Le banche più solide

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Categoria:Scienze Delle Finanze

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CACCIA ALLE BANCHE PIU’ SOLIDE

Il 20 settembre 2008 in un articolo del sole 24ore si sosteneva che proprio in un tale momento di crisi finanziaria, da alcuni bond di banche solide si sarebbero potute trovare occasioni per chi avesse voluto dare uno sprint al proprio portafoglio.
In particolare, secondo alcuni analisti era il momento di investire nei titoli delle banche italiane,
“Sono quelle che garantiscono una maggiore solidità da un punto di vista patrimoniale” spiegava Manuela D’Onofrio, responsabile degli investimenti in UniCredit Private Banking “hanno risentito poco della crisi immobiliare legata ai mutui subprime, hanno sempre adottato una politica abbastanza restrittiva nell’erogazione dei prestiti e poi si finanziano, prevalentemente, con i depositi e quindi hanno fatto scarso ricorso al mercato dei capitali”.
Per D’Onofrio, oltre alle banche italiane, era possibile scovare qualche occasione anche nei titoli delle società a elevata capitalizzazione, in quelle del settore delle utility come Enel o la tedesca E.On, ma anche nei settori petrolifero, alimentare e farmaceutico.
“Prediligo quando possibile il ricorso a fondi” concludeva D’Onofrio “e se si opta su singoli titoli meglio avere un portafoglio diversificato dal quale escludo il settore assicurativo”.
Di diverso avviso era Giulio Casella, responsabile del settore obbligazionario in Azimut che non ha investito in questa tipologia di titoli.
“Sono titoli che, a fronte di quel rendimento in più che offrono, non giustificano l’elevato rischio e volatilità. Soprattutto in questi giorni assistiamo all’allarme che si crea proprio su questi titoli e alla fretta di venderli. Nel mio portafoglio di circa 15 miliardi ho solo un paio di milioni investiti in un corporate bond.”.
I consigli generali per evitare sgradite sorprese a fronte di decisioni finanziarie erano, in ogni caso di non precipitarsi a chiudere le posizioni in perdita, occorreva valutare correttamente, in ottica di lungo periodo gli investimenti e i rischi che si stavano realmente correndo; resistere alla tentazione di approfittare della situazione e di investire nelle società nell’occhio del ciclone, il caso Lehman aveva insegnato che si trattava di scommesse ad altissimo rischio; frenare la voglia di rivincita evitando investimenti rischiosi per tornare in pareggio con le perdite; diffidare di consigli più o meno disinteressati o di intuizioni.

Lehman non è l’unica banca presente nelle strutture delle migliaia di polizze indicizzate presenti sul mercato italiano.
Anche i bond del gruppo Dexia, anch’essa in forte difficoltà, sono stati utilizzati per garantire i prodotti assicurativi nei portafogli degli investitori.
Morgan Stanley e Goldman Sachs, che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso, e che sono le uniche garanti di molte polizze in circolazione in Italia.

Classifica delle maggiori esposizioni nei confronti della Lehman Bbrothers di banche ed assicurazioni extra-Usa.
(in milioni di euro)

Dexia (Francia)
2.280
Allianz (Germania)
400
Munich Re (Germania)
350
Aviva (Francia)
338
Aozora Bank (Giappone)
326
Axa (Francia)
300
Mizuho (Giappone)
269
Aegon (Olanda)
261
Intesa San Paolo (Italia)
260
Unipol (Italia)
250
Ubs (Svizzera)
211
Citibank (Hong Kong)
193
Shinsei Bank (Giappone)
192
Mediolanum (Italia)
160
Ufj Bank (Giappone)
13
Sumitomo (Giappone)
123
Generali (Italia)
110
Ing (Olanda)
100
Bank Leumi (Israele)
62
Fondiaria Sai (Italia)
37

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