Tema sul file-sharing e la musica su internet

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Testo

Di Martino Giovanni V B

Saggio Breve

INTERNET: IL FUTURO DEL MERCATO MUSICALE O LA SUA ROVINA?

Da alcuni anni è diffusa l’idea che scaricando musica, gratuitamente o no, dalla rete si uccida il mercato musicale.
Questo pensiero è stato accolto pienamente dalla costituzione italiana, la quale considera reato, punibile con una multa di 154€ come ricorda il presidente del Fimi (Associazione dell’Industria Musicale Italiana) Enzo Mazza in un intervista al quotidiano La Stampa del 22 gennaio 2007, l’acquisizione, il noleggio, la ricezione e la condivisione di materiale protetto.
Tutto ciò si prefissa come unico scopo l’incremento del mercato musicale, ma non è così; in realtà questo movimento appoggiato dalle case discografiche tende ad imporre al pubblico l’acquisto degli interi CD scongiurando la crescita, seppur ormai inevitabile, dei file musicali in formato mp3.
Questi file sono scaricabili da internet e consentono di ascoltare singole canzoni o interi album (spesso introvabili in negozi musicali) in un formato compatibile ormai alla quasi totalità dei riproduttori musicali in commercio, a differenza dei file acquistabili nei negozi di musica, all’interno di CD, che pur avendo una durata maggiore e un miglior audio non sono sempre compatibili con i riproduttori in vendita.
Nonostante ciò è paradossale come il prezzo dei CD si aggiri in media attorno ai 15€ nonostante i suoi svantaggi quando è possibile con la rete avere le stesse canzoni gratuitamente e con i vantaggi sopraelencati.
In questo caso internet viene vista dai grandi distributori di musica come una minaccia per il loro mercato anzichè un’opportunità: il progresso tecnologico tende sempre più a far scomparire i CD a favore degli mp3 e dei riproduttori musicali sempre più piccoli, ma ciononostante le case discografiche si ostinano a proseguire col loro mercato, per di più con prezzi spesso eccessivi per la qualità offerta dall’artista.
Internet andrebbe invece utilizzato, ad esempio, come un canale pubblicitario, come un’ulteriore cassa di risonanza mediatica per rendere ascoltabile la propria musica ad un bacino d’utenza maggiore di una semplice radio o della televisione.
Un’ottima innovazione in questo senso sarebbe vendere nei “nuovi supermercati”, quali stanno diventando alcuni siti internet, singole canzoni ad un prezzo equo (0,30/0,50€) il quale guadagno dovrebbe però riversarsi unicamente nelle tasche dell’artista.
In questo modo gli utenti della rete potranno ascoltare una determinata canzone o un determinato artista in modo molto più semplice e certamente meno dispendioso (per di più non illegale), per poi, nel caso piaccia, poter acquistare l’intero album ad un prezzo altrettanto equo (un CD a 7/8€, soprattutto in caso di artisti emergenti, sarebbe molto più semplice da vendere) con il vantaggio di poter ricevere insieme al CD anche i testi delle canzoni ed eventuali altri gadget,sconti o promozioni.
Certamente questi stessi utenti difficilmente esiteranno a partecipare anche ai concerti organizzati dagli artisti e, spendendo una cifra attorno ai 15/20€, poter assistere ad uno spettacolo dal vivo conoscendo in anticipo la qualità di ciò che sarebbe andato ad assistere, rimanendo difficilmente deluso.
In questo modo si alimenterebbe un altro tipo di pubblicità: quella del “passa-parola” tra amici e conoscenti, la quale spesso avviene attraverso regali, per esempio CD. senza esitazioni sulla qualità dello stesso.
Il file-sharing legalizzato diventerebbe un’ottima operazione di marketing, in modo da poter tenere comunque vivo il mercato dei Compact Disc nonostante l’ormai inarrestabile avvento dei lettori mp3 portatili.
In questo modo a mio parere sarebbe inoltre tutelata e rispettata maggiormente la qualità del prodotto degli artisti: acquistando una singola canzone scoprendola attraverso internet ad un prezzo molto basso o un intero CD analogamente ad un prezzo minore dell’attuale il consumatore è maggiormente invogliato anche a “rischiare” ed acquistare un prodotto che non conosce adeguatamente e, se sarà di suo gradimento dopo averlo ascoltato, esiterà molto meno ad acquistare in futuro ulteriori articoli riguardanti l’artista stesso e a fare di lui una recensione positiva con i propri conoscenti.

Esempio



  



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