Pena di morte

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Testo

Ronchetti jessica

PENA DI MORTE? ABOLIZIONE INDISPENSABILE.

Purtroppo la triste tematica della pena di morte è più attuale che mai. La sua abolizione è necessaria innanzitutto dal punto di vista morale, in quanto solo Dio ha il potere di decidere della vita e della morte delle persone. Nessuno può dirsi così superiore a qualcun’ altro, nemmeno al più infimo degli assassini, tanto da poter decidere se questi deve vivere o morire.
In secondo luogo lo stato non ha il diritto di dichiararsi migliore del reo, se poi lo punisce con una pena che non è altro che omicidio e che va contro lo stesso diritto alla vita. La legge, inoltre, è fatta da uomini, ed essi, in quanto tali, sbagliano: capita quindi che talvolta vengano giustiziate persone del tutto innocenti. I criteri che portano alla condanna a morte sono, infatti, decisi dagli uomini al potere in modo molto soggettivo. Per di più, in pieno ventunesimo secolo, la pena di morte è imposta non in base ai reati, ma in base alla legislazione dei singoli Paesi: in alcuni stati si va al patibolo per atti che in altri sono puniti solo tramite una sanzione.
Esiste, purtroppo, un enorme numero di persone che credono che chi commette omicidi o reati simili non meriti più di vivere; ma in alcuni stati la pena di morte è applicata anche solo per ragioni religiose e idee politiche, come strumento di repressione di ideologie diverse da quelle del governo al potere, o anche solamente per frode fiscale o corruzione.

D’altra parte, secondo il detto “occhio per occhio, dente per dente”, la pena di morte può essere ritenuta utile per controllare il sovraffollamento delle carceri e per evitare che i colpevoli debbano essere “mantenuti” dallo Stato per anni e anni.
Un’altra ragione per essere favorevoli alla pena capitale può essere, nel caso dell’omicidio, quella di punire gli assassini con lo stesso reato da loro commesso.
Nel caso dei terroristi, questo è l’unico modo per poter mettere fine a questa carneficina continua…La pena di morte è l’unica soluzione per fermare la mente malata di alcune persone.

Per concludere, la pena capitale è sinonimo di vendetta, non certo indice di una società aperta ed evoluta, ma, anzi, segno di forte regresso. Per fermare la violenza e la criminalità non basta ucciderne i fautori.
Credo di poter affermare che l’abolizione di questa condanna sia totalmente indispensabile, in quanto l’accettazione della pena di morte come necessaria, è accettazione della morte stessa. Ribellarsi ad essa è dovere dell’uomo e della società!

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