Rivoluzione industriale

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Rivoluzione industriale
Il punto più importante della storia economica e sociale inglese fu la Rivoluzione Industriale. Il cambiamento apportato fu profondo e potentissimo. La rivoluzione portato 3 innovazioni fondamentali:
1) la creazione di macchine rapide e regolari per ridurre il lavoro umano
2) la sostituzione di fonti di energia da quelle animali a quelle legate alla conversione di calore in lavoro
3) nuove materie prime: sostanze minerali al posto delle vegetali.
Le conseguenze più importanti furono l’aumento della produttività del lavoro e l’aumento del reddito pro-capite. Si deve tener conto però delle condizioni per le quali la rivoluzione non si sarebbe potuta verificare.
Aumento della popolazione e innovazione agricola
Il primo da tener conto fu che la popolazione inglese crebbe lungo tutto il 700. L’agricoltura seppe far fronte a questo incremento, si procedette ad ampliare la superficie di terra coltivata, ricorrendo a bonifiche delle zone paludose. Si introdusse un nuovo sistema di rotazione che non aveva più bisogno del maggese. Sul piano della organizzazione della proprietà va segnalata la diffusione delle recinzioni, che permisero di aumentare la produzione in modo proporzionale alla crescita della popolazione.
Il grande commercio internazionale
Londra nel corso del 700, prese il posto di Amsterdam come centro degli scambi internazionali e del commercio a lunga distanza. Intorno all’Inghilterra gravitava un vastissimo sistema economico che andava dall’India all’America.
La domanda dei beni inglesi nel mondo era già molto elevata nel 700 e per qusto i produttori furono spinti a trovare nuovi metodi per velocizzare la produzione, migliorare la qualità e abbassare i prezzi dei loro prodotti. Il punto di forza del sistema inglese fu il cosiddetto commercio triangolare che aveva come vertici l’Inghilterra, l’Africa e l’America. I vascelli partivano dall’Inghilterra carichi di merci inglesi che poi venivano scambiate in Africa per schiavi neri, questi ultimi venivano poi condotti in America per scambiali con merci coloniali: zucchero, indaco, e cotone grezzo. Inoltre sono da considerare l’esportazione di manufatti britannici nelle Americhe e la vendita dei prodotti Indiani nel resto d’Europa.
Prendevano sempre più posto e valore i tessuti in cotone, infatti le tele indiane che importava la compagnia delle indie Inglese non erano da paragonare con quelle prodotte in Europa.
Le innovazioni dell’industria tessile
La crescente domanda dei tessuti in cotone fece si che l’innovazione tecnica colpì proprio questo settore. John Kay introdusse il primo miglioramento al telaio, che venne dotato di una spoletta volante. Il congegno consentiva di svolgere il lavoro di più persone con una sola. La prima novità ne l campo di filatura fu chiamata jenny e permise ad una sola donna di filare 6 o 7 fili alla volta. La jenny era un innovazione semplice e poco costosa che poterono utilizzare anche le famiglie di contadini per diminuire l’economia familiare. Il difetto principale della jenny era che produceva un filo molto sottile adatto soltanto per la trama del tessuto. Un'altra innovazione fu il frame cioè un altro tipo di macchina che produceva filato fino e più robusto più grezzo e anche più costoso.
La rivoluzione del cotone
La svolta decisiva si ebbe quando Samuel Crompton costruì una macchina in grado di produrre un filato uniforme, il nuovo macchinario venne chiamato mulo che veniva alimentato mediante la macchina a vapore. Per quanto riguarda la tessitura il procedimento non subì modifiche fino al 800. Nel 1784 Edmund Cartwright invento un telaio meccanico che poteva essere azionato mediante ruote ad acqua e macchine a vapore.
I tessuti britannici, di ottima qualità e basso costo venivano venduti ovunque sostituendo quelli indiani. Molti dei mercati mondiali erano disponibili ad essere riempiti dai tessuti britannici.
Vapore, ferro e carbone
I primi tentativi di sfruttare l’energia del vapore vennero compiuti nel industria mineraria. L’estrazione del carbon-fossile aveva ottenuto un importanza notevole, ma il lavoro in miniera era ancora pericoloso: gas di vario tipo potevano uccidere i minatori on esplosioni e le gallerie erano perseguitate da allagamenti. Thomas Newcomen inventò la macchina atmosferica automatica che utilizzava il vapore per azionare una pompa ispiratrice. Questa macchina presentava numerosi difetti. James Watt perfezionò la macchina rotativa a doppio effetto, che trovò impiego nell’industria siderurgica, nei cotonifici, e nei trasporti, sfruttando l’energia del vapore.
All’inizio del 700 il principale problema che gravava per la produzione del ferro era che si faceca ancora uso del carbone a legna, che obbligava le industrie a spostarsi nelle zone boschive. La principale innovazione fu l’uso del coke piuttosto che la legna. In seguito con i nuovi metodi di lavorazione della ghisa (puddellaggio e laminazione) l’industria inglese non fu più obbligata a spostarsi nelle zone boschive ma a situarsi nelle principali regioni produttrici de carbone.
La nascita della ferrovia
La ferrovia nacque dalla necessità di portare il coke dalle miniere ai porti. In Inghilterra si costruirono i primi binari ci cui venivano fatti scorrere dei carrelli carich8i di carbone trainati da cavalli. L’inventore della locomotiva a vapore George Sthepenson, che venne perfezionata e utilizzata nella linea che collegava Manchester con Liverpool che va considerata come la 1° ferrovia. L’industria della ferrovia richiedeva enormi capitali che vennero versati dai privati. La costruzione della linea ferroviaria diede lavoro ad un numero elevatissimo di operai.
La fabbrica moderna
La rivoluzione cambiò in modo drastico la vita degli inglesi, la maggioranza dei quali fu condannata a vivere in condizioni infernali. Poiché era una sola macchina a vapore che azionava diversi strumenti di lavoro, il processo produttivo portò ad una concentrazione di mano d’opera in un unico luogo, la fabbrica distinta dalla ciminiera. La fabbrica comportò una divisione del lavoro col risultato che l’artigiano venne sostituito da un esercito di operai che compivano operazioni molto semplici. Il primo risultato di questa trasformazione fu il massiccio impiego di donne e bambini nel processo di produzione. Si verificò un grande spostamento della popolazione nelle città dove c’erano le fabbriche. I lavoratori dovevano lavorare per 13-14 ore al giorno in ambienti rumorosi e malsani. Le nuove industrie erano prive dei più elementari servizi. Nei quartieri operai dove regnavano miseri e sporcizia, nuove malattie si propagarono.
La rivolta luddista
Si sviluppò in Inghilterra un moto di protesta chiamato luddismo (forma di protesta operaia) era un movimento primitivo che comportò per lo più la distruzione delle macchine. Era una rivolta di tessitori e contadini desiderosi di manifestare il loro malcontento, in una situazione delicata per l’economia inglese. Il blocco continentale messo da Napoleone nei confronti dell’Inghilterra raggiunse il massimo della propria forza, che provocò notevoli disagi alla popolazione. Il luddismo fu ribellione per le cattive condizioni in cui il popolo si trovò a vivere in tempo di guerra.
Le prime proteste operaie
Alla fine del 700 tutti i governi erano spaventati dalla possibile rivolta in massa degli operai contrari al volere dei datori di lavoro. In Inghilterra vennero emanati i Combinations Act, che vietavano l’associazionismo operaio. Per diversi anni ogni protesta operaia venne repressa senza pietà. Il clima politico cominciò a cambiare solo nei primi decenni del 800 in cui vennero abrogati i Combinations Act. Cominciarono a nascere le prime associazioni nazionali per la protezione dei lavoratori (trade unions).
Le prime leggi di tutela dei lavoratori
Il parlamento approvò il Reform Act permetteva a un numero più elevato di cittadini di votare. In seguito il Factory Act introdusse le prime forme di tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro. Nell’industria tessile venne vietata l’attività notturna e la giornata non poteva superare un limite fissato di ore. Venne inoltre proposta al parlamento una nuova Carta del Popolo capace di offrire anche alla povera gente liberà e giustizia.

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