Recensione "Novecento" di A.Baricco

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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2.5 (2)
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Data:02.02.2006
Numero di pagine:4
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Testo

AUTORE: Alessandro Baricco.

TITOLO: “Novecento- un monologo”.

CASA EDITRICE: Universale Economica Feltrinelli.

LUOGO E DATA DI EDIZIONE: Milano, 2000 (31 edizione).

PRIMA EDIZIONE: Milano, 1994.

PAGINE: 62.

GENERE DI LIBRO: testo teatrale, monologo.
Riassunto
Il protagonista del libro: Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento è stato abbandonato pochi giorni dopo la nascita sul pianoforte della sala da ballo di prima classe sul piroscafo Virginian. Fu trovato da un marinaio di colore che si chiamava Danny Boodmann. Un mattino tutti erano scesi a Boston e il marinaio trovò il neonato in una scatola di cartone, sulla quale c'era disegnato un limone accompagnato da una scritta stampata con inchiostro blu: T.D. Limoni. Danny prese in braccio il bambino ed esclamò: "Hello Lemon!" In quel momento sentì dentro di lui una strana sensazione: era diventato padre. Per tutta la vita l'uomo continuò a sostenere che quel T.D. significava evidentemente: Thanks Danny. Grazie Danny. Tutto ciò era ovviamente assurdo. Il marinaio morì otto anni dopo, lasciando orfano per la seconda volta il bambino. Novecento aveva otto anni, ma nessuno al mondo, escluso l'equipaggio della nave, era a conoscenza della sua esistenza. Si era già fatto avanti e indietro dall'Europa all'America una cinquantina di volte. L'oceano era la sua casa. Il comandante tentò di mandarlo in un orfanotrofio, ma questi si nascose così bene nel piroscafo, che fu impossibile scovarlo. Rimase nascosto per 24 giorni. Finché una notte si sentì il suono del pianoforte collocato nel salone da ballo di prima classe; lì si erano radunati tutti l'equipaggio e i passeggeri e stavano ascoltando stupiti la musica prodotta da quel misterioso bambino: T.D. Lemon Novecento.

Da quella notte iniziò la sua carriera di pianista, un grande pianista. Novecento non scese mai dal Virginian: solo una volta, a 32 anni, decise di farlo ma si fermò a metà della scaletta della nave e tornò indietro. Dopo la seconda guerra mondiale il piroscafo era ridotto a pezzi e per questo fu deciso di affondarlo riempiendolo di dinamite. Novecento decise di saltare in aria insieme alla sua casa, alla nave.
Una delle ultime frasi da lui pronunciate rappresenta la chiave di tutta la vicenda: "...un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. TU, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere." Poi aggiunge ricordando quel giorno, quando tentò di abbandonare la nave e l'oceano per trasferirsi sulla terra ferma: "Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi, che non finiscono mai... è questa la verità, allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio."
ANALISI DEI PERSONAGGI: Novecento: il suo vero nome è Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, ed era stato trovato da un marinaio del Virginian su un pianoforte, lì dove l’avevano lasciato degli emigranti; fin da piccolo imparò ad usare il pianoforte, tanto da diventare il più bravo a suonarlo; caratterialmente è una persona di poche parole, non adora le sfide, ha paura di scendere dalla nave (cosa che non fece mai, a costo di morire).Non aveva visto mai nulla, e ascoltando i discorsi dei passeggeri, si fece un’idea di quello che poteva trovare sulla terra ferma; quando suonava, Novecento pensava a mondi fantastici, che gli permettevano di accarezzare i tasti e comporre melodie straordinarie. Tim Tooney: l’amico del cuore di Novecento, fa il trombettista nella band del Virginian dal 1927 al 1933. E’ lui colui che narra la storia. Staff della nave: il Virginian è una nave unica a causa degli strani personaggi che fanno parte dello staff: il capitano Smith, claustrofobo, il cieco timoniere Paul Siezinskj, il marconista balbuziente Bill Joung, il dottore dal nome impronunciabile, e il cuoco Camembert, che cucinava in bagno, in assenza della cucina. Danny Boodmann: è il marinaio nero che allevò Novecento,e a cui piacciono i cavalli. Jelly Roll Morton: si considera l’inventore del jazz, ma deve ricredersi dopo aver perso una battaglia a suon di musica con Novecento; si veste in maniera elegante ma volgare, con un anello grandissimo sul dito, di giorno vestiva bianco, di sera nero con scarpe scure e lucide. Lynn Baster: un passeggero del piroscafo che cerca di convincere Novecento a scendere.
Ambientazione :sulla nave Virginian nei viaggi tra Europa e America
Linguaggio:-Sintassi:Semplice con prevalenza di periodo paratattico.
-Lessico:colloquiale e moderno.
-Stile: Essenziale, incisivo, discorsivo.Lo scrittore usa un linguaggio moderno, non ampolloso, scegliendo aggettivi molto appropriati ed efficaci.
Citazione: credo che citare ogni parola del testo sia impossibile, così mi limiterò a citare questa frase che mi è rimasta molto impressa e su cui bisogna riflettere :"Noi suonavamo musica, lui era qualcosa di diverso. Lui suonava... Non esisteva quella roba, prima che la suonasse lui, okay?non c'era da nessuna parte. E quando lui si alzava dal piano, non c'era più...non c'era più per sempre..."; "Non sei fegato veramente finchè hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla"; "E mentre volteggiavamo tra i tavoli,..., io capii che in quel momento, quel che stavamo facendo, quel che davvero stavamo facendo, era danzare con l'Oceano, noi e lui, ballerini pazzi, e perfetti, stretti in un torbido valzer, sul dorato parquet della notte.".

Commento
Questa è la sintesi del monologo, che Baricco stesso definisce "un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce".
Ho trovato l'intero libro molto efficace e non credo che ci siano passi che non mi sono piaciuti.Credo che questo libro sia soggettivo, ovvero che ognuno di noi lo interpreta e lo capisce in modo differente; io stessa l'ho dovuto leggere due volte per capire i sentimenti che, secondo me, Baricco ha espresso in quest'opera: tragicità, dolcezza e una grande amicizia. Mi ha colpito molto questa storia, perchè, seppur breve, è molto significativa, nonchè bella e talvolta tiene col fiato sospeso; ci sono situazioni in cui ci si immedesima fino al punto di vivere totalmente le avventure dei protagonisti e di commuoversi per il forte legame che tiene uniti Novecento e Tooley,dietro al quale si nasconde l'autore, parlando in prima persona. Alessandro Baricco è uno scrittore eccezionale, anche se nei suoi libri è difficile seguire la storia e per capirne il significato bisogna leggerla più volte. Inoltre ho visto il film che è stato tratto da questo libro e sono rimasta stupita da come le scene del film le avevo già viste, nella mia testa, solo leggendo il libro; credo che sia meraviglioso riuscire ad immaginare ogni scena descritta nel testo e poi vedere un film che riassume tutti i significati presenti nella storia.

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