Temi del romanticismo

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Testo

Il Romanticismo
Inquadramento storico e caratteristiche generali
Il Romanticismo è un atteggiamento del pensiero, sviluppatosi in Europa nel corso del XIX secolo, che coinvolse sopratutto la borghesia. Il carattere fondamentale del romanticismo fu la rivalutazione del sentimento. In molti paesi questo era stato anticipato da movimenti preromantici (vedi Sturm und Drang in Germania, la poesia cimiteriale di Young e Gray e l’ossianismo di Mcpherson in Inghilterra..).
Temi cari al romanticismo
I temi più amati dal romanticismo furono:
1. gli amori impossibili: esempio classico di questo tema è dato da “I Promessi Sposi” di Manzoni;
2. il contrasto fra amore e dovere: questo aspetto può essere ben visto di nuovo ne “I Promessi Sposi” nella figura di Lucia, che fa un voto di castità rinunciando all’amore per dovere;
3. l’esotismo: col termine esotismo romantico si indica una tendenza ad evadere dalla quotidianità e trasportarsi altrove. Esistono due tipi di esotismo: spaziale, volto alla scoperta di luoghi lontani come l’oriente e temporale, volto alla rivalutazione delle civiltà passate. Tipico dei romantici dunque l’amore per le passioni esasperate, per il sublime (da qui gli studi storici che rivalutano il medioevo come ricco di passioni spontanee)
4. il macrabo e l’orroroso: questa era la rappresentazione della natura prediletta dai romantici, in particolar modo da quelli tedeschi come i fratelli Schlegel, che raccolsero numerose storie sulla mitologia nordica; Anche gli inglesi Wordsworth e Coleridge amavano questa rappresentazione.
5. le atmosfere ricche di memoria (cimiteri, rovine..) viste sotto la luce della luna e delle stelle.
6. l’individualismo: protagonista delle opere romantiche è l’io, l’individuo. Associato all’indivi- dualismo è il nazionalismo che ha caratterizzato alcune correnti romantiche, come ad esempio in Germania.
Il Romanticismo progressista e reazionario
Il Romanticismo non può essere associato ad una determinata ideologia politica: ha avuto infatti componenti reazionarie e democratiche. Il Romanticismo progressista portò avanti ideali patriottici, di liberazione nazionale e di autodeterminazione repubblicana (vedi Mazzini). Il Romanticismo reazionario invece esaltava la restaurazione operata col congresso di Vienna e gli ideali nazionalisti. In Italia gli ideali nazionalisti e razzisti fecero sempre fatica ad affermarsi probabilmente perchè, sin dai tempi antichi era sempre stata abitata da un grande mosaico di popolazioni (italiche, arabe, barabare..). Al contrario questo ebbe grande diffusione in Germania.
Il nazionalismo
Caratteristico del Romanticismo tedesco fu il recupero delle tradizioni nazionali e popolari collegato al nazionalismo, che nasceva dalla contrapposizione all'oppressione napoleonica e si manifestava come esaltazione dello spirito germanico originario. L'accentuazione nazionalistica fu propria soprattutto della scuola di Heidelberg. Il culto del Medio Evo e delle tradizioni nazionali germaniche conferisce al Romanticismo tedesco un'impronta regressiva e reazionaria. Espressioni del ricupero delle tradizioni nazionali furono: la raccolta di Lieder (canti) popolari anonimi, Il corno magico del fanciullo (1806-08, in tre volumi), curata da Brentano e Achim von Arnim, canti attinti alla tradizione medievale, ma rielaborati dai curatori; le Fiabe antiche germaniche raccolte dai fratelli Grimm (1811-12), che ebbero grande diffusione, anche all'estero. Anche
August Wilhelm Schlegel e il fratello Friederich si interessarono alla riscoperta del folklore, della cultura popolare e, spinti dall’amore per il mistero orroroso e macabro, raccolsero numerose storie della mitologia nordica.
Il Romanticismo fantastico e realistico
Non tutti i movimenti romantici erano però legati, come quello tedesco, alla fantasia, al mistero, all’orroroso, all’irrazionale ma molti di essi sostenevano la necessità di maggiore realismo, del vero storico, collegato in politica ad un maggior interesse per il volere del popolo. Ad esempio nell’ambito del Romanticismo italiano Manzoni è legato alla causa del popolo e dei patrioti, per questo i protagonisti de I promessi sposi sono, per la prima volta, due popolani che vivono una storia verosimile.
Le Ballate liriche
Il manifesto del Romanticismo inglese può essere considerato la prefazione che William Wordsworth aggiunse nel 1800 alla seconda edizione delle Ballate liriche, a cui aveva partecipato con alcuni testi anche l'amico Samuel Taylor Coleridge (la prima edizione uscì nel 1798). Il programma si articola sostanzialmente in due punti:
1) il poeta deve usare un linguaggio semplice, vicino a quello della gente comune, che erediti quello della tradizione poetica popolare;
2) la poesia deve trattare cose e persone reali, quotidiane, umili. Come poi Coleridge preciserà nella Biografia letteraria (1816-19), tra i due poeti si stabilì l'accordo che Wordsworth avrebbe trattato situazioni comuni in modo da rivelare quanto di magico vi fosse celato; Coleridge, invece, argomenti sovrannaturali in modo da farli apparire reali.
La polemica classico romantica
La nascita del Romanticismo fu accompagnata da molte polemiche letterarie con i neoclassici: mentre questi amavano la poesia magniloquente, complessa nella scelta dei vocaboli e nella struttura, i romantici desideravano maggiore semplicità al fine di creare una cultura popolare rivolta a tutti.
In Italia: l'articolo di Madame de Staél e la reazione dei classicisti
L'occasione che diede impulso al formarsi di un movimento romantico in Italia fu la pubblicazione di un articolo di Madame de Staél sulla «Biblioteca italiana» nel gennaio del 1816, dal titolo Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni. L'autorevole scrittrice deprecava la decadenza della cultura italiana contemporanea ed invitava gli Italiani a uscire dal loro culto del passato, aprendosi alle correnti più vive della letteratura europea moderna.
L'articolo suscitò subito violente reazioni da parte dei classicisti, che insorsero in difesa delle glorie nazionali e dei princìpi sacri dell'arte classica.
I manifesti romantici. Alcuni intellettuali più aperti alle innovazioni, definitisi "romantici", intervennero a difesa dell'articolo della De Staèl, controbattendo le accuse dei classicisti. Nel corso di quello stesso 1816 uscirono numerosi saggi ed opuscoli, oggi considerati come "manifesti" del Romanticismo italiano: Intorno all'ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani di Ludovico di Breme, le Avventure letterarie di un giorno di Pietro Borsieri, la Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo di Giovanni Berchet.
Il ruolo del "Conciliatore"
Nel 1818 il gruppo degli intellettuali romantici, Pellico, Borsieri, Di Breme, Visconti, diede vita ad un giornale, «Il Conciliatore», che doveva diventare il portavoce delle nuove idee letterarie, ma si proponeva anche finalità di progresso civile, diffondendo cognizioni scientifiche utili allo sviluppo economico della Lombardia. Per queste sue tendenze progressiste e liberali ebbe vita difficile con la censura austriaca, finché cessò le pubblicazioni nel 1819. il suo nome doveva essere inizialmente “Il bersagliere”, tuttavia si preferì puntare l’accento sulla conciliazione delle diverse idee degli amanti del vero.
Una letteratura"popolare"
In opposizione all'attaccamento dei classicisti alla tradizione, i romantici affermavano l'esigenza di una cultura rinnovata e moderna, che non si rivolgesse solo alla cerchia chiusa dei letterati, ma ad un pubblico più vasto, al "popolo" (che nel linguaggio del tempo indicava i ceti medi), interpretandone gli orientamenti e le aspirazioni. Per questo occorreva mettere da parte la mitologia classica, che era ormai solo patrimonio di un'élite, e affrontare argomenti vivi nella coscienza contemporanea, capaci di suscitare l'interesse di quel pubblico "popolare". Ma occorrevano anche forme letterarie nuove ed un linguaggio che fosse in grado di comunicare i nuovi argomenti al pubblico. Era dunque necessario abbandonare il linguaggio aulico, proprio della tradizione letteraria italiana, che era praticamente una lingua morta, incomprensibile ai più, e liberarsi dall'impaccio delle regole e dei generi, che ostacolavano o addirittura inaridivano l'ispirazione del poeta.
Il rifiuto dell'irrazionalismo e la ricerca del “vero”
Se respingevano le posizioni dei classicisti, i romantici italiani erano però lontani anche dalle soluzioni estreme del Romanticismo europeo e ne rifiutavano sia le tematiche irrazionalistiche e tenebrose sia gli eccessi di anarchia formale. Le loro posizioni erano molto moderate: essi affermavano, infatti, che «le finzioni della fantasia se non posano sulla reale natura delle cose e degli uomini, sono anzi un abuso che uno sfogo della mente».
Il loro obiettivo era una letteratura che si ispirasse al «vero» e fosse equidistante dai vuoti formalismi dei classicisti come dalle evasioni fantastiche e sfrenate dei romantici nordici. Lungi dall'essere evasione nella pura forma o nel fantastico, la letteratura doveva per essi ancorarsi alla rappresentazione della realtà e proporsi fini di utilità civile e morale, diffondendo idee, cognizioni, princìpi e contribuendo al progresso della società.
Madame de Stael
Figlia del banchiere Necker, ministro di Luigi XVI, scrisse opere che ebbero una vasta risonanza in Europa: della letteratura considerata nei suoi rapporti con le istituzioni sociali, che è uno dei primi tentativi di sociologia della letteratura;il romanzo Corinne, o l’Italia; ma sopratutto La Germania che ebbe una importanza fondamentale nel far conoscere il Romanticismo tedesco e la filosofia idealistica.
Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni
r.1-11
Il miglior mezzo per conoscere le opere dovrebbe essere la loro lettura in lingua originale; tuttavia per fare ciò sarebbe necessario conoscere tutte le lingue e ciò è molto faticoso. É dunque necessaria una buona traduzione dei testi, poichè questa è gradita anche da chi conosce la lingua originale che sentirà maggiore familiarità con l’opera stessa.
r.12-25
I letterati italiani dovrebbero dunque tradurre le opere straniere per ampliare le proprie conoscenze, dimenticando le antiquate mitologie a cui sono dediti. Il teatro può essere veicolo di cultura romantica attraverso la lettura di Shakespeare e dei drammi tedeschi.
r.26-33
Gli intellettuali italiani stanno come razzolando fra le antiche ceneri alla ricerca di qualche granello d’oro. Ma questo tipo di cultura è superato. È necessario che, attraverso l’emulazione operosa i letterati si riscoprano creatori originali.
Note: quest’ultima immagine riprende una favola di Fedro in cui una gallina razzolando nel letame trova una perla.
Giovanni Berchet
La vita
Nacque a Milano nel 1783, fu autore nel 1816 del più famoso manifesto del Romanticismo italiano, Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo. Nel 1818 fece parte del gruppo che fondò il “Conciliatore”. Nel 1820 si iscrisse alla Carboneria. Fu vittima della repressione seguita ai moti del ’21, e, per sfuggire all’arresto, andò esule a Parigi, a Londra ed in Belgio.
La lettera semiseria
L’autore si cela dietro lo pseudonimo di Grisostomo (bocca d’oro), finge di scrivere al proprio figlio in collegio dandogli dei consigli letterari, che sono un’esaltazione della nuova letteratura romantica, di cui Berchet riporta come esempio la traduzione di due ballate del poeta tedesco Burger, Il cacciatore feroce e Eleonora, ispirate a leggende popolari germaniche. Poi, alla fine, finge di aver scherzato, ed esorta il figlio a seguire fedelmente le regole classicistiche, che espone facendone la parodia. Per questa ironica ritrattazione finale la lettera è definita “semiseria”.

La poesia popolare
v.1-3
Tutti gli uomini hanno una tendenza innata alla poesia. Tuttavia se molti hanno capacità di intendere, pochi sanno produrre la poesia.
v.4-8
L’ispirazione poetica è un dono della natura, ma per quanto grande sia il poeta questo non potrà mai scuotere l’animo dei suoi lettori se in questi non vi è una certa tendenza poetica.
v.9-14
L’Ottentoto, popolazione africana, non ha sviluppato la propria tendenza e tiene solo ai suoi animali. Inerzia della fantasia e del cuore.
v.15-24
Il Parigino ha la fantasia ed il cuore stanchi perché li ha sforzati troppo ed ora è inaridito sentimentalmente. Egli non apprende attraverso l’intuito e il sentimento ma con la ragione.
v.25-32
Il poeta non può entrare nel cuore dell’Ottentoto perché la sua tendenza poetica è sopita, né in quello del Parigino poiché questo non si abbandona mai al sentimento; accompagnerebbe la ragione alla poesia.
v.33-36
I Tedeschi sono gli uomini che meglio hanno sviluppato la loro tendenza poetica
v.37-43
Esistono persone capaci di sentire la poesia, ma il poeta non le troverà mai se le cercherà nei tuguri della plebe o nei Cafè, ritrovo degli intellettuali.
v.44-48
Il poeta potrebbe avere un vasto pubblico se sapesse che molte famiglie hanno riconosciuto la loro tendenza poetica e cercano di svilupparla.
v.49-56
Esistono tre tipi di uomini: gli Ottentoti, i Parigini e tutti gli altri individui leggenti e ascoltanti, capaci di sentire le emozioni. Questi sono chiamati popolo. (Coincide con borghesia)
v.57-72
I primi sono ignoranti; i secondi valutano la poesia con un forte senso critico e non la considerano bella se non vi ritrovano i canoni scolastici.
v.73-79
Il vero pubblico a cui il poeta si deve rivolgere è quello delle terza classe. Per questo la vera poesia è quella popolare.

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