Cupola di Santa Maria del Fiore

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Testo

Cupola di Santa Maria del fiore
Nome: cupola di Santa Maria del fiore
Artista: Filippo Brunelleschi
Materiali: mattoni, marmo, tegole
Dimensioni: h da terra 105,5 m / diametro 51,7 m
Stato di conservazione: perfetto
Cronologia: 1420-1436
Civiltà e cultura d’appartenenza: Rinascimento fiorentino
Luogo di conservazione: Firenze
Bibliografia: “Arte nel tempo” di De Vecchi/Cerchiari, “Arte nella storia - Il Rinascimento” AAVV.
Descrizione:
L
a cupola di Santa Maria del fiore, la cui costruzione fu iniziata nel 1420, a seguito di un concorso indetto nel 1418 dall’Opera del duomo di Firenze, rappresenta uno dei più alti esempi dell’architettura rinascimentale, opera di Filippo Brunelleschi, che curò integralmente la sua realizzazione, a partire dal progetto sino all’ultimazione della lanterna, un originale ed esteticamente gradevole chiave di volta, del 1436, quando inoltre venne consacrata da papa Eugenio IV.
La realizzazione di una cupola di tal fatta presentava notevolissime difficoltà, causate soprattutto dalle dimensioni del progetto, che richiedeva dei ponteggi enormi da terra fino alla svettante altezza che veniva immaginata per la cupola, e che non potevano essere costruiti, sia a causa degli ingenti costi che sarebbero stati necessari (il diametro interno era di addirittura 40 m), sia perché in seguito alla peste, le maestranze che possedevano le competenze sulle impalcature di tali dimensioni erano diminuite.
Il secondo problema da risolvere riguardava i moderni canoni estetici ai quali avrebbe dovuto rifarsi la cupola, avendo cura, però, di integrarla stilisticamente con il resto dell’edificio, preesistente al nuovo elemento architettonico.
Alla fine del Trecento la costruzione del duomo era giunta al tamburo ottagonale che avrebbe dovuto sostenere la cupola, che, come dicevo, date le ingenti dimensioni, non era ancora stata ultimata. Nel 1418 la direzione dei lavori fu affidata a Filippo Brunelleschi ed a Ghiberti. Nel 1420 i dissidi tra i due architetti divennero insostenibili, e Brunelleschi ottenne il controllo completo sull’esecuzione della cupola.
Brunelleschi riuscì attraverso alcune geniali innovazioni a ultimare la cupola: il suo progetto non venne infatti selezionato per la forma particolarmente avvenente della cupola, bensì per la conclusione in tempi relativamente dell’impianto cupolato.
• Le sue trovate sono riassumibili in uno schema: Ideò una doppia cupola, composta da due calotte a sesto acuto, così da suddividere i pesi e da fornire una copertura che risultasse maggiormente appariscente, e da riparare l’interno della chiesa dall’umidità.
• Per quanto concerne le impalcature, esse furono sorrette da travi collocate in degli orifizi chiamati “occhi”, che a seconda del livello del lavoro si trovavano:
1. all’interno;
2. all’esterno, fissate mediante delle travi conficcate negli occhi esterni;
3. negli occhi interni.
• Fece costruire nell’interstizio che si trovava tra le due calotte un sistema di corridoi, scale, e fonti luminose.
• Lasciò dei punti di sostegno nella cupola interna perché potessero essere utilizzati per le impalcature di un’eventuale decorazione pittorica o musiva (che venne poi realizzata nel ‘600).
• Ordinò di aprire alcuni orifizi per evitare danni causati dagli agenti atmosferici come il vento e i terremoti.
• Applicò con successo il sistema delle carrucole per il trasporto dei materiali da costruzione sino all’area di lavoro, potenziandole inoltre con dei moltiplicatori, una tecnologia tipica degli orologi!!!
Inoltre egli si pose il problema dell’organizzazione del lavoro: per esempio, durante i lavori, gli operai erano obbligati a notevoli acrobazie per scendere alle ore dei pasti, e ciò arrecava svantaggi d’ovvie motivazioni; Brunelleschi ovviò a questo istituendo delle cucine e dei locali dove desinare all’interno della cupola.
A lavori ultimati la cupola, svettando fra gli edifici della città che le erano attorno, simboleggiava la corona della Beata Vergine, alla quale era dedicata la basilica (che poi venne completata con quattro absidi semicircolari per delineare ulteriormente la simbologia a corona) , e inoltre con la sua altezza vertiginosa e la sua maestosa imponenza stava ad indicare anche la potenza economica e politica della Firenze comunale.

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