relazione de "i malavoglia"

Materie:Altro
Categoria:Italiano
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Data:07.02.2006
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Testo

I MALAVOGLIA
AUTORE: Giovanni Verga
TITOLO: I Malavoglia
DATA di COMPOSIZIONE: 1881
PERSONAGGI: Maruzza, moglie di Bastianazzo (è molto magra e per questo è soprannominata “La Longa”); Bastianazzo, padre di Luca, Mena, Alessi, ‘Ntoni, Lia (morirà prematuramente durante una tempesta); Luca, bravo ragazzo, morirà nella battaglia navale di Lissa; Lia, ragazza poco seria per la mentalità di allora (scappa quando viene a galla la sua relazione con don Michele); Mena, bravissima ragazza, passa il suo tempo al telaio (per questo soprannominata “Sant’Agata) o aiutando la madre nelle faccende domestiche; ‘Ntoni, il maggiore dei figli, si lamenta della vita paesana sognando la città, convinto che essa dia molte ricchezze, ma cambierà presto idea; Alessi, anch’egli gran bravo ragazzo, riacquisterà la casa del nespolo; padron ‘Ntoni, uomo anziano ma molto saggio e lo dà a vedere per mezzo dei suoi innumerevoli proverbi.
DIMENSIONE SPAZIO – TEMPORALE: La vicenda si svolge principalmente ad Aci Trezza in un arco di tempo che va dal 1863 al 1878.
TRAMA: Questa è la storia di una famiglia di umili pescatori che vivono ad Aci Trezza, in Sicilia. Mentre ‘Ntoni si assenta per il servizio militare, i Malavoglia (lo pseudonimo col quale è conosciuta la famiglia Toscano) per cercare di aumentare i loro scarsi guadagni, acquistano un carico di lupini, comprati a credito e caricati sulla loro barca, la Provvidenza. Ma durante la traversata dalla Sicilia alla penisola italiana, si scatena una tempesta, la causa della morte di Bastianazzo, il principale sostegno della famiglia. I già gravi problemi economici peggiorano a vista d’occhio, la vedova Maruzza, i cinque figli e il nonno cercano invano di migliorare la propria situazione pagando il debito e riparando la barca. Intanto alla famiglia viene data la notizia di una nuova disgrazia: la morte di Luca nella battaglia navale di Lissa. Inoltre sono anche costretti a vendere la povera abitazione, la casa del nespolo, per cercare di pagare i debiti. Anche il da tanto tempo progettato matrimonio di Mena va in fumo per motivi di interesse economico. Ogni volta che la situazione sembra migliorare, nuove disgrazie si abbattono sulla famiglia: la morte di Maruzza a causa di un’epidemia di colera, la morte di padron ‘Ntoni, l’arresto del giovane ‘Ntoni che si era dato al contrabbando, la fuga di Lia in città quando viene scoperta la sua relazione segreta con don Michele… Solamente Alessi, l’unico che si è rifiutato di fare un salto di qualità e si è accontentato della sua povera esistenza, riuscirà alla fine a riacquistare la casa del nespolo, salvandosi dal fallimento che si è abbattuto sul resto della famiglia, mentre il fratello ‘Ntoni, uscito dalla galera, se ne andrà per sempre dal paese.
TEMATICHE: In questo romanzo troviamo una tematica umile, legata al mondo paesano e soprattutto alle disgrazie di una povera famiglia di pescatori. Verga vuole sottolineare, come si è potuto leggere in “Fantasticheria”, il cosiddetto “ideale dell’ostrica”, secondo il quale il destino “butta” la varie persone in vari posti diversi, come le ostriche sono buttate sugli scogli dalle onde, e da lì non si possono staccare, altrimenti avrebbe fine la loro vita. E questo vale anche per gli uomini, i quali devono accettare la loro sorte, senza voler cambiare la propria situazione.
GIUDIZIO: Verga , pur avendo lasciato un’indelebile impronta nella letteratura italiana, è sempre stato una persona con una visione della vita molto pessimista. Egli ha uno stile alquanto essenziale, escludendo così ogni traccia di sentimento e soggettività. Come dice in “Fantasticheria”, devono essere le cose a porsi davanti al lettore così come sono, non già intrise di un ideale che quindi gli viene imposto. Molti considerano questo romanzo un “mattone”, secondo me, invece, è proprio il contrario. Apprezzo molto lo stile di Verga, asciutto e senza troppe complicanze e penso che sia uno dei migliori romanzi della letteratura italiana e straniera.

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