Riassunto de "il gabbiano Jonathan Livingston"

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano

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Testo

R.Bach, Il Gabbiano Jonathan Livingston , Rizzoli, 1977, pagine 103, € 7.00

Parte prima:
Il gabbiano Jonathan Livingston non era un gabbiano come tutti gli altri,lui era diverso. L’unica sua preoccupazione nella vita era quella di imparare tutto quello che si poteva sapere sull’arte del volo. Lui non volava per mangiare come tutti i suoi compagni dello stormo Buon Appetito, lui passava le sue giornate imparando a volare ad alte velocità e scoprendo la gran volta , la vite orizzontale, la virata imperiale ecc. Aveva più volte giurato che sarebbe stato un gabbiano normale ma questa promessa l’aveva sempre infranta. Una sera, tornato felice presso lo stormo, fu chiamato dall’anziano mentre tutti i componenti dello stormo erano riuniti in assemblea generale. Essere chiamati al centro dell’assemblea significava essere meritevoli di grande vergogna o di grandi onori. Il gabbiano Jonathan però venne messo alla gogna ed esiliato dallo stormo. Così passò le sue giornate lontane dallo stormo ad apprendere nuove nozioni sul volo e l’unica cosa che gli pesava era la solitudine.
Un giorno, durante uno dei suoi voli, venne avvicinato da due gabbiani bravi a volare come lui che gli dissero di seguirli in un luogo dove poteva imparare senza divieti nuove lezioni sul volo,Jonathan Livingston fece prua verso l’alto e li seguì.
Parte seconda:
Arrivato sul posto, a Jonathan parve quasi di essere in paradiso nel vedere quella scogliera frastagliata intorno alla quale volavano circa una dozzina di gabbiani. Egli era proprio contento e si sentì subito benvenuto. Una sera, dopo aver fatto delle lezioni con il suo maestro Sullivan, si avvicinò alla scogliera e chiese all’anziano Ciang se questo fosse il paradiso. Egli rispose che il paradiso è raggiungere la perfezione e per Jonathan, a cui piaceva volare forte, il paradiso era raggiungere la velocità perfetta. Ciang si prese Jonathan come allievo poiché voleva volare come lui ed arrivare in qualunque posto in un batter d’occhio. Jonathan, da quando era l’allievo di Ciang, assimilava le nozioni alla velocità di un computer fino a quando, purtroppo. il maestro morì. Il gabbiano Fletcher Lynd era un po’ come Jonathan, poiché come lui fu esiliato dallo stormo “per qualche evoluzioncella” . Egli rimuginava tra sé sul torto subito e, volando, fu accostato da un gabbiano bellissimo che volava senza alcun sforzo, allora questi gli chiese se era disposto ad amare tanto il volo da dimenticare i torti subiti per poi tornare allo Stormo ed istruire sul volo anche tutti i suoi compagni.
Parte terza:
Fletcher era quasi perfetto come allievo: forte,leggero e veloce. Sei mesi dopo egli aveva sei allievi tutti pieni di passione. Trascorso un altro mese Jonathan era convinto che erano pronti per tornare a casa. Una volta lì lo sguardo di 8000 gabbiani erano tutti su di loro e dopo un’ ora arrivò l’ordine dell’anziano: la consegna era di ignorarli. A un mese dal ritorno, il gabbiano Maynard chiese loro di insegnargli a volare perché non riusciva a muovere la sua ala, ma Jonathan riuscì a farlo volare perché il corpo è libero di volare. Una settimana dopo, mentre Fletcher impartiva una nozione di volo alle matricole, si trovò nella sua rotta un gabbiano ai primi voli e fu costretto a virare a 200 miglia orarie contro una roccia di granito. Quella roccia era per lui la soglia per andare in un altro mondo, ma all’altro mondo egli sentì la voce di Jonathan che gli spiegò che non era morto ma aveva cambiato un po’ bruscamente livello di conoscenza. Questi gli chiese se voleva tornare indietro e lui acconsentì. Incominciò a stiracchiarsi le ali e tutti i gabbiani intorno inneggiarono a Jonathan come al diavolo che ha fatto resuscitare Fletcher. Così si alzarono in volo e presero il largo. In volo Jonathan salutò Fletcher e gli disse di farsi degli allievi e di imparare loro tutto del volo mentre lui sarebbe volato in un altro stormo a imparare anch’egli nozioni di volo a coloro che volevano apprendere.

L’alunno Marco Menicagli

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