Ugo Foscolo:biografia

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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Testo

Ugo Foscolo nasce il 6/2/1778 a Zante, un’isola dello Ionio appartenente alla repubblica di Venezia, ora territorio greco. Il padre è un medico veneziano e la madre è greca, amerà molto il mondo classico. Dopo essersi trasferito in Dalmazia Spalato, nell’88 il padre muore, ugo affidato ad una zia e poi nel 93 raggiunge la madre a Venezia. Qui inizia la sua formazione letteraria: legge i grandi poeti e scrittori classici, padroneggia greco antico, moderno, italiano e latino. Prime produzioni letterarie: odi, elegie, canzonette, poemetti. Tragedia sul modello dell’alfieri: Tieste. Inizia attività di traduttore. Conosce molti letterati dell’epoca tra cui Pindemonte e diventa l’amante della contessa Isabella Teotochi Albrizzi. Nel 96, quando napo scende in italia, è preso da entusiasmo politico a favore della francia rivoluzionaria e si arruola nell’esercito della repubblica cispadana, poco dopo però Venezia è ceduta agli austriaci nel trattato di Campoformio e ugo è costretto a fuggire a milano (rep. Cisalpina). Qui pubblica vari scritti per giornali e diventa amico di Vincenzo Monti, abile traduttore. A Bologna Pubblica le ultime lettere di Jacopo Ortis, poi diventa capitano e pubblica anche l’ode a Luigia Pallavicini caduta da cavallo. Va in Toscana dove conosce Isabella Roncioni, altra amante e quando torna a milano ha una relazione con la contessa Antonietta Fagnani Arese, alla quale scrive l’ode All’amica risanata. Pubblica altra edizione dell’Ortis e nel frattempo muore suicida suo fratello Gian Dionisio (Giovanni). Tra 1802/3 pubblica raccolta di poesie: 12 sonetti e 2 odi. Dopo va in francia a conosce Sophie Hamilton, inglese, dalla quale avrà figlia Mary (chiamata Floriana) che lo curerà verso fine sua vita. Traduce il Sentimental Journey di Sterne e poi scrive la Notizia intorno a Didimo Chierico. Nel 1806 torna a milano e conosce manzoni poi si riunisce a Venezia con madre e sorella e isabella teotochi albrizzi. Nel 1807 dedica poemetto Dei Sepolcri a Pindemonte. Nel 1808 insegna come maestro di eloquenza latina e italiana all’univ di Pavia ma poco dopo perde cattedra. Si fa sempre più nemici, litiga con Monti ed il potere ostacola pubblicazione sue opere. Si sposta a Firenze nel 12, nuovo amore: Quirina Mocenni, donna che gli starà accanto fino alla fine. Conosce anche la contessa d’Albany, moglie di Alfieri e pubblica viaggio sentimentale e notizia didimo chierico. Scrive tragedia Ricciarda e poema Le Grazie. Dopo sconfitta napo, torna nell’esercito contro dominazione austriaca ma vincono gli austriaci e fugge in svizzera, germania e inghilterra. Si apre periodo di miseria, amarezze e frustrazione. Aspetti vita Foscolo: alacrità nel lavoro, dignità nella vita, rispetto propri ideali, ma anche ricerca di lusso e prodigalità, temperamento polemico e passionalità. Si stabilisce a londra dove inizia intensa attività letteraria per giornali locali, molti saggi su dante, petrarca, boccaccio. Tra il 25/26 pubblica Lettera apologetica sostenendo coerenza politica. Si aggrava la sua salute, muore di idropisia il 10/9/1827, prima seppellito cimitero Chiswick, dopo nel 1871 portato a Santa Croce, Firenze.

Epistolario: prevalgono le lettere d’amore ma ce ne sono molte dedicate alla famiglia, amici e conoscenti, alcune per occasioni pubbliche e politiche. Principalmente vicende biografiche autore. Ma Foscolo nelle lettere non abbandona mai l’abito di letterato, oltre al filtro formale della scrittura c’è anche volontà di rappresentazione, esibizionismo e narcisismo dell’autore, costruisce un personaggio che è quasi il suo alter ego→lo farà poi nell’ortis. Non si distingue il falso dal vero. Si sofferma anche sui minimi particolari sua esistenza, nelle lettere d’amore il confine tra spontaneità e finzione è indefinibile, dichiarazioni esibizionistiche di amore ostentato→false. Nelle lettere del periodo inglese deve spesso difendersi da accuse e inimicizie, rivendica integrità e decoro. Le idee: si distacca da illuminismo perché non vede l’intellettuale come uno scienziato al servizio della società, il pensiero scientifico è subalterno alla poesia e all’arte. È molto negativo e pessimista nei confronti della civiltà e della società contemporanea, vede lo stato di natura come positivo→rousseau. Non si identifica nella borghesia al potere, la considera inetta. Ha una visione pessimistica della storia ma inserisce la poesia in essa per valorizzarla, alla poesia attribuisce la gestione eroica dei grandi valori della civiltà, essa è la forza in grado di renderli universali e non validi solo per classe dominante, che non riesce da sola a renderli universali. Foscolo fu anche traduttore, critico letterario e giornalista. Soprattutto in inghilterra egli rifiutò modello della storiografia settecentesca che portava la storia ad essere successione di fatti più o meno casuali, perché sostiene metodo fondato su filologia, ovvero sull’accertamento del dato storicamente attendibile. Le ultime lettere di Jacopo Ortis: la prima delle poche opere compiute ed approvate da Foscolo, romanzo epistolare che impegnò a lungo l’autore: primi abbozzi del 96, edizione definitiva nel 1817. è una raccolta di lettere indirizzate da Jacopo a Lorenzo Alderani dall’11 ottobre del 1797 e 25 marzo 1799, ci sono anche lettere indirizzate ad amica Teresa ed alcune scritte da Lorenzo, come l’ultima del suicidio. Inizio vicenda coincide con trattato di campoformio (Venezia a austriaci)e jacopo, deluso, si ritira nei colli Euganei dove conosce suo amore: teresa. È corrisposto ma padre di teresa la promette in sposa al mediocre ma ricco Odoardo per sanare situazione economica familiare. Jacopo parte per viaggi in italia→seconda parte: viaggi. A milano incontra il vecchio parini. Tornata a colli Euganei scopre nozze di teresa che ha obbedito al padre, la bacia e poi si suicida. Modelli: I dolori del giovane Werther di Goethe, ma Foscolo aggiunge taglio autobiografico, prevale soggettività e irrazionalità, quindi no illuminismo ma più romanticismo (sentimenti assoluti). Ci sono due illusioni presenti nel romanzo: amore e poesia. L’amore personificato da teresa, portatrice di bellezza sempre sfuggente che promette a poeta vita armoniosa ma si contraddice sposando un altro. La poesia dovrebbe portare equilibrio a jacopo, ma egli è uno scrittore fallito e non può affidarsi ad essa (difficoltà di Foscolo ad esprimere proprie aspirazioni). Con il suicidio di jacopo, l’autore non si innalza ad un livello superiore, ma pone fine al mito della giovinezza ed a tutte le sue speranze per avviarsi verso figura didimo chierico: distacco, rinuncia, esilio, mito della tomba. L’attenzione nel poema è focalizzata su protagonista, i personaggi non sono molto articolati. C’è molta eloquenza nella descrizione dell’interiorità di jacopo, che risulta fin troppo declamatoria e auto celebrativa. Ci sono molte strutture paratattiche, continue esclamazioni, domande ed incisi. Con questa eloquenza eccessiva però coinvolge il lettore.
Foscolo traduttore: egli ha un buon rapporto con tradizione classica, soprattutto quella greca, però ha atteggiamento particolare nei confronti dei testi originali. Quando traduce, vuole rispettare la verità espressiva originale ma vuole anche inserire testo nella propria lingua, cultura e personalità. Il suo metodo non era produttivo come quello di monti ed il pubblico preferiva al suo modo di tradurre quello dell’amico-rivale, che era meno ostico, più scorrevole e aggraziato. Nel 1807 ugo e vincenzo lavorava a traduzione dell’iliade e, ancora in alto mare, ugo volle pubblicare gli abbozzi di entrambi per vedere quale fosse il migliore: il pubblico scelse monti. Ugo tradusse anche frammenti di lucrezio e la chioma di Berenice (poemetto del greco Callimaco, traduzione latina di Catullo). Quando tradusse il sentimental journey fu molto influenzato da modo di scrivere di sterne, dal quale ricevette brillantezza, autoironia, discontinuità sintattica. I sonetti e le odi: canzoniere composta da 12 sonetti e 2 odi composte tra i 20 e 25 anni, prima scrisse anche alcune canzonette, elegie etc. nel 1798 pubblica i primi 7 sonetti, dopo scrive le 2 odi e nel 1803 esce versione definitiva. Le due odi sono diverse, la prima del 99 (quella a Luigia) trasfigura la destinataria in un ideale di pura bellezza e si limita agli aspetti più esteriori dell’elogio senza poter riproporre turbamento malinconico. La seconda (amica risanata) del 1803 fa si che la bellezza della donna sprigioni un indefinibile turbamento sensuale. Si percepisce l’esistenza di una realtà, fatta dei vestiti e delle azioni dell’amata che non c’era nella prima. Comunque in entrambe i poeta non vuole celebrare sentimento per le donne ma se stesso, descrivendo le cose minuziosamente. Sono lontane dal mondo appassionato e sentimentale, egli esprime questo in maniera congeniale nei sonetti, dove c’è concentrazione espressiva. Per le odi si rifà a parini, i sonetti sono tutti di qualità elevata. Temi trattati in essi sono svariati: motivo amoroso, temi politico-culturali, tendenza all’autoritratto.
Alla Sera: due motivi personalità foscoliana→aspirazione ad equilibrio e pace contro spirito guerriero. Attrazione verso il nulla e la morte come unica possibilità di appagamento, venne stampata durante periodo di crisi esistenziale di Foscolo nel quale tradusse pezzi de rerum natura. Oltre presenza lucrezio c’è anche influenza petrarchismo cinquecentesco. La sera, immagine della morte e del nulla, riesce a trasmettere al poeta un senso di distanza dal presente, negativamente connotato, e a placare le sue tempeste interiori. Rime alternate, schema ABAB CDC DCD. Nelle quartine c’è calma e distensione→paratassi, nelle terzine c’è tono incalzante→verbi di movimento e polisindeto. Enjambement ovunque. A Zacinto: fonde motivi biografici (esilio) e motivi mitici rievocando fascino isola e paragonando vita autore a Ulisse. Senso generale del testo: zacinto si specchia in quel mare nel quale nacque la dea venere, che illuminò le isole greche col suo sorriso, inducendo omero a cantarne la bellezza e a raccontare il viaggio di Ulisse, che riuscì a tornare ad Itaca. Il poeta sa però che il ritorno a zacinto gli sarà impossibile, dato che sarà sepolto in terra straniera, così che può rivolgere alla sua isola natale solo la propria poesia. In morte del fratello Giovanni: aggiunto per ultimo al canzoniere, stabilisce tra il poeta ed il fratello defunto un legame fondato sulla sventura e sulla comune necessità di trovare conforto nella tomba. La morte del fratello era avvenuta a Venezia 8/12/1801 per suicidio dovuto a debiti di gioco. Per il tema dell’esilio questo sonetto si ricollega a quello dedicato a zacinto, mentre a alla sera per la valorizzazione della morte come quiete contrapposta alla tempesta della vita. Riprende il carme di Catullo “in morte del fratello” ma si discosta anche da esso, rime alternate. Alla amica risanata: Antonietta Fagnani Arese era stata a lungo malata durante l’inverno 1801-02 ed il componimento celebra la sua guarigione avvenuta. Con amica si intende amante. Il testo rimanda al modello pariniano con particolare riferimento alle ultime odi. Orientamento classicistico testimoniato da fonti greche (venere) e latine. In essa si trova classicismo foscoliano: armonia, equilibrio, bellezza, come valori capaci di dare senso alla vita. Nonostante siano illusori e fugaci, la poesia ha il compito di dar loro solidità e durata. La bellezza della donna amata e l’altezza espressiva del dettato poetico finiscono quindi per fondersi nella funzione di consolare gli uomini e di soddisfarne il bisogno di significato. Sedici strofe di 6 versi ognuna, 5 settenari ed 1 endecasillabo.
Foscolo traduttore: egli ha un buon rapporto con tradizione classica, soprattutto quella greca, però ha atteggiamento particolare nei confronti dei testi originali. Quando traduce, vuole rispettare la verità espressiva originale ma vuole anche inserire testo nella propria lingua, cultura e personalità. Il suo metodo non era produttivo come quello di monti ed il pubblico preferiva al suo modo di tradurre quello dell’amico-rivale, che era meno ostico, più scorrevole e aggraziato. Nel 1807 ugo e vincenzo lavorava a traduzione dell’iliade e, ancora in alto mare, ugo volle pubblicare gli abbozzi di entrambi per vedere quale fosse il migliore: il pubblico scelse monti. Ugo tradusse anche frammenti di lucrezio e la chioma di Berenice (poemetto del greco Callimaco, traduzione latina di Catullo). Quando tradusse il sentimental journey fu molto influenzato da modo di scrivere di sterne, dal quale ricevette brillantezza, autoironia, discontinuità sintattica. I sonetti e le odi: canzoniere composta da 12 sonetti e 2 odi composte tra i 20 e 25 anni, prima scrisse anche alcune canzonette, elegie etc. nel 1798 pubblica i primi 7 sonetti, dopo scrive le 2 odi e nel 1803 esce versione definitiva. Le due odi sono diverse, la prima del 99 (quella a Luigia) trasfigura la destinataria in un ideale di pura bellezza e si limita agli aspetti più esteriori dell’elogio senza poter riproporre turbamento malinconico. La seconda (amica risanata) del 1803 fa si che la bellezza della donna sprigioni un indefinibile turbamento sensuale. Si percepisce l’esistenza di una realtà, fatta dei vestiti e delle azioni dell’amata che non c’era nella prima. Comunque in entrambe i poeta non vuole celebrare sentimento per le donne ma se stesso, descrivendo le cose minuziosamente. Sono lontane dal mondo appassionato e sentimentale, egli esprime questo in maniera congeniale nei sonetti, dove c’è concentrazione espressiva. Per le odi si rifà a parini, i sonetti sono tutti di qualità elevata. Temi trattati in essi sono svariati: motivo amoroso, temi politico-culturali, tendenza all’autoritratto.
Alla Sera: due motivi personalità foscoliana→aspirazione ad equilibrio e pace contro spirito guerriero. Attrazione verso il nulla e la morte come unica possibilità di appagamento, venne stampata durante periodo di crisi esistenziale di Foscolo nel quale tradusse pezzi de rerum natura. Oltre presenza lucrezio c’è anche influenza petrarchismo cinquecentesco. La sera, immagine della morte e del nulla, riesce a trasmettere al poeta un senso di distanza dal presente, negativamente connotato, e a placare le sue tempeste interiori. Rime alternate, schema ABAB CDC DCD. Nelle quartine c’è calma e distensione→paratassi, nelle terzine c’è tono incalzante→verbi di movimento e polisindeto. Enjambement ovunque. A Zacinto: fonde motivi biografici (esilio) e motivi mitici rievocando fascino isola e paragonando vita autore a Ulisse. Senso generale del testo: zacinto si specchia in quel mare nel quale nacque la dea venere, che illuminò le isole greche col suo sorriso, inducendo omero a cantarne la bellezza e a raccontare il viaggio di Ulisse, che riuscì a tornare ad Itaca. Il poeta sa però che il ritorno a zacinto gli sarà impossibile, dato che sarà sepolto in terra straniera, così che può rivolgere alla sua isola natale solo la propria poesia. In morte del fratello Giovanni: aggiunto per ultimo al canzoniere, stabilisce tra il poeta ed il fratello defunto un legame fondato sulla sventura e sulla comune necessità di trovare conforto nella tomba. La morte del fratello era avvenuta a Venezia 8/12/1801 per suicidio dovuto a debiti di gioco. Per il tema dell’esilio questo sonetto si ricollega a quello dedicato a zacinto, mentre a alla sera per la valorizzazione della morte come quiete contrapposta alla tempesta della vita. Riprende il carme di Catullo “in morte del fratello” ma si discosta anche da esso, rime alternate. Alla amica risanata: Antonietta Fagnani Arese era stata a lungo malata durante l’inverno 1801-02 ed il componimento celebra la sua guarigione avvenuta. Con amica si intende amante. Il testo rimanda al modello pariniano con particolare riferimento alle ultime odi. Orientamento classicistico testimoniato da fonti greche (venere) e latine. In essa si trova classicismo foscoliano: armonia, equilibrio, bellezza, come valori capaci di dare senso alla vita. Nonostante siano illusori e fugaci, la poesia ha il compito di dar loro solidità e durata. La bellezza della donna amata e l’altezza espressiva del dettato poetico finiscono quindi per fondersi nella funzione di consolare gli uomini e di soddisfarne il bisogno di significato. Sedici strofe di 6 versi ognuna, 5 settenari ed 1 endecasillabo.

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