Riscrittura di Narciso e Boccadoro

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Testo

GIORDANO DAVIDE
SCRITTURA CREATIVA
RIELABORAZIONE DEL LIBRO “NARCISO E BOCCADORO”

L alba di quella mattina fu indimenticabile per boccadoro: la prima alba senza le
persone che fino ad allora lo avevo sorretto nella vita e lo avevano tenuto come in
una sfera di cristallo fuori dai pericolo dei nostri giorni, Boccadoro amava i suoi
genitori piu di se stesso ma per un destino ingiusto per l’ errore di un uomo ubriaco
al volante persero la vita. Da quel momento per lui iniziava una nuova vita senza
quel guscio in cui era racchiuso, quella sciagura lo aveva fatto crescere, cosi dopo
aver preparato le valige parti da casa sua verso Lanciano una piccola cittadina
Abruzzese dove lo aspettavano i suoi nonni materni ai quali era stato affidato. Sul
pullman che lo avrebbe portato verso la sua nuova dimora boccadoro provava
emozioni contrastanti: la rabbia era quella che di più faceva ardere il suo spirito di
vendetta, un altro sentimento era quello della solitudine si sentiva perso senza
avere vicino i genitori poiché sapeva benissimo che i nonni che fino a quel
momento vedeva a natale e a pasqua poiché non accettarono mai la sua nascita non
avrebbero cambiato idea su di lui. Iniziarono a passare settimane da quel tragico
giorno e Boccadoro si divideva in due persone il ragazzo taciturno e schivo in casa
con i nonni e il ragazzo estroverso e socievole a scuola. Iniziava a conoscere i nuovi
compagni di classe tranne che uno Narciso il quale aveva un carattere molto
introverso e misterioso. Un giorno Boccadoro per curiosità alla fine delle lezioni si
avvicinò a Narciso per chiedergli dove abitava, a quella domanda il giovane rispose
con un bigliettino nel quale vi era scritto un indirizzo di posta elettronica.
Boccadoro era molto confuso da quel pezzo di carta pero curioso del fare di narciso
dopo essere tornato a casa aggiunse all’ elenco dei suoi contatti web anche quello.
La stessa sera Boccadoro mentre si trovava al pc ricevette un messaggio da
narciso, il quale si scusava della sua presentazione a scuola ma spiegava come a
scuola non volesse avere rapporti con nessuno dato che sono tutti dei grandi
ipocriti poiché fanno una bella faccia e poco dopo ti si avventano contro,
Boccadoro un po’ perplesso chiese come mai non fosse stato ritenuto anche lui un
doppia faccia. Narciso spiego al suo compagno di avere la capacita di conoscere le
persone al primo sguardo di riuscire a capire cosa cercano veramente e per
boccadoro capi che c era bisogno solo di un amico con cui condividere segreti,
esperienze o semplicemente compagnia. Alla fine della conversazione Narciso
invitò Boccadoro a fare una passeggiata
nelle campagne lancianesi con il presupposto di conoscersi meglio il giovane
accettò senza esitazione. Cosi il giorno seguente alla fine delle lezioni nelle quali
Narciso mantenne le distanze per non avere problemi con gli altri compagni si
trovarono vicino casa dei nonni di boccadoro che abitavano sulle colline. Uno
spettacolo stupendo risplendeva negli occhi dei due giovani: il tronco ondulato e
fine che terminava con grappoli color rosso-porpora delle splendide viti che
risaltavano con gli altri magnifici colori della capagna tipica della zona
mediterranea. Boccadoro si sentiva a suo agio e spiegava come la cosa che più lo
colpi nella prima settimana del suo arrivo fu la leggerezza che tutti i giovani hanno
riguardo alla vita in confronto alla grande frenesia del nord, narciso spiego a
boccadoro come per tutti ragazzi di quella età contasse molto il mondo delle
sensazioni e quello del piacere che come unico mezzo d arrivo c’è la donna.
Boccadoro che fino a quel momento pronunciava molto poco la parola ragazza era
sbigottito al pensare che un unico individuo potesse scatenare delle cosi forti
reazioni, curioso chiese a narciso se lui fosse stato mai baciato da una ragazza, egli
rispose di si e ripiego la domanda verso boccadoro il quale con molta timidezza
rispose di no, alla risposta narciso si mise a ridere e disse che i giovani del nord
pensano a tutti i modi x provare euforia quando invece una forte emozione te la può
dare una ragazza.
Ormai erano parecchie ore che i due amici passeggiavano cosi tornati al punto
iniziale Narciso chiese a Boccadoro se sabato sera gli sarebbe piaciuto partecipare
ad un party sulla spiaggia che si sarebbe tenuta a fossacesia un paesino a pochi
chilometri da Lanciano, Boccadoro era sicuro che i suoi nonni non lo avrebbero mai
lasciato andare a quella festa cosi spiego a narciso la sua impossibilità a venire.
Dopo aver accompagnato a casa boccadoro, narciso pensava a quel ragazza che
tanto lo aveva colpito per quel suo essere interiore infatti aveva capito che
Boccadoro dentro di se aveva una fiamma che aveva solo bisogno di essere
alimentata attraverso passioni travolgenti ed era sicuro che quel giovane fosse nato
per vivere qui e non in quel posto frenetico che egli aveva descritto prima.
Nel frattempo Boccadoro non perse neanche tempo a chiedere ai suoi nonni il
permesso di andare a quella festa, cosi si chiuse in camera sua a riflettere su quel
tipo di sensazioni che erano descritte da narciso con
tanta abilità, sicuramente non erano alla pari del semplice concetto di felicità o
allegria allora in lui scattò una voglia irrefrenabile di provare quel tipo emozione
poiché fino a quel momento l unica sensazione forte che aveva mai provato era
stata la vendetta che lo faceva ardere d ira nei confronti di quel pirata della strada.
Passarono 2 giorni e nella testa di Boccadoro vi era ancora il desiderio di provare
quella sensazione capace di unire il piacere fisico a quello mentale pero sapeva
anche che l unico modo per sperimentare quel tipo di emozione era stare insieme a
Narciso. cosi arrivo sabato della festa e Boccadoro soffriva poiché gli sarebbe
piaciuto moltissimo parteciparvi, cosi decise di andare a letto subito dopo aver
cenato cosi da non pensare piu a quello stupido party, ma,verso le undici di sera il
cellulare di Boccadoro si illuminò e comparve l icona di un sms, il ragazzo un po
intontito prese il cellulare in mano e lesse il messaggio che gli era stato inviato da
Narciso il quale gli disse di prepararsi che fra cinque minuti sarebbe passato a
prenderlo. Boccadoro si trovava davanti ad una scelta difficile uscire senza
permesso da quella casa che gli dava riparo ma no di certo la felicità o scoprire
nuove emozione che lo avrebbero potuto aiutare a rimuovere quel ricordo che ogni
giorno lo tormentava, egli scelse per la seconda, cosi in pochi minuti si vestì e dopo
essere saltato fuori dalla finestra apettò Narciso alla fine del viale.
Era la prima volta che faceva qualcosa senza permesso dei genitori, ma quella fuga
lo faceva sentire bene non gli faceva pensare a quel dolore immenso che si portava
dietro; appena Narciso arrivò di fronte a Boccadoro gli esclamò: Intimidito dalla
domanda rispose: > Poi però aggiunse con tono altezzoso > Dopo un attimo di silenzio molto
imbarazzante Narciso esortò il suo coetaneo a salire. Boccadoro durante il tragitto
pensava a quella risposta che aveva dato prima all’ amico: quel modo di fare non
era da lui, ma era l’ unico modo per non sembrare il solito sfigato.
Giunti a destinazione Narciso fece strada dentro la villa poiché il vento rendeva
impossibile lo stare in spiaggia. Non appena entrò in quella casa molte persone
puntarono il loro sguardo verso Boccadoro, con molta timidezza si andò a sedere
su una sedia, sapeva che fino a quel momento non aveva fatto una gran figura,
dentro di se aveva il desiderio di apparire come qualcuno di importante: voleva
essere popolare. Così guardatosi intorno andò da due ragazzi e chiese loro: >
I due ragazzi un po’sorpresi tirano fuori dalla tasca uno spinello e uno gli disse :
>
Bocadoro rispose >;
Narciso giunto sul posto per caso impallidì dalla scena che aveva appena visto,
dopo pochi secondi andò verso narciso e dopo averlo preso per un braccio lo portò
in una stanza e gli gridò:>.
Alla fine di quelle parole il ragazzo non resistette e scoppiò in un pianto quasi
liberatorio, aveva troppi pensieri per la testa e quel suo comportamento era tutta
una schermatura poichè egli non voleva sembrare quel ragazzo debole, non voleva
esplicitare quello che aveva dentro sarebbe stato considerato senza vigore, ma lui
era cosi non poteva farci nulla era la sua personalità.
Boccadoro dopo quel pianto cominciò a spiegare il vero motivo del suo
trasferimento in Abruzzo: infatti egli in principio disse a Narciso come il suo
spostarsi in Abruzzo dai nonni era dovuto da l impossibilita di essere curato dai
propri genitori dato che erano direttori di una azienda estera; inoltre disse all’ amico
anche il motivo di quel suo comportamento, Narciso rispose dicendo:Indicandogli con il dito una lacrima che ancora tentennava
a cadere > Così appoggiò la sua
mano sul petto di Boccadoro>. Boccadoro non
rispose, cosi la discussione terminò con un abbraccio.
Narciso accompagnò a casa il ragazzo ancora apparentemente scosso dalla crisi di
pochi istanti prima. Tornato a casa Boccadoro promise a se stesso che da quel
momento in poi non a avrebbe cercato di essere qualcun altro, ma semplicemente
di comportarsi come aveva sempre fatto ormai non gli importava più dell’ apparire
poichè sapeva che aveva un amico che lo riteneva forte nel cuore.
Passarono mesi da quel giorno e Boccadoro rispettò in pieno la promessa fatta a se
stesso. Il giovane cominciò a uscire insieme alla compagnia di amici di Narciso e si
trovava molto bene con loro. Nell’ uscire tutti i giorni con Narciso si accorse che
tutte le ragazze lo guardavano e ammiravano anche se lui non proprio quel ragazzo
stupendo dal viso dolce, stupito da questo tipo di reazione chiese all’ amico: Il compagno rispose accennando un mezzo
sorriso:>Poi aggiunse: _>
_>
Narciso allora disse:_
_>
_>
_ A quella affermazione Narciso rispose:
_> Dopo questa frase Boccadoro capì che doveva buttarsi e provare.
IL giorno seguente dopo le lezioni i due amici si ritrovarono in rosticceria per
mangiare un boccone, mentre ordinavano le pietanze Narciso avvisò Boccadoro che
venerdì si sarebbe tenuta una festa a casa di Matteo un loro amico che faceva parte
della loro compagnia: era l’ occasione perfetta per provarci con Angela infatti anche
lei sarebbe venuta alla festa. Allora Narciso ebbe una idea grandiosa: _>
>
>
>
>.
Con un po’ di timidezza Boccadoro si avvicinò alle due ragazze e dopo un fissarsi
imbarazzante chiese ad una:> La ragazza guardò l amica e si mise a
ridere, Boccadoro arrossito tornò al tavolo a mani vuote, Narciso scalpitava a
vedere cosa era riuscito a fare l amico allora gli disse: >

> Dopo la breve discussione Narciso esortò l
amico ad alzarti ed a seguirlo verso le due ragazze. Appena arrivo davanti alle due
ragazze toccò la sciarpa di una e commentò:> Dopo quelle parole la ragazza si presentò lei stessa a Narciso cosi
subito dopo ottenne il suo numero.
Quando tornarono al tavolo Narciso chiese a Boccadoro se aveva capito come si
approcia una ragazza, quest’ ultimo ancora incredulo dell’ accaduto fece un cenno
con la testa per rispondere.
I giorni passarono e Narciso intanto continuava a dare consigli all amico. Arrivo
venerdi così Boccadoro dopo aver ricevuto il permesso di partecipare alla festa dai
suoi nonni, si trovò come accordo a casa di Narciso per le ultime sistemazioni ai
capelli ed ai vestiti. Arrivati a casa dell amico Boccadoro rimase senza parole alla
vista di Angela, sicuro di sé si avvicino per salutarla con il consueto bacio sulla
guancia, quella apprezzo molto il gesto inaspettato e inizio subito a parlarci: >
>
>
>.
Cosi dopo un breve parlare Angela fece cenno a Boccadoro di seguirla, dopo pochi
metri quella si fermò in una stanza e dopo essersi assicurati che fosse vuota disse
al ragazzo: >. Cosi appoggiò le sue mani sulle guancie di
Boccadoro e con molta passione lo baciò. Appena le sue labbra sfiorarono quelle
della ragazza provo una sensazione intensa forte ma non ancora pari a quella di
vendetta.
Non fu l unico bacio che ricevette quella sera da Angela infatti continuarono a
scambiarsi effusioni lungo tutto il corso della festa. Finito il party Boccadoro salutò
adeguatemente Angela e salì sul motorino di Narciso poiché avrebbe dovuto
dormire a casa sua. Arrivati a casa Boccadoro spiegò a Narciso cosa era successo,
ma spiegò anche la sua delusione poiché quel rapporto non superava lo stato d
animo che provocato dalla vendetta. Cosi disse a Narciso di voler cercare una
donna capace di fargli provare una sensazione pari quella che lo aveva fatto stare
male per molto tempo, Narciso disse come le possibilità per condurre quel tipo di
speculazione le aveva però lo ammoniva di valutare prima il rapporto che si era
instaurato con Angela.
La mattina dopo Boccadoro pensando alla festa alle parole di Narciso rimase molto
perplesso, cosa doveva fare: seguire il consiglio di Narciso e valutare la situazione
tra lui ed Angela? O iniziare a cercare un qualcosa paragonabile a un turbine di
passione? Dopo vari ripensamenti scelse la seconda e decise che l unico modo era
staccarsi un po’ da Narciso, cosi da potersi dedicare solo alle ragazze.
Pochi giorni dopo Boccadoro decise di darsi subito da fare, allora alla fine delle
lezioni rimase fuori da scuola ad aspettare qualche ragazza capace di colpirlo.
Solo una attirò la sua attenzione: Arianna una ragazza due anni più grande di lui
non che una delle fanciulle più carine dell’ istituto.
Dopo essersi presentato la invitò ad uscire un giorno, ella accettò cosi si diedero
appuntamento per il giorno seguente. Boccadoro credeva che magari una ragazza
più matura poteva dargli ciò che lui cercava,
Uscendo con lei Boccadoro provava molte sensazioni: dalla popolarità, all’ invidia
che gli altri provavano verso di lui, cosi la storia proseguì per un mese, però il
giovane stando con lei iniziò a prendere una cattiva piega, inizio a fumare e bere e
quel rapporto distruggeva sempre più il suo corpo, oramai Boccadoro non pensava
più a cercare la donna capace di farlo sognare e di fargli dimenticare ogni cosa ma
pensava di più al piacere fisico che quella donna poteva donargli.
Boccadoro stanco del rapporto con quella ragazza la lascio per tuffarsi in un'altra
storia. In quel periodo aveva adocchiato Chiara una sua coetanea che frequentava i
suoi stessi locali. Pochi giorni dopo chiedendo a Chiara di uscire Boccadoro
ricevette il suo primo rifiuto al sentire quelle parole il giovane si infuriò e gridando
disse:>
Subito dopo la sfuriata Il giovane guardo la ragazza negli occhi: erano gli occhi di
una persona spaventata a morte cosi pensò a quello che era diventato e pensò alla
promessa che aveva fatto a se stesso, cosi scoppiò in lacrime e dopo essersi
scusato con Chiara, iniziò a sentire un dolore dentro, verso la zona cardiaca quella
zona dove l amico Narciso aveva detto che era la sua fonte di forza.
Passarono giorni ma Boccadoro era sempre più depresso anche a scuola diventava
rara la sua presenza. Voleva andarsene via da tutto e tutti ritornare in quel posto
dov’ era nato e cresciuto senza una personalità.
Decise di partire ma prima di farlo voleva scrivere un messaggio a quell’ amico che
lo aveva fatto stare bene,che lo aveva fatto ambientare , che gli aveva insegnato
tutto ma anche a quell amico che aveva solo deluso.
Cosi gli scrisse:

Esempio



  



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