Manzoni

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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Testo

Manzoni
Esponente della tendenza culturale realistico-oggettiva, contrapposta a quella lirico-oggettiva di Leopardi. La sua produzione ha un’impronta moderata, educativa, morale, patriottico-civile, tipica del R.italiano.
La letteratura deve avere “l’utile per iscopo, vero per soggetto, interessante per mezzo”. Utile= educare e elevare moralmente. Vero= vero storico + vero morale per una meditazione cristiana sulla vita. Interessante= argomenti attuali, problemi e temi sempre vivi, che parlino della coscienza degli individui. “sentir e meditar”
In Manzoni sono romantici:
1. la concezione della poesia come rappresentante del vero, l’aderenza ai problemi della condizione umana alla luca delle verità cristiane; rifiuto della mitologia, della materia classica.
2. la soluzione linguistica chiara, popolare e moderna;
3. gli ideali politico-sociali: libertà nazionale, umili come protagonisti di un romanzo;
4. la concezione della vita come milizia, impegno a combattere contro il male, segno di un cristianesimo attivo, rappresentato da P.Cristoforo, dal C.Borromeo e dall’Innominato dopo la conversione;
5. il libero arbitrio, la responsabilità individuale dell’uomo che ha reso la storia come una rassegna interminabile di oppressioni e ingiustizie, compiute dall’uomo a danno dell’uomo, “verum factum dell’uomo”.
Formazione:
1. Illuminismo: funzione di moralità e utilità della letteratura; intellettuale impegnato attivamente (Parini); culto della giustizia, della verità “santo vero”.
2. Verifica sulla base della storia la fallibilità dei valori laici, in quanto affidati alle passioni e alle limitate forze umane. “sentire e meditare”.
3. Contatto con gli “ideologi”: intellettuali fautori dell’illuminismo, ma atteggiamento anti-napoleonico e disillusione storica. Ne ricava:
 Sensibilità nei confronti della storia, fondamentale ancoraggio alla storia dei valori ideali
 “spiritualismo” (vs materialismo)
 atteggiamento di rigrosa moralità
4. Giansenismo: corrente spiritualistica che concepisce il concetto della predestinazione, uomini divisi tra eletti e non; intransigente dirittura morale.
La sua conversione dal calvinismo, è frutto di un prolungato travaglio interiore e delle influenze che ha ricevuto. Conquista una speranza che illumina e da senso ai valori laici illuministici, alle aspirazioni ideali come la giustizia, in una dimensione eterna. Santo vero: verità garantita direttamente da Dio. Fiducia assoluta nella religione come frutto di tutto ciò che è vero.
Concezione della storia: dal ripudio della visione classica scaturisce un rifiuto della concezione eroica e aristocratica che celebra solo i grandi, e un interesse per gli umili, le masse e i vinti.
Lingua: inadeguatezza della lingua letteraria per il suo tipo di opera indirizzata a un pubblico vasto e destinata a trattare problemi vivi nella coscienza contemporanea. Nel Fermo usa una lingua di compromesso, il toscano letterario, inito a termini lomberdi e con sintassi francese. Poi vi fu la soluzione fiorentina, lingua italiana unitaria, da usare sia nella letteratura, sia nelle vita sociale, non la lingua morta ma quella parlata.

Tragedie: Il genere dlla tragedia, secondo la tradizione classicistica, veniva rigidamente codificato sulla base della Poetica di Aristotele, secondo le tre unità di luogo, tempo e azione. La regola dell’unità prescriveva che l’azione della tragedia non superasse la durata delle ventiquattro ore, che si svolgesse in un unico luogo, senza cambiamenti di scena, che si mantenesse fissa l’azione e che fosse fuori da contesti storici. La novità della tragedia di Manzoni ha come caratteristiche la scelta delle tragedia storica e il rifiuto delle unità aristoteliche. Manzoni nel suo stile si discosta dalla tradizione classica violando le regole dell’unità di tempo e luogo, pur mantenendo l’unità d’azione. Limitare lo sviluppo di un’azione in streti limiti di tempo e di luogo, costringe a un’esagerazione delle passioni; da questo nasce il “falso”, ciò che Manzoni definisce il “romanzesco”, della tragedia classicistica: una sorta di forzatura delle passioni a cui non corrispondono i veri comportamenti umani I fatti devono essere inventati sul terreno della storia documentata, alla quale lo scrittore deve attenersi illuminando dall’interno le figure che la storia rappresenta, egli deve comprendere la psicologia dei personaggi al di là dei fatti esteriori, i soli che la storia può documentare. Questo è ciò che M. chiama il “vero poetico”, un’integrazione di storia, di verità e invenzione. Il vero può essere riprodotto solo con la libertà da regole artificiose, infatti il poeta ritiene che il soggetto debba essere reale e per attenersi a tale aspetto supera gli schemi aristotelici. La falsità della tragedia ha come effetto un condizionamento morale, per cui gli uomini finiscono per applicare i principi visti sulla scena. Manzoni, secondo la sua concezione di una letteratura utile, giudica negativamente l’influenza di un teatro che non si ispiri al “vero”. La letteratura deve infatti ancorarsi alla rappresentazione della realtà, mantenendosi distante dal vuoto formalismo di classicisti e dalle evasioni fantastiche tipiche del romanticismo nordico.
Inni sacri: 1815 dei 12 ne scrisse solo 4, la Resurrezione, il Natale, la Passione, il nome di Maria. La Pentecoste nel 1822. Il modello era l’antica innografia cristiana, i Vangeli e la produzione dei padri della chiesa, sono cotruiti su uno schema fisso (enunciazione del tema, rievocazione dell’episodio, commento che affronta le conseguenze morali e dottrinali). La Pentecoste rompe lo schema mettendo da parte i motivi teologici e l’episodio e insiste sul rivolgimento portato dallo Spirito Santo culminando in un’invocazione affinchè ridiscenda.
Odi: si fa messaggio di esortazione, ritmo incalzante per comunicare direttamente. Marzo 1821, dedicata ai moti, al popolo italiano che deve conquistare la sua libertà sulla base dell’identità nazionale, e Il cinque maggio ispirato alla morte di Napoleone. I fatti sono visti in un’ottica religiosa.

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