commento "a zacinto"

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Testo

COMMENTO DEL SONETTO “A ZACINTO”
di Ugo Foscolo

Il sonetto è stato scritto da Ugo Foscolo, nato nel 1778 sull’isola di Zacinto (oggi Zante) nel Mar Ionio e stabilitosi nel 1792 a Venezia, che egli considerava la sua seconda patria, divenne un acceso sostenitore della politica di Bonaparte e degli ideali di libertà e uguaglianza promossi dalla Rivoluzione francese. Dopo una vita movimentata e travagliata, che tra l’altro lo vide combattere in due eserciti, si spense in un sobborgo di Londra nel 1827.
Nel sonetto, scritto durante l’esilio, Foscolo sembra “dialogare” con la sua natale Zacinto e le spiega di non poter mai più mettere piede sulle sue terre.
Questo dispiacere risulta così grande per il poeta perchè dopotutto quelle terre che lui non rivedrà mai, l’hanno visto crescere. Per dar forza a questo senso di inevitabilità, Foscolo apre il sonetto con tre negazioni raggruppate tutte insieme (“Nè, più, mai”).
Il poeta fa anche un riferimento ad Ulisse, esaltandone la fortuna perché il protagonista dell’Odissea, malgrado la vita difficile e travagliata, alla fine riesce a rimettere piede sulla sua “petrosa” patria, Itaca.
I temi dominanti del sonetto sono la nostalgia della patria accompagnata da un forte sentimento patriottico, la malinconia per il proprio destino e lo stato d’animo del poeta è senz’alto triste e rassegnato.
Tra le tecniche letterarie utilizzate da Foscolo, si può notare la tendenza alla ripetizione dell’aggettivo possessivo “mio” (“il mio corpo”, “Zacinto mia”,...) come se il poeta ci tenesse particolarmente ad evidenziare il suo senso del patriottismo.
Un altro tipo di forma poetica presente nel sonetto è la tecnica dell’enjambement, già incontrata nel brano “La morte di Clorinda” dalla “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, che consiste nel far terminare il periodo di una strofa in quella successiva.
Nel testo è anche presente un neologismo, ovvero un termine di invenzione dell’autore: si tratta di “illacrimata” riferito alla sepoltura del poeta che avverrà senza il “conforto” delle lacrime delle persone care.
Il sonetto mi è piaciuto molto e mi ha coinvolto soprattutto per il tono nostalgico e contemporaneamente patriottico che ha saputo trasmettermi.

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