Scienze della terra

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Testo

Storia interna ed esterna delle Scienze della terra
Il gruppo di discipline che studiano la Terra e i suoi rapporti con gli altri corpi dell’Universo, la sua costituzione e la sua struttura, nonché i fenomeni fisici e biologici che la hanno interessata nel corso dei tempi, i processi di continua trasformazione ed evoluzione che ancora caratterizzano la sua crosta superficiale, gli stretti legami tra tutte queste caratteristiche e le sue attività umane, vengono comunemente denominate Scienze della Terra.
La storia delle Scienze della terra è legata all’interesse per la natura, che è sempre stato vivo nell’uomo fin dalle epoche preistoriche. I testi più antichi riportano attente descrizioni di fenomeni naturali, accompagnate da interessanti interpretazioni, spesso precorritrici di concetti moderni.
Le grandi civiltà antiche, da quelle asiatiche a quelle messicane, tennero in gran conto lo studio degli astri, che secondo gli studiosi di allora influivano in modo decisivo sulle vicende umane, ed innalzarono grandi osservatori per scrutare la volta celeste. Già alcuni millenni prima di Cristo i pianeti più vicini erano ben noti per il loro movimento rispetto alla fissità delle stelle, la Terra era ritenuta un corpo sferico posto al centro del Sistema Solare e dell’Universo.
Fin dalla preistoria ci sono pervenuti i menhir, enormi pietre, o primitivi obelischi, che si possono osservare non solo in Inghilterra ed in Francia, ma anche in Puglia ed in Sardegna: questi rozzi monumenti venivano infissi al suolo in filari o in forme circolari che rispettavano rigorosamente certi dati astronomici, come ad esempio la direzione del levar del sole ad una certa data.
In contrapposto all’antica concezione tolemaica (Tolomeo vissuto circa fra il 100 e il 178 d.C.) che riteneva la Terra al centro del Cosmo, nel XV secolo nacquero i precursori che portarono alla rivoluzione copernicana, cioè alla formulazione del sistema eliocentrico, con il sole situato al centro dell’Universo. In tempi più recenti, grazie anche all’invenzione di nuovi strumenti di osservazione, è apparso sempre più chiaro che la Terra è situata, con il Sistema solare, in un punto non definibile di questo spazio costellato di corpi celesti e di rada materia interstellare detto Universo.
A partire dal ‘500 l’osservazione sul terreno di strati, rocce e fossili si fa sempre più precisa, ma la geologia non è ancora nata come scienza autonoma: si deve attendere la rivoluzione galileiana e l’uso di strumenti precisi per osservare e misurare.
L’uomo si è interessato da tempi lontanissimi al pianeta Terra e ai fenomeni naturali, non solo per la sua innata curiosità, ma perché è dalla Terra che prende tutto ciò di cui ha bisogno.
Tuttavia la gran complessità dell’oggetto di studio, ha fatto sì, che solo fra il 1700 e il 1800 la Geologia (discorso sulla Terra) prendesse forma come nuova ed autonoma scienza.
Successivamente, il procedere delle conoscenze ha fatto sviluppare dalla geologia classica (fondata sul metodo analitico-descrittivo) altre numerose discipline, nate al confine con diverse scienze, come la Geofisica, la Geochimica, la Paleontologia; perciò attualmente si parla di Scienze Geologiche o Scienze della Terra.
Per cercare di comprendere meglio, come e perché, si sia sviluppata storicamente la Geologia, bisogna collocare l’enorme bagaglio di cognizioni di questa disciplina in una prospettiva storica, nei diversi contesti culturali dove si è andato formando.
Ecco alcune tra le tappe più significative, esposte in maniera molto schematica, del difficile cammino che la Geologia ha dovuto percorrere tra Filosofia, Biologia e Chimica.
La Geologia nasce come Stratigrafia, intorno alla seconda metà del 1700, per esigenze pratiche connesse allo sviluppo dell’attività mineraria, per opera di un mineralista e ingegnere tedesco Johann Gottlob Lehmann (1719-1767), che nel 1756 pubblicò la classificazione delle rocce in: montagne primitive (rocce di origine chimica, anteriori all’origine della vita e prive di fossili), montagne stratificate (rocce fossilifere formate dalle particelle erose dalle precedenti) e montagne di trasporto (rocce superficiali, recenti).
La classificazione di Lehmann non era un semplice strumento operativo: ordinando le rocce in conformità a criteri genetico-temporali, piuttosto che puramente composizioni, questa classificazione andava ad inserirsi perfettamente in quell’intensissimo dibattito che aveva coinvolto scienziati, filosofi ed uomini di Chiesa, riguardo alla natura dei fossili e l’origine delle montagne e dei continenti.
È opportuno rilevare come la classificazione di Lehamann, che individuava solo le rocce sedimentarie su quelle chimiche, era il frutto di uno studio effettuato quasi esclusivamente, sul bacino evaporitico tedesco dello Zeichestain che in quel periodo cominciava ad essere intensamente sfruttato con l’attività mineraria.
Uno dei problemi più grossi, cui si trovavano di fronte i primi stratigrafi del 1700, era quello dell’età della Terra; la Chiesa attribuiva alla Terra, tramite uno studio effettuato attraverso il computo delle generazioni successive e degli avvenimenti registrati dalla Bibbia, un’età di circa 5000 anni.
Questa data aveva una gran credibilità presso gli ambienti scientifici, ma non poteva spiegare, in un così breve lasso di tempo, l’esistenza di rilevanti accumuli di sedimenti, il sollevamento d’intere catene montuose e la presenza dei fossili delle rocce; fossili che le ricerche paleontologiche, già intorno alla seconda metà del 1700, avevano mostrato essere il resto di un passato organico non più vivente e non stranezze mineralogiche.
Dopo Lehmann, un grandissimo contributo alla nascita della Geologia, fu dato dallo scozzese James Hutton (1726-1797).
Hutton formulò il principio dell’Uniformismo (uguaglianza dei fenomeni d’oggi e del passato), l’esistenza di una dinamica terrestre ciclica (ciclo d’erosione e ciclo litogenetico), una genesi comune di tutte le rocce dal raffreddamento del magma (plutonismo).
Ma il contributo maggiore dato dallo scozzese, prezioso per consentire il futuro sviluppo della geologia, fu l’affermazione di un tempo geologico lunghissimo e non quantificabile dalla mente umana: “Nessuna traccia di un inizio, nessuna prospettiva certa di una fine”.
Le idee di Hutton risentivano fortemente del contesto culturale in cui operava, ancora fortemente influenzato dai grandi costruttori di Sistemi filosofici del Seicento: Cartesio, Leibniz e soprattutto Newton.
Il sistema di Hutton tendeva a raffigurare la Terra come una macchina newtoniana perfetta, regolata da leggi proprie ed immutabili, una macchina autoregolantesi e funzionante in tempi senza un principio e senza fine; in questo sensova capita la sua frase: “Il presente è la chiave per spiegare il passato”.
Un’altra figura emblematica e singolare di “geologo puro”, a cavallo fra il 1700 e il 1800, è quella di William Smith (1769-1839) inglese, topografo ed ingegnere; egli introdusse in Geologia il fondamentale concetto di correlazione stratigrafica: l’età degli strati poteva essere stabilita in base al contenuto fossilifero che consentiva datazioni relative.
Smith per l’elaborazione delle sue idee si servì degli studi paleontologici del suo contemporaneo Crouvier; scopritore dell’anatomia dei vertebrati, nei quali si elaborava il concetto d’estinzione.
Cruovier era il massimo esponente dei Catastrofisti, gruppo di pensatori che, in opposizione alle idee di Hutton, affermava che la storia geologica procedesse per drastici mutamenti e avvenimenti catastrofici (cataclismi, diluvi, ecc.).
Le basi teoriche dei Catastrofisti erano debolissime, ma le loro teoria ebbe molto successo, per tutta la fine del 1700 e la prima parte del 1800, perché corrispondeva a quell’aspettativa di drastiche rivoluzioni che infiammava gli animi di molti europei; la teoria catastrofista inoltre, pur parlando di tempi molto lunghi, non andava direttamente contro la Bibbia: il diluvio Universale era uno delle tante catastrofi, le estinzioni erano compensate da altrettante Creazioni Divine.
Cruovier aveva introdotto le datazioni su basi paleontologiche, il Catastrofismo e il lavoro pazientedi smith ponevano la basi per una periodizzazione della storia della Terra; è su questa base culturale che operò Charles Lyell (1797-1875) ritenuto da molti, forse con troppa enfasi, il fondatore della moderna Geologia.
Lyell seppe cogliere la lezione uniformista di Hutton collocandola nel quadro della nuova stratigrafia; il successo che ebbe il suo libro “Principes of Geology” fu enorme, dovuto anche all’ottimo stile dell’opera; Darwin stesso ne subì un’influenza determinante, come testimoniò più volte lo stesso biologo.
In Geologia, Lyell introdusse il principio dell’Attualismo ( gli eventi del passato si spiegano con forze ancora operanti e osservabili), principio che ricorda l’Uniformismo di Hutton,ma se per se Hutton questo implicava uniformità dei fenomeni di oggi e del passato; per Lyell è uniformità delle leggi di natura, che non esclude trasformazioni e cambiamenti della Terra nel tempo.
In Stratigrafia lyell accolse le unità lito-paleontologichedi Smith e ne aggiunse altre tipizzate in alcune località del continente.
La teoria di Lyell può essere chiamata anche “Gradualismo”: piccole trasformazioni ripetute nel tempo portano a grandi variazioni.
Questa concezione era il frutto dal periodo storico-culturale in cui visse Lyell: con la caduta delle monarchie e la conclusione del ‘700 in un’era di rivoluzioni, gli intellettuali cominciarono a vedere il cambiamento come parte normale dell’Ordine Universale, non più come qualcosa di aberrante ed eccezionale.
Per tutto il 1800 la Geologia è stata essenzialmente “nazionale”, legata ai singoli luoghi a o problemi applicativi circoscritti nello spazio: canali, gallerie, miniere; gli stessi dibattiti teorici, come la disputa fra il fisico Lord Kelvin ed i geologi riguardo la durata dei tempi geologici, avevano avuto interesse localistico, muovendosi all’interno di climi culturali specifici di ciascuna nazione.
A fine ‘800 inizio ‘900 lo sviluppo impetuoso dell’industria e delle comunicazioni aveva certamente apportato nuove conoscenze, prima impensabili, come quelle sulla struttura profonda delle Alpi, messa in luce dalle grandi gallerie transalpine,e la scoperta sulla radioattività che aveva posto le basi per superare il dibattito sulla durata dei tempi geologici; ma il carattere essenzialmente osservato e descrittivo della Geologia Classica non era mutato sostanzialmente, né era mutata la propensione essenzialmente “intuitività” dei geologi.
Le grandi esplorazioni geografiche avevano però allargato il campo del dibattito, una visione globale dei problemi si sarebbe prima o poi imposta.
All’alba del ‘900 già si vedevano le premesse di quella che sarebbe stata una “ teoria globale” capace di predire i risultati sperimentali piuttosto che essere da questi indotta.
I punti di forza di questa vera e propria rivoluzione delle Scienze della Terra saranno costituiti dalla Geofisica, che nasce nei primi anni del ‘900, e dai tantissimi data sui fondi oceanici, ottenuti grazie allo sviluppo della oceanografia geologica, fortemente finanziata dalle compagnie petrolifere, intorno agli anni sessanta.
Già ai primi del ‘900, il climatologo e geologo tedesco Wegner con la sua teoria della “Deriva dei Continenti” aveva tentato l’elaborazione di una visione geologica generale; ma egli non sfruttava le enormi possibilità che gli erano offerte dalla geofisica rimanendo ancora saldamente legato al metodo induttivista, inoltre vagliava in maniera molto selettiva i tantissimi dati paleontologici, paleoclimatici, petrografici, che si avevano in letteratura scientifica.
Come scrisse il geofisico E.W. Berry, intorno al 1926: “ A mio avviso, il metodo di Wegner non è scientifico; segue il corso familiare di un’idea iniziale, con una ricerca selettiva nella letteratura esistente di prove a favore, ignorando la maggior parte dei dati in contrasto con l’idea stessa e terminando in uno stato di auto-ebbrezza in cui l’idea soggettiva giunge ad essere considerata un fatto oggettivo.
Saltando altre fasi intermedie, possiamo fissare la nascita della Geologia come scienza sperimentale intorno agli anni settanta, periodo in cui è elaborata la teoria della “ Tettonica delle Placche”.
Con la “Tettonica delle Placche” le molteplici conoscenze sulla Terra ( paleontologiche, geofisiche, petrografiche , vulcanismo, sismicità) trovano una spiegazione unitaria e la geologia passa da una funzione esplicativa dei fatti osservati ad uno strumento di predizione negli esperimenti e nelle ricerche.


DALL’ANTICHITÀ A NEWTON
Storia Interna
Evoluzione del pensiero scientifico
Storia Esterna
Interazione e dipendenza dagli avvenimenti storico, sociali e culturali
PLATONE
427 – 347 a.C.
Ipotesi geocentrica
Stelle e oggetti celesti eterni e immutabili attorno alla Terra
ARISTARCO
310 – 230 a.C.
Prima ipotesi eliocentrica
Sole al centro del sistema solare
e attorno ad esso ruotano pianeti, Terra e stelle
Fu molto criticata dalla società del tempo perché andava contro le dottrine filosofiche dell’epoca.
Claudio TOLOMEO
100 - 170
Sistema Geocentrico
Fissità della Terra e moto dei Cieli
Almagesto
Nicolò COPERNICO
1473 - 1543
Sistema eliocentrico
Il Sole è posto al centro dell’Universo e di tutte le sfere planetarie
De revolutionibus orbium celestium
La Chiesa Cattolica mise “all’indice” la sua opera ritenendola contraria alle Sacre Scritture. L’Uomo era posto al centro del piano divino e quindi la Terra doveva essere al centro dell’Universo.
Tycho BRAHE
1546 - 1601
Sistema tychonico
Tutti i pianeti ruotano attorno al Sole, ma quest’ultimo ruota attorno alla Terra
Il re Federico II di Danimarca gli accordò alcuni possedimenti dalla cui rendita poté attingere per la costruzione di un osservatorio astronomico.
Giovanni KEPLERO
1571 - 1630
Ordine geometrico dei corpi celesti.
Le leggi della meccanica celeste
Viene assunto da Brahe nel 1600 a Praga. Fondamento delle sue idee era che nell’Universo la presenza di Dio era manifesta nell’ordine geometrico dei corpi celesti.
Galileo GALILEI
1564 - 1642
Puntò il cannocchiale verso il cielo con numerose conseguenti scoperte.
Metodo Scientifico.
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632)
L’interesse per l’astronomia nasce dall’improvvisa comparsa di una stella nel cielo, nel 1604.
Qualche anno dopo un costruttore di lenti olandese costruì uno strumento che permetteva di ingrandire gli oggetti. Galileo puntò il cannocchiale verso il cielo.
Nel 1632 Galileo venne accusato dai suoi avversari di non tenere conto della Bibbia e chiamato a Roma, fu costretto a confessare di aver sostenuto idee contrarie alla religione.
Isaac NEWTON
1642 - 1727
Philosophiae naturalis principia matemhatica 1687.
Giunse per via matematica alla dimostrazione delle Leggi di Keplero.
Legge di gravitazione universale.
Quadro unitario del mondo e una definitiva riunione della fisica celeste con la fisica terrestre.
La massima fecondità culturale di Newton coincide con gli anni 1665-66, ossia gli anni in cui infuriava la peste. In questo periodo fu costretto a tornare accanto alla madre. Egli stesso dirà che allora si era occupato di matematica e filosofia più che in altri anni della sua vita.
TRA IL ‘700 E LA PRIMA META’ DELL’800
Lo studio delle Scienze della Terra, legato all’osservazione sul terreno di strati, rocce e fossili, risale al ‘500. Ma è soltanto tra il ‘700 e la prima metà dell’800 che nasce la geologia come disciplina autonoma, considerata un prodotto della rivoluzione scientifica. Nascono così la cristallografia, la mineralogia, la paleontologia, nonché le prime teorie globali necessarie ad interpretare tutti quei fenomeni che hanno coinvolto e coinvolgono le grandi strutture della Terra.

Storia Interna
Evoluzione del pensiero scientifico
Storia Esterna
Interazione e dipendenza dagli avvenimenti storico, sociali e culturali
STENONE
Le terre hanno una storia: formazione delle rocce, erosione, crollo, deposizione di nuove rocce
Ciclicità degli eventi ripetuta nel tempo
Imposizione da parte della Chiesa del tempo “biblico”.
LEHMAN
1719-1767
Prima distinzione tra rocce primarie (prime a formarsi) e secondarie (frutto dell’erosione)
La crosta terrestre e' in continua trasformazione: evoluzione dei fenomeni nel tempo
In Germania si ha il massimo sfruttamento di giacimenti minerari.
HUTTON 1726-1797
il “padre” della Geologia
Distinzione tra rocce magmatiche e sedimentarie, di origine diversa
Teorie globali:
Uniformismo:
uniformità dei fenomeni di oggi e del passato:
Plutonismo: tutte le rocce derivano per trasformazioni dal magma: fusione della crosta per il calore interno > formazione di rocce ignee > modificazione delle rocce > sollevamento del terreno > erosione > deposito sul fondo del mare > rifusione >
Le rocce si trasformano le une nelle altre: ciclo litogenetico e metamorfismo
I fenomeni geologici si ripetono nel tempo: ciclo geologico e ciclo di erosione
La Terra ha una lunga storia:
tempo geologico
Discordanza stratigrafica
Influenza della filosofia di Newton
WERNER
Si contrappone alle idee di Hutton con la teoria del
Nettunismo: tutte le rocce derivano per precipitazione da un antico oceano avvolgente la Terra
Graduale trasformazione della Terra
Sviluppo della mineralogia per una migliore ricerca e per lo sfruttamento delle risorse minerarie.
SMITH (1769 – 1839)
the strate
Strati diversi sono classificabili in base ai fossili che contengono
Concetto di correlazione e classificazione stratigrafica
Rivoluzione industriale: Sviluppo delle vie di comnicazione (Ferrovie, canali…)
LYELL (1797 – 1875)
il “teorico” della Geologia
Teorie globali:
Attualismo: i fenomeni del passato sono spiegabili con la lettura dei fenomeni che avvengono anche oggi. Oggi il concetto “il presente è la chiave del passato” è sostituito dal concetto “il passato è la chiave del presente”
Gradualismo: piccole trasformazioni ripetute nel tempo portano a grandi variazioni.
La storia della Terra è divisa in fasi o ere: si fa strada la necessità di un tempo geologico lungo
Caduta della monarchia e conclusione del ‘700 in un’era di rivoluzioni. Gli intellettuali cominciarono a vedere il cambiamento come parte normaledell’”ordine dell’Universo”, non più come qualcosa di aberrante ed eccezionale.
LA SECONDA META’ DELL’800

Si tenta di ricostruire la storia della Terra, ma la controversia sulla sua età (migliaia o milioni di anni?) frena la cultura ufficiale: all’osservazione sul campo si contrappone l’estrapolazione dei dati fisici. I geologi e i biologi hanno bisogno di un tempo geologico lungo per spiegare l’evoluzione della Terra e della Vita, ma i fisici si oppongono. Il problema della formazione delle montagne domina la ricerca geologica.
Alla fine del secolo la geofisica dà un forte impulso alla geologia che acquista sempre più importanza come scienza pratica e visione di insieme.


Storia Interna
Evoluzione del pensiero scientifico
Storia Esterna
Interazione e dipendenza dagli avvenimenti storico, sociali e culturali
Charles DARWIN
Teorie globali
Evoluzionismo
Evoluzione degli atolli
Interazione tra ambiente e vita
Espansione e colonialismo.
Scala dell’essere: “superiorità dell’uomo rispetto agli altri esseri viventi”, anche religiosa, filosofica, molto diffusa negli ambienti aristocratici.
KELVIN
Disputa sul tempo geologico: lungo o breve? Il calore interno della Terra è in diminuzione. La dinamicità della Terra dipende dal calore interno. L’età della Terra ha quindi un tempo limitato.

DANA – SUESS
l’orogenesi classica
Teorie globali
Contrazionismo: la Terra si raffredda, si contrae per cui la crosta si piega e si incurva formando le montagne

Teoria della geosinclinale: I sedimenti delle montagne erose si accumulano nel mare, in grandi fosse, le geosinclinali; qui si compattano (subsidenza) e sprofondano per cui l’accumulo diventa grandioso.
Le pressioni laterali dei continenti fanno riemergere i sedimenti, secondo movimenti verticali, con formazione di un nuovo tipo di rocce metamorfosate dalla T e dalla P

Fondo oceanico basaltico rispetto ai continenti granitici
Prima idea dell’origine marina delle catene montuose
Metamorfismo: le rocce raccontano le trasformazioni subite nel tempo e nello spazio
Intuizione della differenza tra crosta oceanica e continentale

IL ‘900 E LA GEOLOGIA MODERNA

La controversia sull’età della Terra si dissolve grazie alla scoperta della radioattività come fonte di energia e all’uso dei radioisotopi come metodo di datazione: il tempo geologico è lungo quanto basta per spiegare le cicliche trasformazioni del pianeta e la lenta evoluzione della vita.
Le discipline si fanno sempre più specialistiche, ma geologi, fisici e biologi concorrono insieme ad una visione globale e planetaria dei fenomeni.
Si conferma l’idea della Terra come sistema complesso, caratterizzato dall’interazione delle sue componenti, con imprevedibilità degli effetti.
Lo studio del Sistema Solare sottolinea le condizioni uniche della Terra derivanti dalla coevoluzione tra vita e ambiente.
La Terra è considerata un organismo vivente, con le sue stesse proprietà, caratterizzata da equilibrio dinamico: ipotesi di Gaia.


Storia Interna
Evoluzione del pensiero scientifico
Storia Esterna
Interazione e dipendenza dagli avvenimenti storico, sociali e culturali
ARGAND
Il massimo studioso delle Alpi
Terreni più antichi possono scorrere accavallandosi su terreni più giovani - falde alpine - grazie a spinte tangenziali
Le Alpi come palestra dell’orogenesi
Movimenti della crosta per spinte tangenziali. Ofioliti, pietre di origine oceanica tra le rocce delle montagne

Sviluppo delle vie di comunicazione, velocizzazione degli scambi commerciali, trafori e gallerie.


WEGENER
Il precursore delle moderne teorie globali
Teorie globali e multidisciplinari
Mobilismo contrapposto al fissismo degli studiosi precedenti:
Dinamismo ciclico della Terra
Deriva dei continenti
i continenti si muovono, galleggiando sul mantello, si separano e si riuniscono in un unico supercontinente, PANGEA
Il movimento dei continenti provoca corrugamenti ai margini - orogenesi
Organizzazione del “sistema Terra”
Divisione tra SIAL o crosta più leggera, in movimento sul SIMA sottostante o mantello, più denso.
Grandi esplorazioni geografiche allargano il campo del dibattito, sulla necessità di una visione globale dei fenomeni geologici.
Inizia a svilupparsi la Geofisica


HOLMES
A causa del calore interno, materiale caldo tende a risalire dal mantello profondo, si raffredda e ridiscende, provocando increspature in superficie, cioè catene montuose: possibile motore anche della deriva dei continenti
Il motore dei movimenti della crosta sono i moti convettivi nel mantello Astenosfera

BENJOFF
La nuova crosta formatasi a livello delle dorsali si consuma nelle fosse oceaniche, sprofondando nel mantello lungo un piano di subduzione - Fosse oceaniche - Subduzione
Terremoti come fonte di informazione
HESS
Il teorico della teoria globale
Espansione dei fondali oceanici
Tenta un primo collegamento globale tra le nuove conoscenze dei fondali oceanici (dorsali, fosse, diversa composizione, spessore ed età rispetto ai continenti) e i fenomeni superficiali (orogenesi, sismi, vulcanesimo)
Conferma alla sua idea viene (la prova indipendente) dallo studio del paleomagnetismo e delle anomalie magnetiche ai lati delle dorsali
Ciclo geodinamico
Inizia l’esplorazione dei fondali marini e oceanici, prima per motivi bellici e poi per motivi economici.
Ricerca petrolifera.
La geofisica offre nuovi mezzi di indagine alla oceanografia classica: sismica a rifrazione e a riflessione.
WILSON
Il coordinatore della Teoria della Tettonica delle Placche
Il primo a raccogliere le molteplici conoscenze in un’unica teoria globale
La tettonica delle placche
Spiegazione unitaria di tutti i fenomeni geologici
Dinamicità della litosfera: placche in movimento
La superficie della Terra è suddivisa in placche litosferiche (crosta e mantello superiore rigido) galleggianti sopra l’astenosfera (mantello superiore fluido)
Interazione tra le placche
Le placche sono in reciproco movimento: dall’interazione dei loro margini (avvicinamento, allontanamento, trascorrenza) dipendono tutti i fenomeni geologici superficiali e profondi.
Ciclo dei continenti, detto di Wilson
I movimenti delle placche sono continui nel tempo, fino a ripetersi
Dall’origine della Terra ad oggi i continenti si sono separati e riuniti più volte, con un ciclo della durata di 500 milioni di anni: da Rodinia a Pangea e oltre.






Esigenza di una teoria deduttiva capace di prevedere i fenomeni geologici, per limitare i danni connessi ai sismi e alle eruzioni vulcaniche.



CAREY
Teorie alternative alla “tettonica delle placche”
La Terra è in espansione
I continenti, più che andare alla deriva, si sono dispersi
Tettonica gravitativa
Risalita diapirica per spiegare le montagne e le falde di ricoprimento

Esempio