Papa Giovanni Paolo II

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Testo

GIOVANNI PAOLO II Il suo pontificato è stato caratterizzato da una intensa attività pastorale che lo ha portato in ogni parte del mondo.Come il suo predecessore, Giovanni Paolo II cercò di semplificare le tradizioni per rendere il suo pontificato meno simile ad un vero e proprio regno. Decise di non usare il Pluralis Majestatis, riferendosi a se stesso con "Io" al posto di "Noi". Optò anche per una semplice cerimonia di inaugurazione del papato, al posto della tradizionale Incoronazione Papale, e non ha indossato, se non in occasioni particolari, la Tiara Papale, per enfatizzare il significato profondo del titolo di Servus Servorum Dei (Servo dei Servi di Dio).
Ha operato per la difesa della pace e per migliorare le relazioni con le altre religioni, in primo luogo con Anglicani ed Ortodossi.Nei confronti degli Ebrei, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele ed ha chiesto perdono per le mancanze e i peccati dei cristiani verso i "fratelli maggiori" nel corso dei secoli.

La sua dottrina ha difeso fortemente la vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Questa posizione è stata per qualcuno di stampo conservatore, mentre altri l'hanno considerata un baluardo nella difesa dei più deboli.

Giovanni Paolo II ha avuto anche una grande attenzione ai temi sociali. Ha scritto due encicliche sulle distorsioni delle dottrine capitaliste e comuniste
Il 13 maggio 1981 rimase vittima di un grave attentato in Vaticano per mano di Mehemet Ali Agca. Un proiettile gli trapassò l'intestino. L'intervento d'urgenza al Policlinico Gemelli gli salvò la vita. Una volta ristabilitosi, il papa visitò in carcere il suo attentatore e gli espresse il suo perdono.
Giovanni Paolo II è stato considerato un conservatore sulla dottrina della chiesa in relazione alla riproduzione e all'ordinazione sacerdotale femminile.
I suoi scritti sulla sessualità umana, raccolti ne La Teologia del Corpo, sono un'estesa meditazione sulla natura dei sessi e le risultanti implicazioni su sesso e amore. Sono considerati un significativo sviluppo dell'insegnamento sessuale della Chiesa, che ha origine con il Cantico dei Cantici e con l'insegnamento sui Sacramenti.

Riguardo all'aborto, scrisse: "C'è ancora, tuttavia, una strage legalizzata di esseri umani che sono stati concepiti ma non sono nati. E questa volta stiamo parlando di una strage che è stata permessa nientemeno che da parlamenti democraticamente eletti, dove normalmente si ascoltano appelli per il progresso civile della società e di tutta l'umanità."
Sono note le sue critiche, specie nell'America latina e meridionale, nei confronti della Teologia della Liberazione, la quale avrebbe calcato troppo la mano sulla liberazione politica a discapito della liberazione spirituale; sono noti i suoi ripetuti richiami al clero locale, talvolta tanto coinvolto con movimenti politici di ispirazione marxista al punto da fornire ministri a governi comunisti.
Nell'enciclica Evangelium Vitae del 1995 ha riaffermato l'alto valore che ha per la Chiesa la vita umana. In essa ha inoltre esteso la condanna dell'aborto, dell'eutanasia e, virtualmente, di ogni uso della pena capitale, chiamandole tutte insieme parte della "cultura della morte" di cui è pervaso il mondo moderno.

Le sue posizioni sulla guerra, la pena capitale, la cancellazione del debito dei Paesi poveri, e i temi sulla povertà sono stati considerati politicamente liberali, dimostrando che etichette politiche come "conservatore" e "liberale" non possono essere facilmente assegnate ai leader religiosi.
Giovanni Paolo, che aveva iniziato il suo papato quando i Sovietici controllavano ancora la sua terra natale, la Repubblica Popolare di Polonia, come pure il resto dell'Europa dell'Est, è stato un aspro critico del socialismo reale ed ha offerto supporto a chi lottava per il cambiamento, come il movimento polacco Solidarnosc di Lech Walesa. Il leader sovietico Mikhail Gorbaciov disse una volta che il crollo della Cortina di ferro sarebbe stato impossibile senza Giovanni Paolo II. Questo punto di vista è condiviso da molti negli stati ex-sovietici, che lo vedono, insieme al presidente statunitense Ronald Reagan, come uno degli artefici della dissoluzione dell'Unione Sovietica. In anni successivi, il Papa si mostrò assai critico anche verso gli eccessi del capitalismo.

Nel 2000 firmò pubblicamente la campagna del Giubileo 2000 sulla cancellazione del debito africano, assieme alle star irlandesi del rock Bob Geldof e Bono.

Nel 2003, Giovanni Paolo II divenne un critico di primo piano sull'Invasione americana dell'Iraq. Mandò il suo ministro per la pace, il Cardinale Pio Laghi, a parlare con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush per esprimergli l'opposizione del Vaticano alla guerra. Giovanni Paolo II affermava che spettasse alle Nazioni Unite risolvere il conflitto internazionale attraverso la diplomazia e che un'aggressione unilaterale è un crimine contro la pace ed una violazione del Diritto internazionale.
Il Papa è stato anche un autorevole critico del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel suo ultimo libro, Memoria e identità, il Papa parla di "pressioni" sul Parlamento Europeo per permettere il matrimonio omosessuale.Il papa ha scritto a questo proposito"È legittimo e necessario chiederci se non sia parte di una nuova ideologia del male, forse più insidiosa e nascosta, che tenta di scagliare i diritti dell'uomo contro la famiglia e contro l'uomo".

Le critiche
Malgrado la sua popolarità, Giovanni Paolo II suscitò molte critiche.Una delle critiche rivoltegli è che nella sua opposizione al comunismo abbia finito col sostenere sistemi politici o vere e proprie dittature di destra.
Altre critiche vennero dalle posizioni in materia di sessualità. Non solo esponenti del femminismo, ma anche molti cattolici, trovarono inaccettabile il ruolo della donna proposto da questo pontificato, così come il confermato rifiuto del sacerdozio femminile. Va detto che dall'altra parte il papa in una nota scritta alle donne esprime un ringraziamento per l'opera che svolgono; opera limitata però dal papa stesso quando vietò la pratica consolidata dopo il Concilio Vaticano Secondo di permettere alle bambine di svolgere la funzione di chierichetto.

Omosessuali, radicali e laici inevitabilmente hanno trovato indisponente la reiterata sottolineatura della condizione di inaccettabilità perché "contro natura" del rapporto affettivo omosessuale, base del rifiuto della formalizzazione dei matrimoni fra gay (definito come "minaccia della società"), e trovano piuttosto offensiva la sfumatura dottrinale che non considera un peccato in sé la condizione di omosessuale mentre condanna l'espressione in atti di tale condizione (quindi il consiglio di celibato e astensione dai comportamenti definiti devianti).

Più vasta opposizione trovò invece la posizione di questo pontificato nei confronti della contraccezione. Mentre da San Pietro si riaffermava con vigore la posizione dottrinale tradizionale, per la quale il sesso ha la sua principale funzione nella procreazione in seno ad un nucleo familiare, seppure con qualche spiraglio di apertura verso la legittimazione del piacere nella coppia (ma sempre e solo la coppia eterosessuale), la polemica divenne più accesa in ragione della gravissima epidemia di AIDS che colpì praticamente tutti i Paesi del Mondo. La maggior parte dei governi, compreso quello democratico della sua cara Polonia, produsse campagne di informazione per sollecitare i giovani all'uso del profilattico, come strumento di difesa dal contagio. La Chiesa invece intraprese una solitaria quanto vigorosa campagna contro la promiscuità e la leggerezza dei costumi, proponendo l'astinenza come soluzione all'avanzata del virus. .

In argomento di governo del clero, il papa fu oggetto di critiche, soprattutto nell'America del Nord, a causa dei ripetuti casi che vedevano vescovi e sacerdoti coinvolti in scandali di pedofilia, e per i quali fu accusato di non aver fornito una valida risposta né "riportando all'ordine" i suoi rappresentanti, né tantomeno commentando i fatti accaduti, come forse taluno si sarebbe atteso.
Se molte critiche venivano da ambienti culturali "progressisti", altre, non meno profonde, venivano invece dagli ambienti dei tradizionalisti, i quali continuavano come già prima a rifiutare le innovazioni del Vaticano Secondo e premevano per un ritorno alla tradizione tridentina (quella cioé consolidatasi a seguito del Concilio di Trento).

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