Le gare olimpiche moderne

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Testo

Le gare olimpiche moderne, ispirate alle gare olimpiche della Grecia antica, furono inaugurate nella primavera del 1896; promotore dell'iniziativa fu il barone francese Pierre de Coubertin. Le Olimpiadi invernali iniziarono invece nel 1924: attualmente si svolgono con cadenza sfalsata di due anni rispetto a quelle estive. La prima iniziativa del CIO, il Comitato olimpico internazionale, fu designare come sede dei giochi la città di Atene.
Nell'aprile del 1896 presero parte alle gare 14 paesi, fra cui l'Italia. Le specialità erano 43, i partecipanti 245. La seconda edizione si tenne a Parigi, nel 1900. A St Louis si svolsero i giochi del 1904. In seguito le sedi delle Olimpiadi sono state:
Londra (1908);
Stoccolma (1912);
Anversa (1920);
Parigi (1924);
Amsterdam (1928);
Los Angeles (1932);
Berlino (1936);
Londra (1948);
Helsinki (1952);
Melbourne (1956);
Roma (1960);
Tokyo (1964);
Città di Messico (1968);
Monaco (1972);
Montréal (1976);
Mosca (1980);
Los Angeles (1984);
Seoul (1988);
Barcellona (1992);
Atlanta (1996)
Sidney (2000).
L'edizione prevista a Berlino nel 1916 fu cancellata a causa della prima guerra mondiale; così avvenne anche per le edizioni del 1940 e del 1944 durante il secondo conflitto mondiale.
Nel corso della storia delle Olimpiadi si sono verificati alcuni eventi legati a questioni politiche che hanno contraddetto, e in parte vanificato, l'idea di fratellanza universale che dovrebbe ispirare la manifestazione.
Nel 1936, durante le Olimpiadi di Berlino, Adolf Hitler si rifiutò di riconoscere le vittorie dell'atleta di colore Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d'oro.
Durante i giochi di Monaco del 1972, un gruppo di guerriglieri arabi uccise due membri della squadra israeliana e prese in ostaggio nove persone, che persero poi la vita insieme a cinque guerriglieri durante lo scontro a fuoco con la polizia tedesca.
Nel 1976, a Montréal, il governo canadese vietò alla delegazione di Taiwan di esporre la bandiera e di partecipare ai giochi con squadre canadesi. Diversi paesi africani, inoltre, chiesero l'esclusione dai giochi della Nuova Zelanda, la cui squadra di rugby aveva giocato in Sudafrica, allora in regime di apartheid: al rifiuto da parte della direzione dei giochi, 31 nazioni si ritirarono dalle gare.
Gli Stati Uniti, insieme ad altri 64 paesi, non presero parte, nel 1980, alle Olimpiadi di Mosca, per protesta contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan. La Russia boicottò di conseguenza, nel 1984, i giochi di Los Angeles, in quanto, secondo il governo moscovita, gli atleti sovietici non erano sufficientemente protetti contro i movimenti anticomunisti americani. Altre 15 nazioni si associarono al boicottaggio e rinunciarono alle gare.
Nel 1988, a Seoul, parteciparono 160 nazioni, un record sino ad allora; l'unico problema politico fu la Corea del Nord, che non partecipò alle gare.
Nel 1992 a Barcellona si ebbe finalmente un'edizione olimpica senza boicottaggi: il numero di nazioni (169) e di atleti (9367) superò ogni record; al posto dell'Unione Sovietica si presentò ai giochi la Comunità degli Stati Indipendenti; la Germania si presentò unita e il Sudafrica partecipò per la prima volta dopo il 1960.
Le Olimpiadi del 1996 ad Atlanta hanno celebrato il centenario dei giochi moderni. Anche quest'ultima edizione fu celebrata in un clima teso per il grande dispiegamento di mezzi di sicurezza che tuttavia non sono riusciti a evitare un attentato.
Escludendo le specialità delle Olimpiadi invernali, gli sport che vengono premiati sono attualmente 31:
☺ tuffi,
☺ nuoto,
☺ nuoto sincronizzato,
☺ pallanuoto,
☺ tiro con l'arco,
☺ badminton,
☺ baseball,
☺ softball,
☺ calcio,
☺ pallacanestro,
☺ pugilato,
☺ canoa-kayak,
☺ ciclismo,
☺ equitazione,
☺ scherma,
☺ hockey su prato,
☺ ginnastica artistica,
☺ ginnastica ritmica,
☺ judo,
☺ pentathlon moderno,
☺ canottaggio,
☺ tiro a segno,
☺ tiro a volo,
☺ ping-pong, pallamano,
☺ tennis,
☺ atletica leggera, pallavolo,
☺ pesistica,
☺ lotta,
☺ vela.
Le Olimpiadi seguono uno schema fisso.
Durante la cerimonia di apertura si svolge una parata, condotta sempre dalla squadra greca e chiusa dalla squadra della nazione che ospita i giochi. Viene quindi suonato l'inno olimpico e issata la bandiera ufficiale dei Giochi; un atleta entra nello stadio sostenendo la torcia olimpica, accesa a Olimpia e poi trasportata di città in città da una lunga catena di corridori, chiamati tedofori. La cerimonia si chiude con un volo di colombe bianche, che simboleggiano lo spirito di pace, ideale animatore dei giochi nello stadio. Al termine di ogni gara hanno luogo le cerimonie di premiazione in onore dei vincitori delle medaglie. I primi tre atleti classificati ricevono sul podio medaglie d'oro, d'argento e di bronzo; vengono quindi issate le bandiere dei paesi di appartenenza degli atleti, mentre risuonano le note dell'inno nazionale del vincitore. La cerimonia di chiusura e il saluto agli atleti, che nel corso della manifestazione vengono ospitati in un "villaggio olimpico" costruito appositamente per i giochi, concludono le Olimpiadi.
Le Olimpiadi sono gare individuali di atleti, e non dei paesi che essi rappresentano; il Comitato olimpico infatti non tiene conto dei risultati globali delle squadre. Nonostante ciò i mass media, che seguono in misura sempre maggiore i giochi, trasformandoli in eventi planetari, elaborano due tipi di classifiche rispetto ai risultati a livello nazionale: la prima tiene conto solo delle medaglie vinte da ogni singolo paese; la seconda stabilisce un punteggio secondo la posizione degli atleti.
L’appuntamento olimpico era ormai diventato una vetrina di prestigio internazionale di cui si servivano le città per dare sfoggio del proprio prestigio.
Nel 1936 fu la Berlino nazista di Hitler ad ospitare questo quadriennale appuntamento. Lo stesso Hitler era dapprima contrario ad ospitare i giochi proclamandoli “un indegno festival dominato dagli ebrei” ma poi si rivide e li ritenne un’importante occasione per dimostrare la superiorità della razza ariana.
I giochi di Berlino riuscirono ad imporsi nel mondo dello sport nonostante alcuni paesi avessero organizzato delle conto-Olimpiadi per contrastare quelle ufficiali. Hitler fese di tutto per mostrare la perte migliore della medaglia: vennero tolte le scritte fuori dai locali pubblici che vietavano l’ingresso agli ebrei, fece in modo che tra gli atleti ce ne fossero una ventina di fede israelitica e pretese che sui muri della città venisse cancellata ogni scritta antisemitica.
Venne costruito il Reichsportfeld, una vera e propria città dello sport, in cui vennero incentrati tutti gli impianti.
Presente alla parata dei 4000 atleti in rappresentanza dei 49 stati partecipanti, c’era anche il vincitore della prima maratona olimpica:Spiridon Louis.
In tribuna d’onore, insieme a Hitler erano presenti Umberto di Savoia, Paolo di Grecia, Gustavo Adolfo di Svezia, Exel di Danimarca.
A Berlino oltre a tornare il calcio, fecero il loro ingresso ufficiale nel programma olimpico alcune discipline come la pallacanestro, la pallamano e la canoa.
La Germania non poteva permettersi di fare brutta figura neanche in campo, quindi Hitler decise di mandare gli atleti i ritiro nella Foresta Nera per un anno. I duri allenamenti e le assidue cure mediche a cui furono sottoposti i tedeschi fecero loro guadagnare 88 medaglie, 33 delle quali d’oro, piazzandosi al primo posto in classifica, dopo aver dominato nell’equitazione, nella ginnastica e nel canottaggio.
Anche se.. il vero protagonista di questa edizione fu lo statunitense James Cleveland Owens: riuscì a conquistare 4 medaglie d’oro in otto giorni, primato che durò per ben vent’anni.
Nessuno avrebbe mai osato pensare che di lì a poco tempo si sarebbe consumata un’altra tragedia umana, la Seconda Guerra Mondiale, che costò la vita a moltissimi campioni e fece saltare ben due appuntamenti olimpici. Il Barone de Coubertin non fece in tempo ad essere testimone di questa cruda realtà, morì infatti il 2 settembre 1937.
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