Se questo è un uomo

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

SE QUESTO E’ UN UOMO
Di Primo Levi
PRIMA PUBBLICAZIONE: 1947 dall’editore De Silva

AUTORE: Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919. Dopo aver frequentato il Ginnasio-Liceo D’Azeglio, nel 1937 si iscrive al corso di chimica presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Torino, durante il quale frequenta circoli di studenti antifascisti, ebrei e non; quando, nel 1938, il governo fascista emana le prime leggi razziali che proibiscono agli ebrei di frequentare le scuole pubbliche, Levi può continuare gli studi perché già iscritto.
Nonostante la laurea con pieni voti e lode, a causa di una menzione che reca il suo diploma, “di razza ebraica”, gli è difficile trovare un lavoro.
Nel 1942 Levi e i suoi amici prendono contatto con alcuni esponenti dell’antifascismo militare; Levi entra nel Partito d’Azione clandestino; l’anno seguente, dopo la caduta del governo di Mussolini, si unisce a un gruppo di partigiani operanti in Valle d’Aosta, ma viene arrestato e condotto nel campo di concentramento di Carpi-Fossoli.
Nel febbraio 1944 il campo viene preso in gestione dai tedeschi, i quali avviano Levi e altri prigionieri su un convoglio ferroviario diretto ad Auschwitz: la vita nel lager e il suo ritorno vengono dettagliatamente raccontati nelle opere più importanti e famose di Levi: “Se questo è un uomo”, “ La tregua” e “I sommersi e i salvati”. Dopo l’arrivo dei russi, nel 1945, Levi vive per qualche tempo in un campo sovietico di transito, poi comincia il viaggio di rimpatrio.
Il reinserimento nell’Italia disastrata del dopoguerra è difficile: è ossessionato dalla traversie subite e scrive per questo “Se questo è un uomo”.
Dopo il matrimonio con Lucia Morpugno, decide di presentare il suo libro a Einaudi, che lo rifiuta, ma viene pubblicato nel 1947 da De Silva in 2500 esemplari. Il successo del libro arriverà solamente nel 1956, quando Einaudi accetta di pubblicarlo nella collana “Saggi”. Visto il crescente successo di “Se questo è un uomo”, Levi inizia la stesura de “La tregua”, diario dell’avventuroso viaggio di ritorno, pubblicata anch’essa da Einaudi nel 1963.
Dopo numerose altre opere pubblicazioni, nel 1986 pubblica “I sommersi e i salvati”, che rappresenta la raccolta delle sue riflessioni suggerite dall’esperienza del Lager.
Nel 1987 Levi muore nella sua casa di Torino.

TRAMA: il romanzo comincia con la descrizione della situazione degli ebrei italiani deportati a Fossoli, quando il trasferimento in Germania è ormai imminente; il viaggio avviene in treno, con i deportati ammassati nelle carrozze in condizioni disumane, che provocano la morte di parecchi di loro durante il trasporto.
Appena arrivati all’entrata del Lager si legge: “Arbeit match frei”, il lavoro rende liberi. Una volta scesi avviene lo smistamento: quelli destinati alle camere a gas e quelli che andranno nei campi di lavoroe. L’autore descrive poi “l’accoglienza” dei deportati: spogliati, lavati, rasati, lasciati al gelo per ore, affamati e assetati, viene dato a ognuno di loro un numero, tatuato sul braccio, è il loro nome.
Fin da subito la vita nel campo si rivela difficile, è necessario apprendere velocemente quelle che sono le regole, anche non scritte; l’istinto di sopravvivenza è indispensabile e divide quelli che vengono definiti “i sommersi e i salvati”.
Levi descrive dettagliatamente l’organizzazione rigida dei tedeschi: le selezioni, il lavoro, le baracche, la distribuzione del cibo, la gerarchia degli internati, il contrabbando e tutto quanto riguarda la vita del campo.
L’autore riesce, grazie alle sue conoscenze e abilità e all’aiuto di altri internati, a sopravvivere e ad apprendere i segreti della vita nel campo: viene assunto come chimico, evitando così le fatiche e i freddo dell’inverno; viene tuttavia più volte ricoverato nella Ka-Be, l’infermeria, ed è lì che si trova quando, di fronte all’avanzata dei russi, i tedeschi abbandonano il campo, portando con loro tutti i prigionieri in salute. Mentre aspettano l’arrivo dei sovietici, gli ultimi sopravvissuti si organizzano come meglio riescono con tutto quello che trovano tra i resti del Lager bombardato.

EVENTI STORICI: il romanzo è ambientato durante Seconda Guerra Mondiale(1939-1945), nel campo di sterminio di Auschwitz, dove venivano deportati ebrei,criminali e ogni sorta di condannato a scontare la sua pena.

MESSAGGIO DELL’AUTORE: il messaggio che l’autore vuole mandarci, il motivo che l’ha spinto a scrivere quest’opera di grande rilievo storiografico, vengono espressi dallo stesso Levi nell’introduzione al libro; egli afferma: “Questo mio libro non aggiunge nulla di nuovo a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo sull’inquietante argomento dei campi di distruzione. Esso non è stato scritto allo scopo di formulare nuovi capi d’accusa; potrà piuttosto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano.[…]Esso è nato fin dai giorni del Lager. Il bisogno di raccontare agli “altri”, di fare gli “altri” partecipi, aveva assunto in fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento[…]: il libro è stato scritto allo scopo di liberazione interiore”.
Quello che Levi prova a fare è di rendere il lettore partecipe di quello che è stato, di aiutarlo ad immedesimarsi nel protagonista; nel libro non vi sono sentenze o condanne, non è quello che vuole l’autore. Attraverso l’analisi psicologica a volte profonda dei personaggi egli prova a trascinare il lettore, perché non dimentichi:
« Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.»

COMMENTO: trovo questo romanzo molto importante e significativo, perché non si tratta di una critica, ma di un vero e proprio documento che mostra cosa realmente succedeva nei campi di concentramento. “Se questo è un uomo” riesce a coinvolgere il lettore e a trasportarlo in una realtà che sembra fantascientifica, inconcepibile per l’uomo, che viene messo di fronte a qualcosa di spaventoso, di inumano, ma ordito e realizzato da un suo simile. Levi riesce ad essere chiaro e diretto e questo è l’unico modo per poter mostrare fino a che punto può spingersi la mente umana, fino a che punto si è spinta. Viene messo in risalto l’istinto di sopravvivenza dell’uomo, che è qui chiamato a mettere in atto tutto quello che sa e può per evitare di essere sopraffatto dal Lager. La vita lì dentro diviene una continua lotta tra internati e Lager. Chi non riesce ad andare oltre le leggi imposte dai tedeschi è destinato alla morte, gli altri si applicano in ogni modo possibile per superare le difficoltà. Più volte Levi afferma che si riusciva a sopravvivere perché non si aveva il tempo di pensare al domani, si viveva alla giornata, perché una volta messo il piede in quell’inferno nulla era più certo, nessuno era più nessuno, nulla aveva a che fare con la vita fuori.

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