Recensione libro: Il giovane Holden di J. D. Salinger

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

Pivato Nicola 2A IPSSS
Recensione di un libro:
IL GIOVANE HOLDEN
Titolo:
IL GIOVANE HOLDEN
Autore:
JEROME DAVID SALINGER, (New York 1919), scrittore statunitense. Salinger deve la sua celebrità al romanzo Il giovane Holden (1951). Scrisse anche alte opere e intorno alla metà degli anni Sessanta, dopo la pubblicazione di alcuni racconti su rivista, Salinger ha deciso di uscire dalla pubblica scena delle lettere e di non pubblicare più nulla.
Edizione:
Speciale per la Repubblica – Torino – 2002
La trama:
Holden Caulfield è un ragazzo di circa diciassette anni proveniente da famiglia borghese (il papà è avvocato, il fratello maggiore è uno scrittore) viene cacciato, prima di Natale, della prestigiosa scuola di Pencey a causa del suo scarso rendimento scolastico e, prima di ritornare a casa e dare la notizia ai suoi genitori e all’ amata sorellina Phoebe, ha a disposizione tre giorni. Vi starete chiedendo, ma quante cose possono accadere in tre giorni ad un ragazzo di diciassette anni, ribelle e coraggioso, che abbandona la scuola per l’ennesima volta, e si aggira per la sua New York, apparentemente senza meta ma con un progetto ben definito? Voi penserete che siano poche, ma in realtà, come dimostra Salinger sono tantissime… Holden, o meglio il “vecchio” Holden, come a lui piaceva chiamare la gente, ci accompagna in questa sua avventura, raccontando questi tre giorni con una tale semplicità e spontaneità, leggendo, quasi vi sembra di stare ad ascoltare un vostro amico raccontare cosa ha fatto negli ultimi tre giorni! Holden vaga per la città entrando in bar, cinema, alberghi, case di amici, bevendo alcolici, ballando, incontrando vecchi compagni di scuola, professori, fidanzate, suore e prostitute, in cerca di un dialogo con adulti “intelligenti”: incontra due suoi ex professori, uno all’inizio che gli fa la predica e uno verso la fine che gli fa un bellissimo discorso moralista. Incontra una sua ex fidanzata e un suo vecchio compagno di classe il più intelligente, ma nemmeno con loro riesce a instaurare il dialogo che cercava, lo stesso anche con la prostituta e con le suore, sempre in cerca di qualcuno con qui valesse la pena palare e forse solo la suora e il secondo insegnante gli danno un po’ di soddisfazione. Holden passa questi giorni in maniera molto intensa tra un appuntamento e l’altra, tra discussioni e riflessioni interi, attraverso i quali ripensa ai tanti momenti tristi e felici della sua vita, su qualche vicenda si ferma a sorridere, mentre su altre, ha uno sguardo di odio e rabbia. La trama è “tutta qui”. Il libro, infatti, non vuole colpire per chi sa quale storia intrecciata, (anche se in certi punti è da apprezzare anche quest’aspetto) ma per il via e vai di sentimenti che attraversano il protagonista nei vari momenti della vicenda. Holden, fantastica, progetta di andare a vivere in una casetta isolata, in un posto tranquillo, magari in California. Alla fine però, in un momento di smarrimento totale, mentre è al luna park con la sorella, rimane sotto la pioggia, si bagna fradicio e si becca la polmonite. È costretto, quindi, a ritornare a casa, e seguito da una psicoanalista.
Il personaggio di Holden:
Holden Caulfield, è un ragazzo di diciassette anni, non si sa molto dal punto di vista fisico, solo che ha un ciuffetto di capelli bianchi e facilmente s’intuisce, che il suo fisico è prominente (varie volte, mentre era al bar, racconta di alzarsi in piedi per aumentare l’età e poter così bere alcolici). Holden, veste molto bene, sempre con calzoni, camicia, giacca, cravatta. Camminando per strada, indossa con un lungo soprabito e un buffo capello rosso da cacciatore.
Il padre fa l’avvocato, la madre è casalinga, il fratello maggiore scrittore e vive a Hollywood, un fratello che amava molto è morto; infine ha anche una sorellina con la quale ha un ottimo rapporto, da lei Holden è tornato, non voleva partire senza aver salutato la sua adorata sorellina…
Tornando a parlare di Holden, sappiamo che è una persona molto intelligente, riservata, non è uno di quei tipi che fanno follie, che se ne vanno via al sabato sera, trovano una ragazza e la portano a letto (oltretutto era ancora vergine), è un ragazzo che sta sulle sue. Questo, non significa che non gli piaccia divertirsi, anzi gli piace rischiare, ama la vita mondana, bere e ballare. Holden è quindi un ragazzo “dalle due facce”, intellettuale nei discorsi e in cerca di un dialogo profondo e sincero con gli adulti, ma che si sa abbandonare al divertimento, forse per evadere dalla realtà della sua vita così opprimente; Holden, infatti, sta attraversando un momento un po’ infelice, ma con i sui sogni guarda al futuro in maniera ottimista. Le ansie di Holden, sono le ansie di tutti i giovani di qualsiasi generazioni: l’incomunicabilità con gli adulti, il desiderio di essere accettati, la distanza generazionale. Salinger senza dire, o esprimere esplicitamente questi grandi “problemi” dei giovani, ce li fa capire attraverso i dialoghi, le riflessioni di Holden, che diventa così il modello di ragazzo adolescenziale che tutti sono, facendo del libro Il giovane Holden, un “manuale d’istruzione per l’uso dell’adolescenza” che non è solo un periodo della vita, etichettato con quel nome, ma diventa un momento di formazione interiore, dove quello che ti succede, condiziona tutto il resto. Holden sono io, sono i mie amici, in Holden si può riconoscere qualsiasi adolescente; Holden è uno di noi, perché Holden è come noi!
Aspetti del romanzo rilevati:
È indubbiamente chiaro che Il giovane Holden sia considerato un capolavoro!
Per iniziare, c’è da osservare che il libro è scritto in prima persona, ed è scritto talmente bene che sembra quasi di stare ad ascoltare un amico che ti racconta le sue avventure. La spontaneità con cui Salinger scrive, aiuta molto il lettore a non annoiarsi, grazie ad un linguaggio scorrevole, alla narrazione delle sue avventure (che segue la fabula) fermandosi, certe volte, a commentare, riflettere, od ancora rievocando avvenimenti passati con flash-back.
I periodi sono brevi e danno un senso di verosimiglianza enorme, sono come delle battute di teatro che ti aiutano ad immaginare lo stato interiore di Holden, le sue sensazioni. Salinger, infatti, riporta in maniera sparsa tutti i pensieri che ha Holden nella mente, dando veramente un notevole senso di realismo. Il realismo viene inoltre dato dal linguaggio giovanile che, anche se un po’ antiquato, aiuta a rompere un pensiero che magari può risultare pesante o troppo serio. Oltre che ad un linguaggio giovanile, Holden si serve di alcuni aggettivi e paroline molto piacevoli come “… ragazzi ve lo giuro …” “…eccetera, eccetera …” “… e via discorrendo …” si può dire che una delle migliori cose di questo libro sia proprio il linguaggio: è un linguaggio appropriato, che attira e cattura il lettore che fa subito capire il concetto che esprimono.
Un alto pilastro di questo libro, come già detto, sono i pensieri e le descrizione, anch’esse espresse con un linguaggio decisamente chiaro e profondo; molto bella è quella che lui fa della sorellina Phoebe o delle sua ex fidanzata Jane, usa parole dolci e delicate, quasi insolite per lui; anche il paesaggio che c’è attorno a lui viene descritto molto bene, come quando passeggia per le vie di New York, vedendo negozi con i regali di Natale e lui osserva e racconta facendo immaginare la scena. Infine ci sono i dialoghi, molto ben creati (anche loro ci aiutano ad immaginare la realtà). Holden, incontrando varie persone, ci riporta i discorsi che ha fatto, ma quello che merita la nostra attenzione per lo spessore di contenuto è decisamente quello nelle ultime pagine, tra un Holden confuso e il suo ex professore Antolini; mentre è molto bello e piacevole è il dialogo che ha avuto poco prima con la sorellina Phoebe a casa sua, un dialogo che si può definire un comune e semplice dialogo tra fratello e sorella ma viene reso speciale da Salinger che ci mette quel qualcosa in più, sarà forse la sorellina che è in pensiero pre il fratello, sarà l’atmosfera che si è creata attorno alla scena, oppure sarà che io e mio fratello non parliamo mai così, ma quel dialogo è per me qualcosa di speciale.
Non c’è niente da fare: questo libro è magnifico!
Commento personale:
“Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.”
Comincia così questo straordinario libro. E si capisce proprio da qui come sia straordinario: un giovane che viene buttato fuori da scuola a causa del scarso rendimento scolastico e che vaga per New York da solo… Stupendo! È proprio questo ciò che colpisce il lettore: la semplicità della storia. È inevitabile che incanti milioni di giovani, che sanno proprio cosa significa vivere da adolescenti. Questo libro mi ha proprio travolto, sono riuscivo ad immedesimarmi perfettamente in Holden.
Anche a me piacerebbe fuggire e girovagare per una grande città, andando a ballare, ubriacandomi… ma dal momento che non è possibile, Holden, mi ha dato la possibilità di vedere realizzato un “sogno”.
Una delle parti che ho apprezzato di più, come lettura è nell’ultima parte del romanzo, non so se mi sia rimasta impressa perché letta per ultima, o per il suo profondo pensiero, ma resta comunque una delle parti miglio. Mi riferisco al dialogo tra Holden e il suo vecchio insegnate, il sig. Antolini il quale dice: « Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa». Appena letto, non riuscì a capire cosa voleva dire quella frase, mi sono fermato però a pensare e vedevo in quelle due righe di tutto, continuavo ad interpretarle in maniera diversa, ma poi ho capito! Lui dice semplicemente che bisogna lottare, anche se la realtà è dura e non trovare scorciatoie di fronte ai problemi! Le difficoltà vanno affrontate di “petto”, con il cervello e non con il sedere, oppure andando a piangere in qualche trasmissione televisiva come ad esempio “C’è posta per te”.
Consiglio a tutti coloro che, come me in questo periodo, stanno affrontando un momento della loro vita molto delicato, un momento di smarrimento, un momento in cui si cerca la propria identità; Holden vi prenderà per mano, vi aiuterà, con i sui commenti, con la sua allegria, con il suo modo sempre positivo di vedere la vita.
Grazie Holden o meglio, grazie a Salinger per aver scritto un libro così semplice, ma allo stesso tempo così profondo!

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