9 Versioni di latino

Materie:Appunti
Categoria:Latino

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Testo

Versione n. 3 pag. 18 da “Nuovo laboratorio di traduzione”
Un adulterio involontario.
Poiche’ Anfitrione era via per espugnare Ecalia, Alcmena, pensando che Giove fos=
se suo marito, lo accolse nel talamo.
Essendo questo giunto al talamo e raccontando quelle cose che aveva compiuto ad
Ecalia, ella, credendo che fosse il marito, si uni’ a lui. Dopo, essendole stato annun=
ciato l’arrivo del coniuge vincitore, non si preoccupo’ minimamente, perche’ ritene=
va di aver gia’ visto suo marito.
Essendo Anfitrione entrato nella reggia e vedendola alquanto negligentemente tran=
quilla, comincio’ a stupirsi e a chiedersi perche’ non lo avesse accolto al suo arrivo.
Alla qual cosa Alcmena risponde:”Gia’ prima sei venuto e ti sei unito a me e mi hai
raccontato le cose che hai compiuto in Ecalia.”
Poiche’ questa gli esponeva tutte le prove, Anfitrione capi’ che un certo dio si era
spacciato per lui, da quel giorno non si uni’ a lei. Questa, violentata da Giove, parto=
ri’ Ercole.
Versione n. 50 pag. 102, Agli inizi delle guerre galliche (Cesare)
Gli Edui, dal momento che non potevano difendere se stessi e i loro beni da quelli (gli Elvezi)
mandano dei legati a Cesare, per chiedere aiuto. Nello stesso tempo gli Ambarri, fratelli di raz=
za degli Edui, informano Cesare che, devastati i loro campi, essi stessi non possono facilmente
respingere dalle città gli attacchi dei nemici. E così gli Allobrogi che possedevano villaggi e ter=
re aldilà del Rodano, si rifugiano da Cesare e dicono che a loro nulla è rimasto, tranne la terra dei
campi. Spinto da tali argomenti, Cesare stabilisce che non deve aspettare che gli Elvezi giungano
ai territori dei Santoni, dopo aver distrutto tutte le sostanze degli alleati.
Versione 44 pag. 96, Episodi della vita di Timoleonte (Cornelio Nepote)
Dal momento che un certo Lafistio, uomo petulante e ingrato, voleva costringerlo a com
parire in giudizio, perché sosteneva di avere una pendenza legale con lui ed erano ac=
corsi in molti che cercavano di rintuzzare con la forza l'arroganza di quell'uomo, ma Ti=
moleonte pregò tutti di non farlo. E infatti (disse) che aveva affrontato le più grandi fa=
tiche e i più gravi pericoli perché a Lafistio e a chiunque altro fosse lecito fare ciò.
(Disse che) infatti l'idea della libertà esisteva se per tutti era lecito affrontare per vie le=
gali qualunque questione. Dato che allo stesso modo un tale simile a Lafistio, di nome
Demèneto, in un'assemblea popolare cominciò a sminuire le sue gesta e a lanciare in=
vettive contro di lui, (Timoleonte) disse di aver raggiunto il suo scopo: infatti aveva sem
sempre chiesto questo agli dèi immortali, di restituire ai Siracusani una libertà tale per
cui fosse lecito a chiunque di parlare francamente di ciò che volesse.
Versione n. 49 pag. 101, Odio per la guerra civile (Cicerone)
In seguito tu alquanto facilmente potesti capire il mio parere, già da allora, quando mi venisti in=
contro a Cuma. Infatti non ti nascosi il discorso di T. Ampio. Avendo(mi) ascoltato, vedesti quan=
to io detestassi abbandonare la città.
Forse che io non ti assicurai che avrei sopportato meglio qualunque cosa, piuttosto che allontanar=
mi dall’Italia, che andava incontro alla guerra civile? Che cosa quindi accadde perché io cambiassi
idea? Forse che non accadde di tutto perché io rimanessi della mia opinione? Vorrei che tu mi cre=
dessi in questo, che penso che tu apprezzi, che io da queste miserie nient’altro chiedo se non che gli
uomini comprendano una buona volta che io niente ho desiderato di più della pace, persa questa spe
ranza, niente ho tanto rifiutato quanto le guerre civili.
Uomini di spettacolo sotto il principato di Augusto.
(Augusto) non solo mantenne ma amplio’ i privilegi per gli atleti, proibi’ che i gladiatori fossero fatti uscire (per combattere) fino alla morte, tolse ai magistrati il potere coerciti=
vo concesso, secondo una vecchia legge, in ogni luogo e tempo, fuorche’ durante gli spettacoli e in teatro, nei confronti degli attori.
E non per questo fu meno severo nel controllare sempre sia le gare degli atleti, sia i combattimenti dei gladiatori.
Infatti freno’ a tal punto la liberta’ d’espressione degli attori che relego’ Stefanione, atto=
re di commedia togata, al quale era venuto a sapere che serviva (in tavola) una signora coi capelli tagliati come (quelli di ) un ragazzo, flagellatolo (dopo averlo flagellato) nei tre teatri. Per la lagnanza di un pretore fece frustare il oantomimo Ilia, nella sua casa, in presenza di tutti e allontano’ da Roma e dall’Italia l’attore Pilade, perche’ aveva additato
e messo in ridicolo uno spettatore da cui era stato fischiato.
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Versione n. 38 pag. 89, Primi provvedimenti di Vespasiano (Svetonio)
(Egli) certamente congedò e tenne a freno la maggior parte dei soldati di Vitellio (sia
congedò la maggior parte, sia tenne a freno), a quelli che avevano contribuito alla vit=
vittoria, non accordò alcun favore straordinario (nulla aldilà dell’ordinario) a tal punto
che ritardò perfino il pagamento delle legittime ricompense. E, per non trascurare alcu=
na occasione di restaurare la disciplina, rimproverò anche con parole pesantissime re=
spingendo(lo) con un cenno del capo un giovanotto tutto profumato che lo voleva rin=
graziare per la concessione di una prefettura: «Avrei preferito che tu puzzassi d'aglio»,e
(gli) revocò la nomina.

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