ovvero biologiche), da influenze del gruppo di amici e dal contesto socio-culturale.
Anche i ragazzi non coinvolti direttamente rimangono al margine e guardano al fenomeno del bullismo come qualcosa di inevitabile della cultura e del clima del gruppo.
( “così vanno le cose”, “sono fatti loro” )
E’ importante, quindi, innalzare la nostra consapevolezza rispetto a questa “cultura” del gruppo di amici e valutare indipendentemente se i valori proposti dai coetanei sono effettivamente giusti.
CHE COSA E’ BULLISMO E CHE COSA NON LO E’?
Come identificarlo?Quali caratteristiche deve avere?
INTENZIONALITA’- PERSISTENZA NEL TEMPO –ASIMMETRIA DELLA RELAZIONE
- Intenzione di fare del male e mancanza di compassione
- Intensità e durata tale da diminuire l’autostima della vittima
- Potere del bullo
- La vulnerabilità della vittima
- La mancanza di sostegno
- Emarginazione
- Maldicenze
- Continue critiche
- Sistematica persecuzione
- Assegnazione di compiti dequalificanti
- Compromissione dell’immagine sociale
Fattori che lo escludono:
- Esiste un limite per imporre la propria volontà
- Il disaccordo è motivato, esplicitando le proprie ragioni.
- Si scusa o si cerca una soluzione di pareggio
- La soddisfazione dei propri bisogni è raggiunta tramite un accordo o la negoziazione
- Sono in grado di allontanarsi
CONTESTI SCOLASTICI in cui si presenta maggiormente il fenomeno:
- aule
- cortili
- corridoi
- bagni
- tragitto casa-scuola
- luoghi poco sorvegliati
LE CONSEGUENZE DEL BULLISMO sulla VITTIMA
1) L’AUTOSTIMA diminuisce considerevolmente e si mantiene così nel tempo. La vittima pensa di non valere assolutamente niente
2) Nella SCUOLA avviene un DISINVESTIMENTO a causa della bassa autostima.
3) La VITTIMA può a sua volta diventare un aggressore.
4) 40 milioni di persone soffrono di STRESS
A cui si aggiungono :
- depressione
- ansia
- insonnia
- disturbi muscolo-scheletrici
- problemi cardio-vascolari
- sintomi dissociativi
- vergogna
- inefficienza
- disperazione
- isolamento
- disturbo della condotta
I CRITERI DIAGNOSTICI per stabilire se un trauma dovuto a un’esperienza di bullismo ha effettivamente minacciato l’integrità fisica, sono:
- La persona ha vissuto un evento traumatico che ha implicato morte o minaccia di morte, gravi lesioni o incertezza per l’integrità fisica.
- Comparsa di sintomi ACUTI ( durata massima di tre mesi) e CRONICI ( oltre i tre mesi ) mai manifestati prima dell’evento traumatico.
L’ASSENZA DI FUTURO
Il bullismo fa parte di un contesto sociale da conoscere.
Nel quadro sociale odierno il FUTURO è assente o si presenta come minaccioso.
La tristezza fa un po’ da padrona e rischia di diventare una passione.
Queste situazioni non sono confrontabili con il recente passato, caratterizzato da certezze e autorità rispettate.
Stiamo vivendo in un’epoca “adolescenziale”, una fase di passaggio, ricca di disorientamento e di errori?
I giovani sfidano i genitori, e spesso ci riescono, su un terreno di parità. I genitori, nel cui vocabolario è sparito il no, scelgono di essere amici dei figli.
Gli insegnanti oscillano tra amicizia e autoritarismo.
Tutto questo è un terreno ideale per il bullismo.
L’assenza di futuro travisa la realtà.
La confusione dei ruoli famigliari consolida l’insicurezza e il disorientamento.
La trascuratezza affettiva genera insensibilità verso sé stessi e gli altri.
Il bullismo non è riconducibile a un solo problema individuale o psicologico, dipende anche dal contesto sociale.
Da tutto ciò nasce l’esigenza di cambiare rotta e di cambiare il modo di interpretare gli eventi e di guardare al futuro.
Bisognerebbe rimettere all’ordine del giorno la speranza, aumentare il desiderio di sognare la bellezza e la felicità, scoprire il valore sociale delle emozioni.
La sfida che abbiamo di fronte richiede una grande creatività sociale.
L’ATTEGGIAMENTO DELL’INSEGNANTE
L’adulto presente può comportarsi diversamente:
- vede e sente
- vede, ma non lo considera un suo compito
- rileva il fenomeno ma non sa cosa fare
- rileva il fenomeno, non sa cosa fare, ma ci prova
- fa un intervento efficace ( non si schiera e affronta il problema in modo collegiale)
COSA FARE PER PREVENIRE?
1) Per prevenire è importante creare un clima di fiducia, di cooperazione e non di competizione, di conoscenza tra gli alunni. Infatti è importante che gli alunni siano “educati alla diversità” in quanto bastano piccole differenze (per esempio la statura) per creare il bullo e la vittima.
Quindi gli insegnanti hanno il compito di valorizzare i punti di forza e di migliorare quelli di debolezza. Inoltre, se è vero che il bullo ha bisogno di sentirsi protagonista, l professore deve creare situazioni in cui egli possa esprimere il suo protagonismo e nel frattempo perseguire fini comuni con i compagni.
2) Creare un momento un momento di alfabetizzazione emotiva di sé e degli altri (empatia)
3) Organizzare dei progetti di potenziamento delle competenze relazionali e comunicative: educazione affettivo-sessuale, capacità si so-stare nei conflitti, promuovere la mediazione dei conflitti, corsi sull’assertività (farsi rispettare e rispettare)
INSEGNANTI: ERRORI DA EVITARE
- muoversi da solo
- agire sul singolo studente
- sopravvalutare o sottovalutare
- ignorare
- discutere a sproposito
- schierarsi
- etichettare o rinforzare pregiudizi
SUGGERIMENTI IN PILLOLE PER GLI INSEGNANTI
- formazione dei gruppi classe
- reciprocità dell’accoglienza
- creare le relazioni
- cura del clima del gruppo
- ascolto attivo
- fare il mediatore
- incoraggiare la partecipazione
STRATEGIE PER CHI E’ VITTIMA
1) NON RISPONDERE ALLE PROVOCAZIONI perché l’obiettivo del bullo è di ottenere soddisfazione nell’umiliazione che prova la vittima. Inoltre si potrebbero innestare delle spirali di violenza.
2) ESSERE ASSERTIVI ovvero chiedere di smetterla con un tono che non ammetta repliche, dicendo le conseguenze che potrebbero esserci e tenendo una postura a gambe ferme con il busto leggermente proteso in avanti.
3) SPIAZZARE la vittima chiede al bullo di discutere, parlare dei problemi che ci sono tra di loro.
4) CERCARE ALLEANZE POSITIVE per evitare l’isolamento, in quanto il bullo gode del silenzio assenzio degli altri.
5) CHIEDERE AIUTO ai professori, al preside, ai genitori, a uno psicologo o comunque un’adulto.
6) IGNORARE E GIRARE ALLA LARGA che però non sia uno scappare.

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