esercitazione sulla pedagogia

Materie:Scheda libro
Categoria:Scienze Sociali

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Testo

ESERCITAZIONE PAG.68D

ANALISI DELLA LACERAZIONE INTERIORE CHE CARATTERIZZA L’IO DIVISO DELLO SCHIZOFRENICO

Il merito del saggio “L’io diviso” di Roland Laing è di rompere violentemente con la rigidità storica della psichiatria tradizionale che faceva della terapia farmacologia la cura più efficace per la persona affetta da schizofrenia. Definito un antipsichiatra per le sue idee stravaganti, Laing criticava la distinzione che gli psichiatri facevano tra normalità e anormalità e negava ogni significato al termine “malattia mentale” seguendo un approccio di studio soggettivistico e interrelazionale per la cura della persona schizoide. Secondo Laing, infatti, l’origine delle nostre ansie, dei nostri disastri personali è strettamente collegato a distorsioni percettive, a veri e propri grovigli esistenziali, da ciò ne emerge che la psiche della persona normale non differisce qualitativamente da quella di un paziente psicotico.
Ancora oggi si parla di Laing come di un antipsichiatra, intendendo con questo termine un’azione organizzata per abolire i manicomi e tutte le terapie psichiatriche oppressive , invece che di uno psichiatra e ricercatore sociale che ha introdotto in psicoterapia il concetto di alienazione sociale e la necessità dello studio dei sistemi storici, non solo interpersonali, per la comprensione del funzionamento psichico e dei suoi disturbi. Più correttamente, a proposito di Laing si dovrebbe parlare di Psichiatria Metapersonale o di Psichiatria Umanistica Esistenziale, o anche secondo una locuzione coniata da Laing stesso, di Psicoterapia integrata.
Recenti ricerche sulla schizofrenia indicano come la malattia del paziente possa considerarsi un adattamento ragionevole ad un sistema di comunicazione famigliare abbondantemente malfunzionante. A questo proposito anche Freud aveva affermato che l’altro è sempre presente nella vita psichica dell’individuo come modello, oggetto, amico o nemico, tanto che fin dall’inizio si deve considerare la psicologia individuale anche sociale. Freud inoltre, molte volte aveva fatto riferimento all’influenza dei genitori nella trasmissione delle nevrosi.
Nel suo libro “L’io diviso”, Laing descrive come una persona schizofrenica possa vivere in sicurezza in un ambiente psicologicamente dannoso, nato quindi come libro di carattere prettamente psicologico, può essere inteso anche in chiave sociologica attraverso la metafora dell’evoluzione della cultura occidentale. Il confronto risulta più che mai significativo tra l’esigenza schizoide del dominio di sé e l’incostante relazione tra l’individuo e il suo ambiente prodotta dalla rivoluzione tecnologica. Il processo schizoide comincia con lo staccare una parte di sé dalla connessione con l’ambiente. Questa parte, considerata come interiorità o sé “reale” risulta quindi disincarnata. Essa osserva con freddezza e distacco tutto ciò che accade al resto dell’organismo. Ogni relazione con l’ambiente è di conseguenza irreale dato che il sé “reale” non risulta impegnato in questi processi. Conseguentemente, dato che nulla di reale giunge al sé, nulla di reale può uscire da esso, per cui lo schizofrenico sperimenta sé stesso in modo sempre più irreale fino alla creazione del “falso io”, attraverso una serie di tecniche contradditorie che dilacerano l’io e lo frammentano in una serie di sottoinsiemi conviventi ma quasi estranei l’uno all’altro. Questa lacerazione psicologica si declina di fronte al mondo in realtà parte integrante della coscienza del sé dell’uomo occidentale. L’uomo occidentale si vive all’interno di una società frammentata che richiede alla persona di esprimersi in tanti io diversi e spesso contradditori l’uno all’altro (l’io a scuola, l’io a casa, l’io al lavoro…)che alla fine devono essere sintetizzarti in un unico io.
Oggi è in atto la patologia dell’indifferenza sociale , dove lo scopo della società è illudere la persona con inganni e false realtà attraverso i mass media e gli specialisti pubblicitari che nel nome del guadagno economico sono pronti a tutto. Il problema dell’indifferenza sociale e dell’alienazione del cittadino è un problema grave, forse è il punto cruciale della trasformazione dei valori con gli impliciti e gravi aspetti di crisi che ogni trasformazione porta con sé quando si produce in un terreno tradizionale a forte impatto emotivo ed immaginario.

Di Brombini Genny
Classe IV^A
Anno scolastico 2004/2005

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