Anabasi, Senofonte

Materie:Appunti
Categoria:Latino

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Testo

Avvistamento dei nemici. Schieramento dell’esercito di Ciro
Ed era circa l’ora del mercato pieno ed era prossima la tappa dove intendeva fermarsi, quando ecco che appare correndo a briglia sciolta col cavallo sudato Pategia, uomo persiano fedele tra quelli di Ciro, e subito allarmava tutti coloro in cui si imbatteva, sia in persiano sia in greco, che il re avanza con un grande esercito con l’intenzione di essere pronto alla battaglia.
Allora iniziava molto scompiglio: prima infatti i greci e tutti gli altri poi credevano che sarebbe piombato su di loro mentre erano in disordine. Ciro, sia essendo saltato giщ dal carro, indossava la corazza e salendo sul cavallo prese nelle mani i giavellotti, sia ordinava a tutti gli altri che si armassero e che ciascuno si disponesse nella sua schiera. Allora riescono a ordinarsi con molta velocitа, Clearco con l’ala destra presso il fiume Eufrate, Prosseno vicino a lui, gli altri con questi, Menone invece aveva l’ala sinistra della schiera greca. Dell’esercito straniero i cavalieri paflagoni, circa mille, stanno presso Clearco nell’ala destra con i peltasti greci, e Arieo, luogotenente di Ciro, sta nell’ala sinistra con il resto dei persiani.
Ciro e i cavalieri di questo, seicento circa, stavano nel centro, armati loro stessi con le corazze e con cosciali e con elmi, tutti tranne Ciro: Ciro si gettт poi verso la battaglia con la testa scoperta. Tutti i cavalieri, quelli con Ciro, avevano piastre sia sulla fronte sia sul petto; i cavalieri avevano poi anche spade greche.
Decisione di Ciro di spodestare il fratello
Ciro, dopo essere partito, dopo aver corso quel pericolo e essendo stato oltraggiato, meditт come non rimanere mai piщ sotto il fratello ma se poteva, avrebbe regnato al posto di quello. Proprio la madre Parisatide era per Ciro, essendo affezionata piщ a lui che al fratello Artaserse che regnava. Tutti quelli che si presentassero a lui da parte del re, egli li rimandava disponendoli in tal modo che fossero amici piщ a lui che al re. Si preoccupava anche degli stranieri sotto la sua giurisdizione, affinchй sia fossero in grado di combattere, sia fossero ben disposti verso di lui. Andava arruolando l’esercito greco il piщ nascostamente possibile affinchй cogliesse il re il piщ impreparato possibile. Cosм dunque faceva l’arruolamento. Ordinava a ciascun frurarco delle guarnigioni, quante ne aveva nelle cittа, di prendere uomini peloponnesiaci nel maggior numero possibile e i migliori possibili, come se Tissaferne volesse tramare contro le cittа.
L’iniziativa personale di Ciro
A quel punto Ciro, temendo che (Artaserse) attaccando da dietro dividesse la parte greca, si fece avanti; e avanzando con i suoi seicento vinse quelli schierati davanti al re e volse i seimila in fuga e si dice che lui abbia ucciso il loro comandante Artagerse di sua stessa mano.
Quando iniziava la fuga, si sparpagliarono anche i seicento di Ciro, lanciatisi all’inseguimento, eccetto pochissimi attorno a lui, gli rimasero vicini i cosiddetti commensali. Con questi che c’erano, vide il re e il seguito attorno a lui; e subito non seppe trattenersi, ma dicendo: “Eccolo!” si scagliava su di lui e lo ferм al petto, e lo feriva attraverso la corazza, come dice il medico Ctesia e afferma di aver curato lui personalmente la ferita.
L’odio tra i due fratelli Artaserse e Ciro il Giovane
Da Dario e Parisatide nacquero due figli, Artaserse, il maggiore, e il minore, Ciro. Poichй Dario stava male e sospettava la fine della vita, volle che entrambi i figli gli fossero accanto. Il primo dunque era per caso presente; Ciro invece fu fatto chiamare dalla provincia di cui Dario lo aveva fatto Satrapo e l’aveva nominato comandante di tutti quelli che si radunano nella piana di Castolo. Rientra dunque Ciro, con Tissaferne come se fosse un amico e rientrт avendo trecento opliti dei Greci, mentre era di loro il comandante Senia di Parassia.
Dopo che Dario morм e salм al potere Artaserse, Tissaferne screditт Ciro di fronte al fratello come se stesse tramando contro di lui. Quello stesso si lasciт convincere e mandт a cercare Ciro per ucciderlo; la madre perт, parteggiando per Ciro, riuscм a farlo tornare nuovamente nella provincia.
Movimenti tattici
E in questo momento Ciro, passando in rassegna a cavallo, lui stesso con Pigrete l’interprete e con altri tre o quattro uomini, ordinт a Clearco di condurre l’esercito nel mezzo dei nemici, poichй lм c’era il re; disse: “Se vinceremo in questo punto, per noi tutto и fatto.” Vedendo Clearco l’esercito compatto e sentendo Ciro che diceva che il re si trovava al di lа dell’ala sinistra dell’esercito greco (il re prevaleva infatti cosм tanto che il centro del suo esercito occupava persino oltre l’ala sinistra), pur non di meno Clearco non voleva allontanare dal fiume l’ala destra, temendo che fosse accerchiato da entrambe le parti, a Ciro rispose che a lui interessava che andasse tutto bene. E in questo frangente opportuno l’esercito persiano avanzava compattamente, quello greco invece, rimanendo ancora allo stesso posto, si disponeva con coloro che via via giungevano ancora.
Il sogno di Senofonte
Poichй ci fu disordine, (Senofonte) era addolorato insieme agli altri e no riusciva a prendere sonno. Avendo preso un po’ di sonno, vide un sogno. Gli sembrт che, dopo che era scoppiato un temporale, un fulmine fosse caduto sulla sua casa in patria e che in seguito a questo tutta la casa bruciasse. Spaventatissimo, si svegliт subito e da una parte giudicт il sogno positivo, poichй credette di vedere, essendo nelle fatiche e nei pericoli, una grande luce da Zeus, dall’altra perт provava timore che non fosse in grado di fuggire dalla regione del gran re, ma di essere ostacolato da ogni parte a causa di alcuni disagi, poichй gli sembrava che il sogno gli arrivasse da Zeus nelle vesti di re di Persia e gli sembrava che il fuoco risplendesse in cerchio.

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