Rosso Malpelo (Giovanni Verga)

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Categoria:Lettere

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Testo

ROSSO MALPELO
(Giovanni Verga)

CONTESTO
La novella è ambientata in una cava di rena rossa, in Sicilia, nella seconda metà dell’Ottocento. Nella cava lavorano il protagonista, Rosso Malpelo, suo padre ed altri personaggi.

PERSONAGGI
 Rosso Malpelo – il protagonista della novella, chiamato così per il colore dei suoi capelli. Secondo un proverbio sacro nel mondo popolare, –“Russu malu pilu” – chi ha i capelli rossi è persona cattiva e ribelle; conseguenza di questo detto è l’emarginazione ed il maltrattamento di tutti nei confronti di Rosso Malpelo. In realtà egli è un ragazzo buono ma, a forza di sentirsi dire da tutti che è un mascalzone, finisce per crederlo egli stesso. L’unica persona che vuole bene al ragazzo è suo padre, ma alla morte di questi Rosso non ha più punti di riferimento perché verrà abbandonato anche dalla madre e dalla sorella. Non avendo più nessuno, il protagonista si dedica solo alla cava e per lui scavare vuol dire solamente liberare il padre dalla rena che lo ha intrappolato, facendolo morire soffocato. Tutta la rabbia che Malpelo accumula per il modo in cui viene trattato, la riversa su un povero asino, che successivamente morirà, e su un ragazzino di nome Ranocchio, al quale vuole anche molto bene, che morirà anch’egli a causa di una malattia. Rosso Malpelo vede nella morte del padre, di Ranocchio e dell’asino un’evasione dalla cava e crede che l’unico modo per andare via da quell’orrendo luogo sia proprio la morte, che il ragazzino incontra quando accetta consapevolmente i rischi legati ad una missione esplorativa mortale che tutti avevano rifiutato.

 Mastro Misciu Bestia – il padre di Rosso Malpelo. Mastro (nome solitamente assegnato ai muratori) Misciu (diminutivo di Domenico) Bestia (così soprannominato perché ritenuto la bestia da soma di tutta la cava) lavora anch’egli nella cava, fino alla morte che avviene mentre esegue un lavoro molto pericoloso.

 Ranocchio – il ragazzino che Rosso Malpelo incontra nella cava, molto debole fisicamente e chiamato così perché, in quanto zoppo, ha un modo di camminare che fa pensare ad una rana.

COMMENTO
La novella è scritta con un linguaggio non molto comprensibile perché ha una forma tipica del dialetto siciliano di quei tempi. I fatti sono raccontati da un narratore onnisciente, il quale conosce gli avvenimenti e gli stati d’animo dei personaggi.

La novella, anche se triste poiché si conclude con la morte del protagonista, nonché con quella precedente del padre e di Ranocchio, è molto interessante perché fa riflettere su problematiche che hanno interessato l’Italia, in particolare la Sicilia, nel periodo della seconda metà dell’Ottocento, quali la durezza delle condizioni di vita e di lavoro e la realtà di sfruttamento della gente siciliana, senza escludere neanche i bambini.
Altri temi trattati da Verga sono:
 la solitudine: il protagonista, dopo la morte del padre, si ritrova da solo perché abbandonato anche dagli unici familiari che gli sono rimasti (madre e sorella);
 la discriminazione: Malpelo è giudicato malamente a causa del colore dei suoi capelli;
 la violenza: il ragazzo viene maltrattato e preso a calci da tutti coloro che lavorano nella cava;
 l’emarginazione: proprio per il colore dei suoi capelli e quindi perché ritenuto cattivo, Malpelo viene scacciato da tutti.

Questa novella, anche se scritta in un diverso periodo storico, può rispecchiare perfettamente anche il mondo d’oggi, dove solitudine, discriminazione, violenza ed emarginazione sono ancora problemi molto diffusi in tutto il mondo e difficili da essere superati.

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