Recensione de "Il nome della rosa"U.Eco

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:16.06.2005
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Testo

“Il nome dela rosa”
di Umberto Eco
Bompiani, Milano,1980,
473pp.
Vincitore (tra gli altri) di un premio Strega e best-seller a livello mondiale.
Nell' ottobre 1980, Umberto Eco si impone sulla scena della letteratura mondiale, fino a divenire lo scrittore italiano più noto nel mondo, grazie all'improvviso e sorprendente successo de Il nome della rosa: romanzo in cui l'illustre e stimato studioso di estetica e semiotica, narra gli eventi accaduti in un' abbazia (probabilmente dell`Italia settentrionale), nell' arco di sette giorni.
Nell' introduzione - intitolata (con ironia) Naturalmente,un manoscritto, e parte integrante del testo - l' autore afferma di avere ricevuto (e subito tradotto durante la lettura) la versione francese, del 1842, di un manoscritto del XIV. secolo, opera di un monaco benedittino, Don Adso da Melk, che, vecchio, ricorda importanti vicende della sua vita di novizio. E tuttavia, come il manoscritto, anche la versione francese, accidentalmente sottratta, scompare nel nulla, e solo alle causuali testimonianze confermano l' esistenza di ciò che é stato letto e trascritto.
Il racconto si svolge in un'abbazia benedettina di cui non è noto il nome, gli unici dati che conosciamo ci dicono che si trova sulla dorsale appenninica dell'Italia settentrionale non lontano dal mare.
I fatti narrati hanno inizio una mattina di fine novembre nell'anno 1327 e hanno la durata di sette giorni; ciascuna giornata è a sua volta suddivisa secondo le ore liturgiche.
Il tempo della vicenda è dichiarato esplicitamente dall'autore mentre riguardo al luogo la collocazione del monastero va dedotta da alcuni elementi presenti nel testo, che peraltro non ci forniscono l'esatta ubicazione di esso.
La maggior parte degli ambienti dell'abbazia viene descritta in modo preciso e dettagliato, così come appare ad Adso, che riporta anche le diverse emozioni che essi suscitano in lui.
Scorrono davanti ai nostri occhi architetture e paesaggi medievali: la vita quotidiana di un'abbazia, gli amanuensi al lavoro nello scriptorium, che occupava l'intero secondo piano dell'Edificio, intenti alla trascrizione dei codici, le raffinate miniature dal caldo impasto cromatico, il disegno fantastico dei bassorilievi e i misteri che ruotano intorno ad un labirinto,la biblioteca.
Un'altra descrizione importante è quella che riguarda lo scenario che appare ad Adso quando questi torna sul luogo dove sorgeva l'abbazia: delle grandi e magnifiche costruzioni che adornavano quel luogo erano rimaste sparse rovine.
I protagonisti della vicenda sono Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk, che vengono aiutati da Severino l'erborista, Nicola il fabbro e inizialmente Bencio da Upsala e Abbone. Questi sono opposti al vecchio Jorge, il cui aiutante è Malachia. L'oggetto del desiderio è rappresentato dal desiderio di scoprire chi è il responsabile della morte di vari monaci; questa indagine porta anche alla ricerca di un manoscritto protetto accuratamente, le cui pagine sono avvelenate; esso è un volume che raccoglie un testo arabo, uno siriano, una interpretazione o trascrizione della Coena Cypriani e l'unica copia del II libro della poetica di Aristotele, che trattava della liceità del riso.
La maggior parte dei personaggi viene inizialmente introdotta da una breve descrizione fisica; successivamente vengono caratterizzati meglio tramite il loro comportamento e le loro azioni. Ci troviamo quindi in presenza di una combinazione di tecniche narrative. Fa eccezione naturalmente Adso, di cui è presente solo una descrizione indiretta.
Guglielmo da Baskerville è un uomo alto e magro;ha circa cinquanta anni, ma nonostante questo si muove con inesauribile agilità. Di tanto in tanto passa svariate ore disteso in cella con un’espressione assente negli occhi, tanto da sembrare sotto l'effetto di qualche droga. Egli appartiene all'ordine dei francescani e ,dopo essere stato per molti anni inquisitore è stato inviato dall'imperatore a fare da mediatore fra il Papato, l'Impero e l'ordine francescano. E’ in possesso di un sapere enciclopedico, è quindi dotto e sapiente e ciò gli conferisce la facoltà di affrontare ogni situazione con la giusta sagacità e prontezza nell'agire, a cui unisce un grande spirito d'osservazione e un eccellente acume intellettuale, come dimostra nel ricostruire il labirinto della biblioteca da fuori.
Adso da Melk, di origini tedesche, è la voce narrante della storia. Durante gli avvenimenti è ancora un giovane ma li racconta quando ha ormai raggiunto un'età avanzata. Egli è un novizio benedettino ed è stato affidato a Guglielmo per avere un maestro che lo istruisca. È molto giovane e per questo ancora ingenuo e inesperto, ma allo stesso tempo voglioso di apprendere dal suo maestro che ammira profondamente e di cui si fida, tanto da farne il suo confessore. Nei sette giorni della vicenda egli matura molto e cresce sia dal punto di vista spirituale che intellettuale, chiarendosi le idee su molti dei fenomeni del tempo, fra cui le eresie e la corruzione della Chiesa. Ma la sua ingenuità lo porta a un momento di debolezza in cui cade nel peccato carnale con una ragazza, questo episodio lo tormenta a lungo e anche da anziano lo ricorda molto bene continuando a esserne sconvolto.Per la sua inesperienza fa spesso domande che chiarificano passaggi più complessi.
Tra gli altri personaggi fondamentali della storia dobbiamo citare Jorge da Burgos, che, come gia Guglielmo, è descritto con precisione nel testo , è il più vecchio, dopo Alinardo, è cieco ma si muove e parla come se non lo fosse.Col passare degli anni ha conquistato influenza ed importanza nell’abbazia ed è diventato il punto di riferimento della maggior parte dei monaci. Jorge disprezza il riso e gli esseri umani che ridono perché' essi si prendono beffe della divinità e si allontanano dalla realtà. Per questo s'impone di tenere segreto il II libro della poetica di Aristotele che giustifica e apprezza il riso; egli causa molti dei delitti che sconvolgono l'abbazia, cospargendo le pagine di quel testo con un potente veleno.
Infine Abbone è l’abate dell’ordine benedettino; si occupa di guidare sia spiritualmente sia materialmente la vita all'interno dell'abbazia ed è lui a concedere la possibilità di consultare i libri della biblioteca. Ma a volte non riesce a tenere in pugno la situazione tanto che chiede aiuto a Guglielmo per scoprire il motivo delle morti misteriose; per tanti anni segue la volontà di Jorge e quando tenta di ribellarsi viene ucciso da questo che lo rinchiude in un passaggio segreto. Abbone possiede una cultura molto ampia e prova piacere a darne sfoggio come risulta chiaro quando parla delle pietre preziose; apprezza le ricchezze materiali e aspira all'ammirazione di tutti verso la "sua" abbazia, è inoltre una persona conservatrice che non ama le novità.
Tutti i personaggi sono per lo più statici. Ognuno ha infatti una precisa funzione all'interno del romanzo e mantiene intatte le proprie idee senza introdurvi cambiamenti. Tutti infatti, da Jorge ad Abbone, sono convinti di possedere l'unica verità.
Fa eccezione Adso che si pone in un atteggiamento diverso, egli è infatti disponibile a imparare e a mettere in discussione le proprie idee; grazie a questo matura molto col passare dei giorni ricevendo insegnamenti e esaminando meglio argomenti religiosi (ad esempio le eresie), in generale impara a non fermarsi alle impressioni esteriori.
Il narratore è interno alla storia ed è autodiegetico in quanto è uno dei protagonisti:si tratta infatti di Adso da Melk che, gia vecchio, racconta un episodio della sua giovinezza.
Adso

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