Recensione film "Alexander" di Oliver Stone

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano

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Data:31.05.2005
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Testo

La prima domanda da porsi è: “Chi era Alessandro?” Di certo il condottiero che conquistò in otto anni un impero che non avrebbe conosciuto uguali fino a quello romano. Ma anche il discepolo di Aristotele che voleva verificare quanto gli era stato insegnato, il monarca che partì da posizioni quasi democratiche per approdare rapidamente all’assolutismo nello stile della Persia da lui conquistata, il visionario che voleva creare un mondo ellenizzato dove lingua e ideali greci avrebbero dovuto fornire il collante per un super – stato esteso dal Mediterraneo all’India.
Per alcuni era un magnifico re guerriero, ambizioso, coraggioso e arrogante come solo i giovani sanno essere, che aveva guidato il suo enorme esercito contro le truppe persiane, ma anche un figlio che desiderava disperatamente l'approvazione di un padre severo, Filippo il Macedone , tormentato e combattuto da ciò che la madre Olimpia gli aveva lasciato... per altri un implacabile conquistatore che non aveva mai perso una battaglia e trascinava i suoi soldati al limite estremo del mondo allora conosciuto... un visionario i cui sogni, le cui imprese e il cui destino sarebbero rimasti per l'eternità, contribuendo a disegnare quel mondo che oggi conosciamo. Alessandro Magno , il conquistatore più famoso della storia, a 27 anni si era impadronito del 90% del mondo allora conosciuto, guidando in assedi e battaglie le invincibili armate di Greci e Macedoni. Quando morì, aveva costituito un Impero mai visto fino ad allora. Siamo in un’era fatta di regole sociali e morali diverse da oggi, in un mondo di straordinaria bellezza e assoluta brutalità, di sublimi ideali e sconcertanti tradimenti. Egli, un ragazzo divorato dal desiderio di gloria e di avventura, diventa una leggenda vivente, affiancato dall'amico di una vita Efestione, da Roxane, la bella e ambiziosa moglie persiana, e dal fidato generale e confidente Tolomeo. L'incredibile storia di una vita che unì il mondo conosciuto all'insegna del motto “la fortuna aiuta gli audaci”.
L'intento di Oliver Stone non è la fedele rappresentazione storica di un personaggio realmente esistito, ma la costruzione di una vicenda umana "liberamente tratta" da una serie di eventi documentati. Il suo condottiero macedone assume così il volto di un bambino un po' effeminato in fuga dalla prepotente e ossessiva figura genitoriale, da cui, nonostante le grandi distanze percorse, non riuscirà mai a liberarsi del tutto. L'inadeguatezza della figura genitoriale si esprime nel loro rifiuto e nella fuga dagli stessi, ma anche nell’incapacità di instaurare dei veri rapporti umani: la donna è solo un animale da riproduzione e la figura maschile fa da palliativo a quel padre mai avuto accanto a sé, fino a poter dire con certezza che tutta la sfera emotiva è limitata al solo universo maschile, ad esempio il rapporto con Efestione, che racchiude in sé la figura del padre, della madre, dall’amico e dell’amante. l’unica ragione che spinge Alessandro a sposarsi è l’avere un figlio, dato che Efestione non può darglielo. Il secondo elemento che fa emergere la personalità del protagonista è l’aggressività, riscontrata nel tentativo delle persone che gli stavano intorno di attaccare la propria famiglia e il suo rapporto con Efestione.
Il regista vuole dare, dunque, una visione intimistica del personaggio, focalizzando l'attenzione sui suoi rapporti con la madre, con il padre e con la moglie persiana, Rossana.

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