Scheda libro "La Casa In Collina" di C. Pavese

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:05.12.2005
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Testo

LA CASA IN COLLINA di CESARE PAVESE
NOTIZIE SULL’AUTORE
Cesare Pavese nacque il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo. I suoi genitori erano contadini: il padre possedeva un podere nel paese. Il padre morì nel 1914, quando Pavese aveva solo sei anni, e, dieci anni dopo, restò orfano anche della madre. Frequentò le scuole a Torino da quando era bambino fino all’università. Al liceo, in una situazione politica molto particolare, riuscì ad evitare le illusione fornite dal fascismo grazie ad un professore molto importante anche per il suo futuro di scrittore: Augusto Monti. Iscrittosi alla facoltà di lettere, Pavese si laureò nel 1930. Negli anni successivi si occupò di traduzioni di romanzi americani (tra cui Moby Dick di H. Melville). Non essendosi iscritto al partito fascista, Pavese non poteva partecipare a concorsi pubblici ed era costretto a guadagnarsi da vivere con traduzioni, piccole supplenze e lezioni private. Pavese nei primi anni trenta incominciò a scoprire il suo talento di scrittore, con un gruppo di altri letterati (la “banda” del D’Azeglio), che praticava attività antifascista, venne perciò arrestato nel maggio del ’35 e condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro. Durante questo periodo, per combattere l’isolamento, si concentrerà sulla scrittura. Durante quel periodo scoppia la guerra civile in Spagna e Pavese, chiuso in se stesso, continua il suo lavoro. Nel ’41 pubblica Paesi Tuoi, nel ’42 La Spiaggia, mentre la sua casa editrice si afferma sempre più solidamente nonostante il regime. Nel ’43 la morte di Leone Ginzburg, l’animatore della casa editrice Einaudi, lo addolora profondamente. Dopo la fine della guerra la posizione politica dell’autore si afferma, chiede la tessera del partito comunista e scrive molto. Nel ’49 scrive due romanzi brevi: Il Carcere e La Casa in collina e successivamente escono Il diavolo sulle colline e Tra donne sole. Nel 1949, durante la sua piena maturità artistica, scrive di getto La luna e i falò. Nel ’50 gli viene assegnato il premio Strega per il libro La bella estate, che corona la sua attività letteraria. In questo periodo di grandi successi, in cui la gente si affolla intorno a lui, la sua solitudine ammonta. Si suicida in un albergo torinese il 27 agosto 1950.
SINTESI
Corrado, un professore torinese, vive in una villa su una collina nei pressi di Torino, dove ritorna ogni giorno per sfuggire ai bombardamenti. Durante questo periodo, amando la solitudine, fa molte passeggiate nei boschi della collina con Belbo, il cane dei suoi padroni di casa. Un giorno, durante una di queste passeggiate, sente delle voci e dei canti che arrivano da un punto del bosco e seguendo le voci, arriva ad un’osteria, Le Fontane, dove trova molte persone che cantano e ascoltano i bollettini di guerra. Tra queste persone riconosce anche Cate, un suo vecchio amore, che ora ha un figlio, Dino. Corrado, da quel giorno, si reca ogni sera a Le Fontane, dove può ascoltare le notizie della guerra e può parlare di politica con altre persone. Presto diventa compagno di Dino, con cui fa delle lunghe passeggiate e chiacchierate, insegnandogli anche dei fondamenti, poiché a causa della guerra non può andare a scuola. Nei giorni successivi, però si viene a sapere della resa fascista e, quindi, dell’invasione tedesca. A Le Fontane si comincia a organizzare la resistenza, da cui Corrado si astiene, e si cominciano a nascondere armi nelle cantine. Qualche giorno dopo, però, viene scoperto dai tedeschi il covo de Le Fontane e tutti vengono arrestati, eccetto Dino per la sua età e Corrado che è nei boschi per una delle sue passeggiate e che osserva la scena incredulo da distanza. A questo punto Corrado si trova in serio pericolo, poiché i Tedeschi lo stanno cercando e durante uno dei rastrellamenti potrebbe essere scoperto; decide così di fuggire da Torino. Fortunatamente la sua padrona di casa, Elvira, che lo ama segretamente, gli trova un rifugio in un collegio di Chieri, grazie al prete del suo paese. Durante i giorni successivi raggiunge il collegio, ma passa molte notti insonni nell’attesa di un rastrellamento tedesco, con la paura di venir scoperto e di fare la fine de suoi compagni e Le Fontane. Qualche giorno dopo lo raggiunge in collegio anche Dino, che era rimasto con Elvira, che si ambienta subito e gioca, appena arrivato, con i ragazzi del collegio. Il ragazzo, però, può parlare del passato di Corrado agli altri ragazzi, figli di fascisti, facendosi così scoprire e rischiando che i tedeschi lo vengano a prendere. Qualche tempo più tardi, infatti, un prete lo avvisa che è in grande pericolo e di fuggire immediatamente. Corrado, quindi decide di ritornare, momentaneamente, a Torino, nella villa in collina. Elvira lo ospita e gli dà la lettera che gli ha spedito sua sorella, in questa ella lo invita, come sempre, ad andare a trovarli al loro paese, così Corrado decide di accettare il suo invito. Nei giorni successivi il professore si incammina, prima verso Villanova, dove c’è la ferrovia, e, dopo aver preso il treno che portava ad Asti, (lì si ferma a causa di un ponte interrotto) continua a piedi o in carretto verso la sua casa natale nel mezzo delle Langhe piemontesi. Dopo essere arrivato si stabilisce e conduce una regolare vita aspettando la fine della guerra e pensando ai suoi amici torinesi.
TEMPI E LUOGHI
La vicenda si svolge a partire dal 1943, durane la seconda guerra mondiale. La vicenda ha la durata di un anno circa. Il ritmo della vicenda è piuttosto lento, poiché vi sono molte sequenze riflessive da parte del narratore, che riflette sulla guerra e sulla sua esistenza. Nell’ ultima parte del romanzo vi è un sommario che riassume i sei mesi successivi all’arrivo di Corrado nella sua casa natia. La vicenda è ambientata a Torino e nei dintorni. La collina è il luogo dove si ambienta tutta la storia. Essa, infatti, è oggetto di ogni passeggiata del protagonista e offre a lui sempre un ottimo rifugio sia contro i tedeschi che durante il viaggio verso la sua casa natia. Inoltre sotto il suo “tetto” si possono nascondere gli sfollati della guerra e i rifugiati, ricercati dai fascisti o dai tedeschi. Essa è il posto in cui Corrado si reca tutte le sere per incontrare i suoi amici de Le Fontane. Questo è il luogo in cui si ritrovano molte persone ad organizzare la resistenza partigiana. Inoltre qui si parla di politica, si ascoltano le stazioni inglesi sulla guerra e si cantano le canzoni partigiane. Diventa anche un magazzino per le armi, ma si rivela un trabocchetto; è qui, infatti, che vengono catturati i compagni di Corrado dai tedeschi. La villa di Elvira è la casa in cui Corrado ha affittato una stanza per rifugiarsi dai bombardamenti in Torino. Vi ritorna solamente a mangiare e a dormire, è, infatti, sempre fuori o per lavorare o per fare le sue amate passeggiate.
STILE
Il linguaggio usato in questo libro è semplice e fruibile. Il discorso diretto è presente, anche se lascia spazio alle numerose e lunghe descrizioni. Il narratore del romanzo è interno, poiché assume il discorso in prima persona ed è presente nel racconto come personaggio principale. Il punto di vista del narratore, infatti, è a focalizzazione interna, perché coincide con quella di un personaggio.
Il narratore non coincide con l'autore, anche se sono presenti numerosi tratti autobiografici, che permettono di accostare la figura di Corrado a quella di Cesare Pavese. Infatti, anche Pavese ha quarant'anni, è un insegnante quindi è un intellettuale, cerca rifugio sulle colline del Monferrato durante il periodo fascista.
PERSONAGGI
Corrado è il protagonista e narratore del libro. Di media classe sociale, insegna in una piccola scuola superiore di Torino e vive in una camera affittata in una villa su una collina nei pressi della città; è ospitato da Elvira e da sua madre che sono le padrone di casa. Ama la natura e la solitudine e accomuna queste sue due passioni nelle lunghe passeggiate che fa nei boschi della collina, prima solo e poi in compagnia di Dino. Da quando ha cominciato a frequentare l’osteria, Le Fontane riscopre il piacere del dialogo e della compagnia. E’ un personaggio contrario al regime, ma che non si schiera con i partigiani durante la resistenza. E’ piuttosto egoista ed egli stesso riconosce questa sua pecca, infatti, teme sempre di essere catturato dai tedeschi, ma non si preoccupa mai degli altri pur sapendo che altre persone vivono in condizioni di molto peggiori alle sue. E’ stato l’ex fidanzato di Cate, che rincontra a Le Fontane, dopo un periodo in cui erano stati lontani. E’ molto amato, invece, da Elvira, la sua padrona di casa, che cerca sempre di aiutarlo anche nelle occasioni più difficili e che non vorrebbe mai che lui vada via, naturalmente egli non ricambia il suo affetto e, anzi, la tratta sempre male.
Cate è l’ex fidanzata di Corrado, che lui incontra un giorno all’osteria. Da ragazza era disoccupata, beffarda, magra ed ignorante, ma si era molto legata affettivamente a Corrado; loro però si erano lasciati e dal quel momento Cate era molto cambiata. Quando incontra il professore, infatti, è ormai una donna, lavora all’ospedale di Torino e ha un figlio (Dino), di cui non conosceva il padre e che ha dato un vero scopo alla sua esistenza. Dopo l’irruzione dei tedeschi a Le Fontane viene arrestata e probabilmente deportata nei campi di concentramento, dopo questo momento di lei non si sa più niente.
Dino è il figlio di Cate. Il suo vero nome è Corrado e Cate dice di avergli dato quel nome perché al momento della sua nascita lei era ancora affezionata al professore. Quando Corrado lo incontra per la prima volta a Le Fontane, Dino è un bambino che, impaurito da Belbo, il cane di Corrado, si nasconde dietro la mamma. Più tardi però Corrado e Dino diventano amici e il professore gli insegna le scienze naturali. Man mano che il tempo passa le passioni di Dino mutano: prima voleva fare la guerra a causa dell’insegnamento delle scuole fasciste, ma successivamente, frequentando l’osteria, si appassiona alla resistenza partigiana. Dopo che Corrado lascia il collegio per recarsi nelle Langhe anche Dino scappa dal collegio e raggiunge l’amico Fonso sulle colline della resistenza.
Elvira: è la figlia della padrona di casa di Corrado. E’ innamorata del professore, anche se non osa dirglielo. Cerca sempre di aiutarlo e di fare in modo che egli rimanga più tempo possibile insieme a lei. Nonostante cerchi sempre di rendersi simpatica e disponibile al professore, cucinandogli, ad esempio, dei dolci anche in tempo di “carestia”, viene trattata male da lui. Elvira in qualche modo si sente gelosa dei nuovi amici “sovversivi” che Corrado si fa in collina, poiché tolgono del tempo alle conversazioni che ama fare con il suo amato professore e si preoccupa quando Corrado ritarda a ritornare dall’osteria.
Fonso: è un giovane ragazzo ( ha circa 18 anni), che ha preso la passione per la resistenza. Lavora come fattorino in una ditta di Torino e qui impara a interessarsi di politica. E’ un ragazzo molto attivo ed energico e vuole contribuire alla resistenza con i partigiani. Ogni sera si ritrova a Le Fontane con i suoi compagni (Nando, Tono, Giulia, Cate, Corrado…) e qui può parlare con loro di politica e ascoltare la radio. Quando i suoi amici vengono arrestati dai tedeschi lui scappa sulle colline a organizzare la resistenza, dove verrà raggiunto successivamente da Dino.

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