SAGGIO SU NAPOLEONE

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Testo

OPERAZIONE RAPINATORI D’ARTE: NAPOLEONE E LA FRANCIA
All’idea di rivoluzione francese non a caso si associa la terribile ghigliottina, cosi come a Napoleone corrispondono le incessanti campagne di guerra che sconvolsero tutta l’europa travolgendo chiunque si opponesse a lui.
Da un altro punto di vista rivoluzione e Napoleone richiamano anche il ricordo dei numerosissimi furti d’arte, delle spoliazioni delle nazioni che venivano umiliate e derubate del loro partimonio artistico, anche profanando luoghi di culto, e oggetti asportati da collezioni di nobili famiglie, anche ai danni degli stessi nobili francesi.
La rivoluzione sfrutto il patrimonio artistico di cui si approprio promuovendo la nascita del museo, sviluppando un fiorente mercato dell’antiquario. Per conservare queste opere il Palazzo del Louvre venne trasformato in un museo che raccolse tutte le opere conquistate: fu la più grande collezione artistica mai esistita.
Napoleone penso infatti di arricchire i suoi bottini di guerra con quadri, statue e altri oggetti di enorme valore, non solo saccheggiando, ma anche tramite clausole nei trattati di pace con le altre nazioni.
La campagna di maggior successo, soprattutto in ambito artistico fu proprio quella nella penisola italiana nel 1796 e a partire da quella campagna le conquiste artistiche furono messe sullo stesso piano di quelle militari.
Napoleone si fece proprietario di tutto cio che gli piacque in Italia e anche nello Stato Pontificio dove impose clausole che trasferirono la proprietà dalla Chiesa alla Francia.
Il ritorno di Napoleone dall’Italia venne festeggiato e in quell’occasione vennero esposti per la prima volta le opere importate. I tesori provenienti dal Vaticano suscitarono grande attesa e il governo sfrutto quest’occasione per una sfilata di queste opere e evidenziare l’importanza dell’arte, edificando anche nuovi musei su tutta la superficie francese, portando a fine anche un operazione di decentramento delle collezioni.
Anche nella campagna d’Egitto, Napoleone effettuò la raccolta delle opere artistiche contemporaneamente allo sviluppo delle azioni militari ma fu portata a termine da suoi collaboratori, mentre lui stesso organizzava la campagna germanica, quella spagnola e quella austriaca, dove svolse la spoliazione artistica senza scrupoli.
La caduta definitiva di Napoleone, nel 1815 a Waterloo contro gli Inglesi, spinsè tutti i commissari artistici delle nazioni “rapinate” a chiedere la restituzione dei beni di loro proprietà, ma le trattative non terminarono sempre con accordi regolari, per esempio solo metà dei dipinti italiani venne restituita mentre il resto resto in Francia.
Alla fine dell’età Napoleonica, anche in Italia nasce il collezionismo artistico e l’antiquariato. Nasce soprattutto il museo, con la caratteristica di mostrare l’arte solo per essere esibita ed ammirata.
La spoliazione francese dimostrò la pretesa della società illuminata di essere superiori a chiunque altro, umiliando nello stesso tempo le nazioni sottomettendole con la forza.

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