L'emicrania è connessa al peso

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Lorenzo Pinessi spiega i suoi studi sull’emicrania.
L’emicrania è connessa al peso
L’emicrania non è più solo un disturbo, ma una vera e propria malattia.
Il mal di testa non è più una scusa. E così sta anche per perdere il suo status di unica malattia in grado di eludere l’occhio del medico del lavoro. Un gruppo di neurologi italiani ha “fotografato”l’emicrania con una versione speciale della risonanza magnetica. ”Nei casi più gravi abbiamo notato un assottigliamento della materia grigia in corrispondenza dei centri deputati alla ricezione del dolore”, spiega Lorenzo Pinessi, neurologo presso l’università di Torino e direttore del centro delle cefalee all’ospedale Le Molinette. ”Abbiamo dimostrato per la prima volta, che l’emicrania non è solo un disturbo funzionale, ma una malattia vera e propria con una base nella struttura del cervello”. Ma non più di due settimane fa un’altra ricerca della Harvard Medical School dimostrava che l’emicrania provoca un ispessimento della corteccia cerebrale nelle aree legate alla vista. La perdita della materia grigia, osservata dall’equipe delle Molinette, è legata alla gravità della malattia e alla frequenza degli attacchi. ”Tanto più il fenomeno è evidente, tanto più ripetuti e gravi sono gli episodi di dolore. Però non ci sono indizi che questa leggera atrofia comprometta le funzioni cognitive”. Pinessi nell’annunciare il Migraine Day in programmazione ad Alba il 18 novembre, ha anche ricordato il rapporto stretto tra mal di testa e obesità. ”Circa il 30 percento degli emicranici è in soprappeso o soffre di obesità, spiega il medico. Nella popolazione normale questa percentuale non supera il 10-15 percento. La colpa è di una ben chiara alterazione del metabolismo del glucosio nei pazienti con emicrania”. Se nei casi gravi non c’è praticamente alternativa ai farmaci, chi soffre di mal di testa lievi può trovare giovamento dai metodi naturali, anche solo per l’effetto rilassante che inducono. Tutto quello che aiuta rilassarsi fa bene. Negli Stati Uniti intanto alcuni centri di ricerca stanno sperimentando l’effetto degli stimolatori elettrici sulla malattia. I dati sulla loro efficacia però, sono molto controversi, ma i medici che la propongono non fanno altro che seguire l’esempio di Scribonius Largus, meico dell’imperatore Claudio. La sua tecnica per combattere i dolori consisteva nell’applicare una torpedine viva sulla zona da sedare, o all’interno di una bacinella in cui il paziente immergeva i piedi per ricevere la scossa. L’effetto, se non una riduzione della tenaglia attorno alla testa, era almeno una piacevole sensazione di intorpidimento. Come l’etimologia conferma:”Torpor, quod signum est remediationis.”

Toppi Andrea

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