Tema: l'inquinamento non dà tregua

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Data:17.04.2007
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Dalle piogge acide, ai pesticidi, ai rifiuti tossici

L’INQUINAMENTO NON DÀ TREGUA

L’inquinamento è qualcosa di più di un pennacchio che si leva dalla ciminiera di una fabbrica o di una nebbia giallognola che ristagna sopra una città: questi sono i rischi e benefici del progresso, del progresso tecnologico che tutto trasforma in benessere ma crea inconvenienti talvolta anche di rilevante entità.
Ormai abbiamo acquisito familiarità con termini come biomonitoraggio, impatto ambientale, che vengono ripetuti spasmodicamente dai «media» ma, per il semplice cittadino, questi virtuosismi tecnici non fanno altro che accrescere la consapevolezza di una presa di coscienza, quella di preservare il nostro habitat.
L'uomo è solo, solo con se stesso, con la sua negligenza e superficialità, deve combattere questa battaglia, la più difficile nella sua millenaria esistenza, la salvaguardia del suo ambiente, perché contro le forze della natura non esistono vittorie certe ma speranze di riuscire a salvaguardare l'armonia delle sue leggi.
Il progresso tecnologico ha provocato una molteplicità di effetti sull'ecosistema e da qui scaturisce l'esigenza di approntare ed effettuare analisi per tutelare l'ecosistema.
Non disponendo di dati analitici precisi e di una omogenea coordinazione operativa è praticamente impossibile operare ma, al tempo stesso, occorre recuperare il territorio mediante interventi sostenibili per arginare nuovi e futuri danni.
Oggi le campagne ambientalistiche stanno assumendo una sempre maggiore importanza; ad esse però si devono associare dei monitoraggi per ridurre drasticamente i gravi impatti ambientali che, alla lunga, possono creare squilibri; operando con accurate ed affidabili analisi delle acque, del suolo, dell'atmosfera che sono fondamentali per la prevenzione, la salvaguardia e la protezione.
«L'inquinamento atmosferico» nelle grandi città è un problema di notevole complessità per il quale si stenta a trovare una apprezzabile soluzione.
Le principali fonti di emissione sono costituite dal traffico autoveicolare, dagli impianti di riscaldamento domestico e, pertanto, i gas inquinanti che si riscontrano maggiormente nell'atmosfera sono, oltre agli idrocarburi, anidride solforosa, ossido di azoto, ossido di carbonio e anidride carbonica che è, a sua volta, la sostanza inquinante volumetricamente più importante; per essa è chiara l'incidenza dell'attività dell'uomo, nell'alternarne le concentrazioni che prima venivano regolate essenzialmente dai fenomeni naturali.
L’effetto dell'inquinamento atmosferico non si limita soltanto all'aria che respiriamo, ma dobbiamo considerare anche gli effetti ambientali delle piogge.
Infatti l'acqua delle piogge non è mai pura, essa contiene svariate sostanze che, presenti in sospensione nell'atmosfera, si disciolgono nelle gocce quando queste si formano o precipitano a terra. A seconda della natura chimica di tali sostanze, le acque possono subire processi di acidificazione o di alcalinizzazione. Il fenomeno di gran lunga prevalente è però il primo: in particolare l'anidride solforosa che nell'aria si ossida ad anidride solforica, gli ossidi di azoto e anidride carbonica reagiscono con l'acqua formando rispettivamente acido solforico, nitrico e carbonico e acidificando così le piogge.
In realtà, i gas sopra citati sono presenti nell'atmosfera per cause naturali - prodotti dagli incendi, dalle eruzioni vulcaniche, dai processi di degradazione microbica di sostanze organiche, dalla respirazione di piante e animali - in quantità tale da rendere debolmente acide (pH 5,6) non solo le piogge ma anche neve, rugiada e nebbia.
È però con il progresso industriale che le quantità di queste sostanze sono aumentate a dismisura e ciò ha portato ad un incremento della acidità delle piogge con punte massime registrate di pH 1,7. Per quanto riguarda «l'inquinamento delle acque» è importante individuare, oltre agli agenti batterici e virologici, la presenza di metalli pesanti come piombo, rame, cadmio, cromo, mercurio che sono dannosi per la salute e creano delle gravi patologie nella popolazione.
Per esempio, il piombo può causare fenomeni di intossicazione e questa malattia, già nota ai greci più di duemila anni fa, si chiama «saturnismo». Oggi le nostre preoccupazioni per la salute pubblica e per la diffusione del piombo nell'ambiente in cui viviamo sono ben fondate, poiché il saturnismo è una malattia insidiosa: l'avvelenamento da questo metallo in dosi molto elevate può arrecare, infatti, danni al sistema nervoso.
Per il «suolo», oltre alla determinazione dei metalli pesanti è importante scoprire la presenza di pesticidi, rifiuti tossici di natura urbana od agricola ed operare un maggior controllo per lo smaltimento in discariche; inoltre, in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un incremento di rifiuti tossici radioattivi ed è purtroppo un fenomeno da tenere sotto controllo.
Ultimo, ma non meno importante, è «l'inquinamento acustico», importante da monitorare per consentire una migliore qualità della vita.
Ideale sarebbe possedere una serie di dati relativi all'ambiente per avere una visione globale del problema, accessibili non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per il semplice cittadino che voglia conoscere i mali che affliggono il suo habitat; insomma, creare una coscienza e sensibilità ecologica.

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