relazione di "Storia di una Capinera" Giovanni Verga

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:31.01.2007
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Testo

Margherita Vero 2 A
“Storia di una Capinera” è stato scritto da Giovanni Verga sottoforma di romanzo epistolare. La vicenda si svolge nella seconda metà del 1800 (precisamente tra il 1854 e il 1855) e si articola prima nella campagna fuori Catania, dove i protagonisti si erano rifugiati dal colera, poi nella città stessa, dove tornano a pestilenza terminata. L’autore ci fornisce un introduzione in cui ci chiarisce il titolo del romanzo stesso: una capinera viene uccisa dai suoi stessi padroni che, tenendola prigioniera in una gabbia, la isolano dal mondo provocando in lei un grande vuoto, incolmabile anche dal cibo che le veniva dato.
Maria è un’educanda orfana di mandre che, a causa di una pestilenza scoppiata a Catania, si trasferisce dal convento nella casa di campagna di suo padre con i suo fratelli e la sua matrigna. Per tutta la durata del soggiorno a casa del padre, Maria invia delle lettere alla sua amica Marianna, conosciuta nel convento, che costituiscono l’intero romanzo.
Nella parte iniziale la protagonista descrive minuziosamente all’amica le sue nuove e emozioni: la vita di campagna era molto diversa da quella del convento. Maria si sente libera e ogni minima nuova esperienza, quali correre per i prati e ascoltare il dolce canto degli uccelli, suscita in lei forte emozioni. Da questo noi capiamo come la vita del convento fosse monotona e come opprimesse l’animo di questa solare adolescente che doveva ancora scoprire molti dei sentimenti che tra le mura del convento non potevano essere espressi.
L’equilibrio e la felicità ritrovati in campagna della ragazza vengono improvvisamente turbati dalla conoscenza del figlio dei loro vicini, Antonio chiamato da tutti Nino. Maria senza accorgersene si innamora perdutamente di questo. Dentro di lei due sentimenti si oppongono: da una parte la voglia di vederlo in ogni istante, dall’altro la consapevolezza di provare delle emozioni proibite a una ragazza come lei. Questa considera se stessa una peccatrice e prova rabbia dei confronti di se stessa ma sa di non poter impedire al suo cuore di amare Nino. Lo sconforto della ragazza aumenta quando il ragazzo le fa intuire come i sentimenti che lei prova siano corrisposti da lui.
Durante l’apice del suo amore a Maria viene vietato dalla matrigna di vedere gli ospiti della famiglia perché la donna considerava questo non adeguato a una ragazza promessa a Dio. Questo divieto diventa per Maria un ossessione: le giornate sono trascorse chiusa nella sua stanza con la speranza di udire almeno la voce del suo amato dalla sala. Questa situazione drammatica unita alla fragilità fisica di Maria la portano ad ammalarsi. La giovane passa lunghi mesi in condizioni molto critiche, tanto da non accorgersi della visita che Marianna le fa nella casa di campagna. Nel frattempo l’epidemia era terminata e Maria viene riportata nel convento. Questo luogo viene visto dalla protagonista come una prigione, la sua vita prosegue monotona con l’unico obbiettivo di incontrare l’uomo amato. La condizione fisica e mentale della ragazza sono ancora critiche. Maria prende i voti: questo è per lei un avvenimento tragico. È consapevole di non desiderare di vivere la sua intera vita nel convento, è sola e il suo pensiero è sempre rivolto a Nino. La ragazza però non riesce a reagire perchè frenata dai sensi di colpa. Subito dopo aver preso i voti a Maria giunge una notizia che farà precipitare nuovamente la sua salute: Nino si sarebbe sposato con sua sorella Marianna. Maria prova per la prima volta rabbia e invidia contro la sorella: per questo la ragazza si sente doppiamente peccatrice.
La vista del suo amato sposato con la sorella provoca nella giovane una stretta al cuore: la sua condizione fisica precipita. Maria non ha le forze neanche per reggersi in piedi. Il dramma interiore della ragazza la porta alla pazzia e successivamente alla morte.Maria ama alla follia il suo Nino fino alla morte a cui si abbandona stringendo fra le dita i petali di quella rosa che lui le aveva donato.
È proprio così che è morta la capinera: nessuno aveva capito cosa questa provasse veramente e quali fossero realmente i suoi desideri.

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