Tolleranza

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EDUCAZIONE ALLA TOLLERANZA
1. LE RADICI DELL'INTOLLERANZA
Nella scala dei rapporti fra gli uomini - "lotta, astio, antipatia, sopportazione, tolleranza, solidarietа, amore" -La tolleranza dovrebbe essere uno stato transitorio, mentre in realtа, fra gli stati positivi, и il piщ costante; dovrebbe essere uno stato raro ed invece и il piщ frequente e per questo la sua promozione merita il nostro interesse.
Partiamo, rivolgendo la nostra attenzione sulle radici dell'intolleranza perchй la tolleranza non и altro se non il suo superamento. L'intolleranza - a differenza dell'aggressivitа che svolge nei lattanti e nei bambini funzioni vitali di difesa - pare non abbia basi biologiche, anche se in pratica all'intolleranza si accompagna spesso l'aggressivitа.
Oggi la scienza della genetica ha fatto emergere ottime ragioni scientifiche a sostegno della tolleranza: il 26 giugno del 2000 и stata resa pubblica la notizia che la mappa del genoma umano и ormai stata decifrata. Dal punto di vista genetico, la differenza fra due uomini presi a caso и minima: meno dell’uno per mille. Da questo punto di vista, sembra che tutti gli uomini si somiglino come delle fotocopie. Peraltro, la biologia da piщ di un secolo afferma che tutti gli uomini appartengono alla stessa specie, l'homo sapiens sapiens, e di conseguenza hanno mediamente le stesse prestazioni, esigenze, istanze, bisogni, desideri, sogni. L'esperienza pratica dimostra che un uomo puт capire la mentalitа di qualsiasi altro uomo, cioи che l'umanitа и Una. Inoltre, l'antropologia ha verificato che gruppi isolati di uomini, come le tribщ dell'Africa o dell'Amazzonia, non sono assolutamente intolleranti quando vengono a contatto con altri uomini. Lo stesso si puт dire osservando il comportamento dei bambini piccoli che normalmente sono aperti e tendono fortemente a socializzare con gli altri bambini o con le altre persone. Se ne deduce che l'uomo и un essere naturalmente tollerante e che l'intolleranza и un fattore culturale che si acquisisce con l'educazione (o meglio con la mal-educazione); si puт dire che si viene educati ad essere intolleranti. Alla radice dell'intolleranza c'и, perт, una base psicologica in quanto se una cosa avviene deve avere la sua ragione. In genere, l'uomo и sufficientemente tollerante con gli altri gruppi di uomini finchй questi ultimi non invadono in qualche modo quello che egli sente come suo spazio vitale. Quando, per le piщ svariate ragioni, non necessariamente causate dall'ingerenza degli altri gruppi, tale spazio diminuisce, il disagio che deriva puт essere proiettato verso direzioni improprie causando intolleranza. Il meccanismo psicologico che permette che ciт avvenga и quello della semplificazione mentale mediante modelli. E' normale che un uomo conosca meglio le caratteristiche del gruppo di uomini cui appartiene rispetto ai gruppi diversi. Io conosco molto bene i componenti della mia famiglia, conosco meno bene i miei amici, ancor meno i conoscenti, ancor meno quegli uomini che sono fuori della mia cittа, della mia nazione e cosм via. In questo processo, man mano che gli altri si fanno piщ lontani, si tende ad inserirli in modelli sempre piщ artefatti e sbrigativi. Certo, conservano la loro umanitа in quanto attuiamo nella mente quel processo di induzione che li riconosce come nostri simili, perт il modello umano che si tende ad applicare nei loro confronti diventa sempre piщ semplificato perchй basta un modello piщ semplice per mettermi in relazione con loro. Tutto questo и in armonia con i principi dell'interpretazione della mente secondo la teoria della Gestalt (ted. Gestalt=forma), ovvero che la mente si organizza in un modo chiamato della "legge del minimo"1.
Le persone lontane vengono inserite in modelli molto semplici perchй ci coinvolgono poco e questo spiega perchй noi italiani facciamo mediamente piщ attenzione ad un incidente ferroviario con qualche ferito avvenuto in Italia che ad un terremoto avvenuto nella Mongolia che ha causato qualche migliaio di morti. И una cosa ovvia e normale che deriva da una conveniente economia della mente, la quale deve rivolgere la sua attenzione soprattutto a ciт che la riguarda piщ da vicino. Purtroppo, quando per varie ragioni interviene (o si fa intervenire ad arte) un contrasto fra il gruppo di cui facciamo parte ed altri gruppi di uomini, i modelli semplificati che si hanno di loro non sono capaci nй di offrire molta resistenza al cambiamento - e quindi alla manipolazione attraverso i mass-media o altri canali di persuasione - nй di sviluppare quel sentimento di solidarietа che porterebbe ad opporsi a qualsiasi tentativo di generalizzazione negativa. In sostanza, per fare qualche esempio, la gente comune non si commuove (nй interviene) quanto sarebbe auspicabile nell'apprendere che si sta sviluppando un infame commercio di videocassette porno a spese dei bambini del terzo mondo, nй si scandalizza quanto dovrebbe se qualcuno afferma che gli albanesi sono tutti ladri o che i negri sono meno intelligenti dei bianchi, o che gli ebrei sono tutti avari, ecc.. Il punto cruciale di cui si avvalgono tutti coloro che vogliono sviluppare uno spirito d'intolleranza, e ce ne sono ancora molti anche nel nostro tempo, и quello che viene chiamato processo di deumanizzazione; per cui l'altro viene spogliato di qualcosa: in relazione agli esempi di prima: l'albanese dell'onestа, il negro dell'intelligenza, l'ebreo della generositа, ecc.. Mi pare utile, in tal senso, riportare le seguenti parole pronunziate sull’argomento da una relatrice2 nel corso di una conferenza tenuta presso la Scuola di Pace di Boves nel 1990:
"Quand'и che l'uomo puт aggredire? Quand'и che puт torturare, puт diventare violento, distruttivo? Quando riduce l'altro a oggetto, quando in sostanza deumanizza l'altro. Se fate attenzione, tutte le propagande di guerra sono volte a deumanizzare l'altro. Cioи l'altro viene mostrato come un mostro, come una bestia, come un essere che non ha nulla o pochissimo di umano. Questo perchй si sa benissimo che se noi riconosciamo nell'altro una persona come noi, non l'aggrediamo piщ. Ma torniamo alla nostra vita quotidiana. Il processo di deumanizzazione gioca anche nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, un primo gradino della deumanizzazione, apparentemente molto innocente ma di fatto pericoloso, и il pregiudizio. Nel pregiudizio noi diciamo che ci siamo «no» e che ci sono «loro». Noi che siamo i settentrionali, i bianchi, i cattolici, gli europei... e loro che sono i meridionali, i negri, gli zingari... Si fanno cosм due gruppi sociali; in questo parlare di noi e di loro c'и giа il germe della divisione, perchй loro, sм, sono ancora umani, perт di una umanitа un po' diversa e vi manca giа qualcosa. Sм, sono bravi, perт hanno qualcosa che non funziona. Quindi il pregiudizio, che apparentemente sembra molto banale, и il primo scalino di questo processo di deumanizzazione dell'altro."
Abbiamo visto che l'intolleranza si acquisisce; in effetti, и un vero e proprio apprendimento che il piщ delle volte avviene tramite il meccanismo psicologico dell’osservazione ed imitazione, e che и stato ben studiato dallo psicologo A. Bandura della Stanford University (U.S.A.)3: l'individuo apprende osservando un determinato fenomeno, per cui se frequenta persone intolleranti tenderа ad imitarli. A questo punto, la responsabilitа delle famiglie e degli educatori appare evidente. Bisognerebbe, quindi, stare molto attenti alle modalitа educative e alle informazioni che si ricevono in famiglia, a scuola o da altre fonti informative, come la televisione, ecc.. Bisognerebbe vigilare affinchй dalle direzioni che meno ci si aspetta, per esempio durante giochi fra bambini o in una gita scolastica, ecc., non arrivi il sottile germe dell'intolleranza, che puт annidarsi nelle cose piщ banali, in un proverbio, es. "moglie e buoi dei paesi tuoi", in uno sguardo, ecc..
La tolleranza nell'individuo и fondamentale per la tolleranza a qualsiasi altro livello perchй la societа и formata da tanti individui. Se un esponente di una certa confessione religiosa и dentro di sй intollerante verso gli aderenti ad altri movimenti religiosi, quando dovesse partecipare ad un incontro con loro, questo suo atteggiamento interiore sarа avvertito perchй oltre alle parole verbali noi comunichiamo anche attraverso gesti ed espressioni fisiche che gli altri percepiscono e che comunicano il nostro reale stato d'animo. Non si potrа raggiungere per intero quella comunione spirituale che и il frutto massimo di tali riunioni.
2. EDUCAZIONE ALLA TOLLERANZA
Come fare per divenire tolleranti? Bisogna mettere in moto un processo di educazione e di autoeducazione. Per sviluppare una personalitа tollerante e non violenta, bisogna armarsi di pazienza perchй grande и il lavoro da fare per eliminare i pregiudizi che continuamente insorgono da tutto ciт che ci circonda. Bisogna educarsi alla tolleranza, meglio ancora alla solidarietа, attraverso un processo di valorizzazione, identificazione e condivisione con l'altro.
Tanti sono gli accorgimenti, per esempio:
1) Cercare di conoscere meglio gli altri, informandoci sulla loro cultura, religione, folklore, apprezzandone le qualitа e sviluppando in noi un sentimento d’empatia nei loro confronti. In questo processo и essenziale comunicare con gli altri in modo da far loro riacquistare la profonditа e la completezza umana. L’attuale grande sviluppo delle comunicazioni mediante i mass media ha reso molto agevole mettere in atto questo proposito. In sostanza, и l'applicazione pratica del principio bahб'н dell'eliminazione dei pregiudizi.
2) Educare ed educarsi alla tolleranza; questo и un aspetto della piщ ampia educazione alla pace, che l'ONU ha proposto nel 1986 come una vera e propria materia di studio. Pochi governi l'hanno accolta, ma essa ha dato frutti in direzioni meno istituzionalizzate, come per esempio la Scuola di Pace di Boves, l'Universitа della Pace, ecc. Un modo per educarsi и ricercare occasioni di dialogo e luoghi di incontro in cui si possa venire a contatto con emarginati, con persone in disagio, con gente diversa da noi, ecc.. Almeno mantenere vivo il nostro interesse nei loro confronti mediante confronti in contesti interessati alla stessa problematica.
c) Sviluppare in noi una superiore base etica. Questo punto sembra particolarmente importante in quanto serve proprio a sorreggere, meglio sarebbe dire "rivestire", quei semplici modelli psicologici cui accennavo prima con una base etica granitica, quale potrebbe essere quella della dichiarazione dei diritti umani dell'ONU, alla quale noi dobbiamo dare un valore che informi la nostra visione della vita. Tale base etica ci puт proteggere dal farci accettare supinamente quei pregiudizi che spesso altri uomini senza scrupoli cercano d'inculcarci, facendo leva sulle peggiori tendenze dell'animo umano.
D'altra parte, lo sviluppo di una superiore base etica s'imbatte immediatamente nel problema di definire la sua formazione, ma in tale processo una tappa particolarmente importante и il confronto con quelle grandi strutture di pensiero che sono chiamate ideologie che, piaccia o non piaccia, enorme importanza assumono nella formazione del nostro pensiero e dei nostri comportamenti.
3. LE IDEOLOGIE RELIGIOSE E LAICHE
Passiamo, quindi, a discutere brevemente le ideologie. Un’ideologia si puт definire come l'insieme di principi, ideali e valori che sono alla base di un movimento politico, religioso, sociale. Uno schema molto chiaro delle ideologie oggi presenti nel mondo lo possiamo trovare nel libro "Guida alla Bibbia - ed. paoline - Roma 1982 - pgg. 30-31). Da questo schema emerge che le ideologie si possono suddividere in religiose e laiche.
-Le ideologie religiose sono la maggioranza e sono particolarmente diffuse in precise aree geografiche: andando da ovest ad est, troviamo: Cristianesimo, Islam, Ebraismo, Zoroastrismo, Induismo, Buddismo, Universismo cinese. Nello schema di quel libro, come ideologia a sй stante, viene inclusa anche la Fede Bahб'н.
- Le ideologie laiche sono meno numerose e si possono ridurre a tre:
* ideologia socialista e comunista
* liberismo
* ideologia razionalistica-scientifico-tecnica
Le prime due sono ben conosciute; la terza, anche se alla sua base si puт porre il razionalismo, non и una vera e propria ideologia bensм quell'insieme di proposte di spiegazione del mondo basato sulle moderne acquisizioni della scienza e della tecnica che pur non strutturandosi in ideologia pure influenza larghissima parte dell'umanitа.
Vediamo alcuni caratteristiche delle ideologie:
a) sembrano profondamente connesse con le civiltа in cui sono presenti e in certe condizioni si formano inevitabilmente; di conseguenza conviene considerarle dati di fatto di cui tener conto.
b) sono importanti perchй coinvolgono grandi masse di uomini verso fini unitari che possono essere positivi o anche negativi.
Tutte le ideologie attualmente presenti sulla scena mondiale affermano di aver come obiettivo il benessere dell'umanitа; in particolare, le ideologie religiose hanno uno scopo preciso che non и difficile rintracciare, come risulta dalle seguenti parole di E. Laszlo:
"... non и necessario adottare ideali sconosciuti quando quelli che fanno parte della nostra ereditа culturale hanno ancora il potere latente di spingere all'azione e di influenzare le decisioni. I grandi ideali delle religioni mondiali, l'etica e le filosofie di tempi piщ recenti racchiudono valori perenni, indipendenti dal periodo storico in cui apparirono per la prima volta. Questi ideali potrebbero e dovrebbero essere riaffermati e separati dalle sovente discutibili esperienze politiche che vi sono state associate. Abbiamo per esempio l'ideale cristiano della fratellanza universale guidata dall'amore dell'uomo per un Dio di tutti gli uomini e per il prossimo. Nel giudaismo и presente l'ideale storico di un popolo eletto in cui tutte le famiglie della terra devono essere benedette. L'Islam afferma la visione universale di una comunitа finale di Dio, natura e societа. L'obiettivo essenziale della Fede Bahб'н и di raggiungere un ideale che abbracci il mondo e possa condurre all'unitа dell'umanitа e allo stabilirsi di una civiltа mondiale fondata sulla pace e la giustizia. L'induismo considera la materia come pura manifestazione esteriore dello spirito e cerca la sincronizzazione con l'armonia cosmica attraverso i sentieri svariati dello yoga. Anche per il buddismo tutta la realtа и interdipendente e questa religione insegna all'uomo come unirsi a essa attraverso il rifiuto dei desideri e delle pressioni di un io separato. Il confucianesimo trova l'armonia suprema nell'ordine e nella disciplina delle relazioni umane, e per il taoismo essa risiede nella natura e nella naturalezza. Le religioni tribali africane pensano ad una grande comunitа dei vivi e dei morti a cui ogni individuo appartiene..."4

Anche le ideologie laiche hanno in linea di principio uno scopo positivo, per esempio, nel programma di Gotha, Marx dichiarт che lo scopo della dittatura del proletariato и una societа senza classi in cui si abbia "da ciascuno secondo le capacitа, a ciascuno secondo il bisogno", mentre il liberismo afferma di propugnare un sistema economico in cui le capacitа degli uomini siano valorizzate al massimo.
4. LE REGOLE AUREE COME PREMESSA ALLA TOLLERANZA
Per il momento, a mio parere, dalle ideologie laiche non ci si puт aspettare molto nel campo della tolleranza perchй: a) sono nate per questioni di contrasti sociali nei confronti di specifiche altre ideologie cui si contrappongono, es. il comunismo contro il liberismo, ecc.; b) sono strettamente legate al potere politico che, in pratica, basa il suo comportamento sul pragmatismo e mostra tolleranza a seconda della convenienza politica. Dobbiamo, tuttavia, registrare che a partire dal 1989, anno in cui и caduto il muro di Berlino, le posizioni sono divenute molto meno rigide e intransigenti ed и lecito sperare che in prospettiva la situazione possa evolvere positivamente.
Ora rivolgiamo la nostra attenzione soprattutto verso le ideologie religiose in considerazione del fatto che sono meglio strutturate rispetto a quelle laiche e con maggiore possibilitа di intervento a livello sociale e individuale. Tutte le religioni hanno alla base del loro messaggio le cosiddette regole auree, di cui la versione che suona in negativo "non fare agli altri ciт che non vorresti gli altri facessero a te" и alla base della tolleranza, mentre la versione positiva, "fai agli altri ciт che vorresti gli altri facessero a te" и alla base della solidarietа. Vediamo una breve rassegna5 di queste regole auree, cosм come si trovano espresse nelle Sacre Scritture delle piщ importanti religioni:
a. Buddismo:
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b. Zoroastrismo:
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c. Giudaismo:
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d. Induismo:
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e. Cristianesimo:
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f. Islam:
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g. Taoimo:

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