L'umanità E La Felicità

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Testo

Commenta il seguente pensiero di B. Russel: “L’umanità è divenuta ormai una famiglia così unita che non possiamo garantire la nostra prosperità se non garantendo quella del nostro prossimo. Se volete essere felici, dovete cercare di far felici anche gli altri.”

Non condivido pienamente il pensiero che Russel espone in queste righe. Credo infatti che la nostra felicità e il nostro stato d’animo, per quanto possano essere influenzati da persone, situazioni e agenti esterni, sono nati, nascono e potranno continuare a nascere soltanto dentro di noi. Ogni persona che sia in uno stato d’apertura o di ottimismo verso se stessa e la propria vita, può trovare la felicità anche senza l’appoggio di altri.
Io credo che il proprio benessere debba essere ricercato in sé stessi. Il buon stato degli altri può essere un ottimo spunto per stimolare quella felicità che sempre avrà origine dentro di noi e soprattutto, avrà origine se noi lo vogliamo.
Garantire la felicità del prossimo è un atto di altruismo, di sensibilità e di umanità che può dare grande appagamento. Ma non penso che la prosperità interiore di un uomo dipenda da quella degli altri.
Credo comunque che lo stato di benessere può essere inteso in infiniti modi diversi, dalle persone. Il raggiungimento della felicità è un processo soggettivo ed ogni uomo deve percorrerlo con i suoi mezzi, che possono comprendere anche il benessere degli altri. Questo non esclude che il processo sia comunque individuale e interiore.
La nostra realtà gira intorno a noi, e nasce dentro la nostra testa. Qualsiasi stato d’animo può essere conquistato perfettamente, da una mente allenata a farlo. In alcune situazioni potrebbe essere più difficile riuscirvi, ma non impossibile.
Io credo che se qualsiasi emozione viene stimolata da un agente esterno e ha origine in noi, non potremmo essere noi quell’agente?
Inoltre, qualunque stimolo a un sentimento può essere raccolto o no. Siamo quindi noi stessi i responsabili e gli artefici di ogni nostro stato.

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