Manzoni

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano

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Testo

MANZONI
Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785.Il padre, è un maturo e benestante possidente aristocratico, cattolico tradizionalista e conservatore in politica; la madre, Giulia Beccaria invece è una giovane 23enne dalle idee rivoluzionarie ed intimamente legata da un rapporto affettivo a Giovanni Verri, che secondo alcuni studiosi sarebbe il vero padre del romanziere.Dopo pochi anni il loro matrimonio fallisce e M. viene mandato in colleggio a merate. Sebbene di formazione illuminista e razionalista fu assai sensibile alle teorie classiciste e alle nuove ideologie romantiche. Punto saliente della sua vita furono senz’altro gli anni parigi; in questo periodo egli venne a contatto con ambienti culturali vivaci e aperti alle nuove concezioni del Romanticismo e dello storicismo tedeschi che rafforzarono in lui l’amore per la storia e per la scrupolosa narrazione dei fatti che avrà grande importanza nelle sue opere maggiori. Nel 1808 sposò Enrichetta Blondel, di religione protestante. Questa, convertitasi dopo due anni al cattolicesimo influì sul ritorno dello stesso manzoni alla fede cristiana. La conversione fu un fatto determinante nella vita di quest’ultimo; egli infatti non rinnegò le proprie posizioni illuministe(libertà,fraternità, uguaglianza) ma le potenziò e le illumino attraverso la verità del Vangelo. Trascorse quindi due anni di profonda meditazione sui testi della fede e potè dunque riprendere la propria attività letteraria con spirito ed impegno nuovi. Da questo momento la vita di Manzoni si svolse a Milano.
Manzoni può essere definito come il maggior esponente del movimento romantico italiano in quanto più di ogni altro rispose ai canoni di una poetica nuova che rifuggiva dai convenzionalismi razionali per rispondere ai moti più spontanei dell’anima e a una sincera analisi della passione degli uomini. Da queste aspirazioni manzoni seppe elaborare una poetica originale, basata sulla concretezza e orientata a dare all’ arte una precisa funzione sociale. Secondo M. l’arte doveva assumere compiti di utilità per l’uomo ispirandosi al vero (realtà storica) , proponendosi come scopo l’utile( fine educativo e morale) e usando come mezzo il dilettevole(narrazione avvincente e di facile comprensione). Centro del suo mondo è la provvidenza di Dio, un dio che si cala nella storia degli uomini per dare un senso alle loro azioni e guidarle verso il bene. Unico segreto è la rassegnazione cioè la completa fiducia nella provvidenza: solo in essa l’uomo trova la pace e può trovare la felicità.
LA QUESTIONE LINGUISTICA
Il problema linguistico è centrale nella riflessione e nella prosa manzoniana. Gia in una lettera a Claude Fauriel Manzoni riflette sull’incapacità della lingua italiana di essere un mezzo in grado di raggiungere un pubblico nazionale e medio. Il linguaggio letterario tradizionale non appare all’autore adeguato per lo scopo che egli si prefigge nel proprio romanzo, nel quale intende far parlare personaggi appartenenti ai piu diversi ceti sociali. Manzoni lamenta l’assenza di un linguaggio comune allo scrittore e al lettore. In un primo momento egli nell’opera inizia a mescolare frasi di diversi dialetti italiani però risulta piuttosto insoddisfatto di tale scelta e successivamente arriva alla scelta decisiva del toscano poiche ben comprensibile da un ampio strato della popolazione.
IL ROMANTICISMO
Movimento basato sull’esaltazione dell’individuo; non piu soltanto ragione come per gli illuministi ma ragione e spirito. Afferma la rivalutazione della fantasia e del sentimento accanto alla ragione; il culto del passato e della storia; la reazione all’ateismo per una religiosità naturale; l’esaltazione dei sentimenti nazionali e patriottici. Il romanticismo è reazione alle regole del razionalismo illuministico che non avevano risposto alle attese ottimistiche del sapere e della conoscenza piena; delusione per i risultati dell’ottimismo razionalista dell’Illuminismo; insofferenza politica per il rimpasto del Congresso di Vienna che aveva soffocato le aspirazioni alla libertà degli individui e dei popoli.Queste nuove idee favoriscono il sorgere della rivendicazione di libertà da parte dei singoli e dei popoli; favoriscono il sorgere di società e sette segrete; sono alla base dei moti rivoluzionari dal 1820-48; stimolano i sentimenti di patriottismo e di nazionalismo.
INNI SACRI
La prima opera dopo la conversione di Manzoni al cattolicesimo sono gli Inni Sacri il cui argomento è tratto dalle più importanti festività della chiesa; in ciascuno di essi troviamo una parte storico narrativa, che è la rievocazione del fatto liturgico, e una parte di riflessione in cui il poeta attualizza quel fatto stesso per ricavarne un ammaestramento morale valido in ogni tempo.
Gli Inni Sacri furono scritti fra il 1812 e il 1822 e hanno una loro originalità anche letteraria: in essi la religione è vista non come esperienza mistica di un songolo individuo, ma nel suo significato grandioso di “coralità”, di unione di tutti i cristiani nella chiesa.
I PROMESSI SPOSI
La prima stesura del romanzo è avvenuta negli anni dal 1821 al 1823 con il titolo di Fermo e Lucia e venne pubblicata postuma nel 1916 con il titolo Gli sposi promessi; nel 1827 si ebbe la prima edizione della seconda stesura col titolo i Promessi sposi e negli anni compresi tra il 1840-1842 si ebbe la seconda edizione della seconda stesura de I promessi Sposi. Fra la prima e seconda stesura ci sono diversità di contenuto ; fra la prima e la seconda edizione c’è soprattutto una differenza di lingua; il M. cerca un linguaggio moderno e spigliato, scelto con impegno perché si adatti a tutti. Prende come modello il toscano. Si tratta senz’altro di un romanzo storico in quanto la vicenda è ambientata in un preciso contesto storico e inoltre si riallaccia al genere “romanzo storico allora molto diffuso in Europa sull’esempio di Scott.
Il Manzoni immagina di avere trovato la sua storia in un manoscritto del 600, di autore anonimo, e di essersi limitato a trascriverlo in linguaggio moderno. Questa finzione gli permette di attribuire all’anonimo alcune sue osservazioni e questo da al romanzo un tono di maggiore realismo come se le azioni fossero narrate e commentate da uno che visse in quell’epoca.
Il M. vuole ricavare dal romanzo insegnamenti morali in quanto il male è sempre sconfitto dal bene secondo un provvidenziale disegno divino; religiosi perché chi più ha fiducia in Dio può essere sicuro dio non essere abbandonato; politici perché il romanzo assume il tono di una denuncia alle dominazioni straniere. Infine c’è da dire che i veri protagonisti sono gli umili, le persone semplici, i popolani, infatti M. denuncia la prepotenza dei signorotti piccoli e grandi.
ROMANZO STORICO
Il romanzo storico si sviluppa all’interni del romanticismo da cui attinge l’interesse per la storia e per la narrazione di ispirazione popolare e l’attenzione per lo spirito delle nazioni. Esso è caratterizzato da narrazione realistica e ambientazione nel passato, la cui verosomiglianza è resa possibile da accurati studi compiuti dall’autore. In Italia il romanzo storico si afferma verso la fine degli anni venti dell’800, in seguito alla diffusione delle prime traduzioni dell’ opera di Scott, ma dimostra sin dagli esordi caratteristiche differenti rispetto alla produzione europea. Il diverso contesto storico, che vede una nazione ancora divisa e una storia politica segnata da delusioni e sconfitte, spinge gli scrittori non a celebrare gli eventi del passato ma a ricordare episodi utili per formare una coscienza nazionale e infiammare l’animo del lettore, spingendolo all’azione.
ROMANZO REALISTICO
Il romanzo realistico è invece generalmente ambientato nella realtà contemporanea. Secondo la tesi esposta nel saggio Il Romanzo Storico di Lukacs, il passaggio dal romanzo storico al romanzo realistico si avrebbe con il francese Honoré de Balzac, autore che rappresenta il mondo sociale nella realtà contemporanea e nella logica interna che governa le classi e il loro rapporto con gli individui che ne fanno parte. I Promessi Sposi è considerato romanzo storico e non realistico poiché è scritto nel XIX secolo ma è ambientato nel XVII secolo.
CORO
Il coro rappresenta uno degli aspetti più innovativi delle tragedie manzoniane. L’autore ne fa un cantuccio per se, cioè uno spazio extranarrativo in cui, in prima persona, commenta ed interpreta i fatti alla luce del proprio sistema ideologico e in funzione della finalità educativa che la tragedia si propone.

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