Lo tzunami

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Testo

Andrea Caruso 1^A LST 3/1/2005

TEMA N°1

Sono arrivate le vacanze natalizie, la casa è addobbata con ogni tipo di ornamenti, luci intermittenti, stelle, palline sfavillanti.
Sono bellissime giornate quelle del Natale 2004, raccontavo a mia madre in modo gioioso ed euforico, sdraiati sul divano; stavo anche pensando come sarebbe stato bello andare al mare in una delle località più belle della Terra: le isole tropicali.
Quando un’edizione straordinaria del telegiornale ci interrompe lasciandoci a bocca aperta: un terribile maremoto, chiamato Tzunami, si è scatenato sull’Oceano Indiano, l’epicentro era localizzato al largo della costa dell’isola di Sumatra, di cui non conoscevo neanche l’esistenza, mi sembrava solo una vicenda catastrofica che mi appariva però lontana; soltanto dopo alcune ore quando la notizia faceva il giro di tutte trasmissioni televisive, iniziavo a realizzare la dimensione del dramma, più passava il tempo più la situazione degenerava: sei Paesi colpiti (India, Somalia, Maldive, Thailandia, Indonesia, Sri Lanka ) e oltre 150'000 vittime, quasi la metà turisti.
I filmati che ci giungevano erano amatoriali perché ai turisti, questa era sembrata un’attrazione ed inoltre i bambini erano attratti dalla spiaggia in quel momento perché il mare si era ritirato di 150 metri lasciando la spiaggia scoperta con tutte le sue bellezze (conchiglie, pesciolini, ecc…).
Questo è stato definito il più grave terremoto degli ultimi quarant’anni, provocando,si presume, danni da 14 miliardi di danni. Subito sono intervenute le associazioni umanitarie, immediatamente sono arrivati aiuti da tutto il mondo,la solidarietà esiste
È comunque presto per valutare le ripercussioni di un cataclisma che ha addirittura causato dei cambiamenti sulla morfologia del pianeta. Ha infatti provocato lo spostamento dell’asse terrestre sul piano che passa per Greenwich di 5-6 centimetri. La scossa è stata tanto violenta da spostare l’isola di Sumatra di 30 metri. Inoltre per l’altissima velocità dell’onda (circa 500 km/h) ha distrutto parte della barriera corallina, secondo gli esperti ci vorranno degli anni prima che l’ecosistema si riprenda perché i coralli hanno una crescita molto lenta. Il passaggio dell’onda ha inoltre alterato ovunque gli equilibri. Alcune isole sono state sommerse dall’acqua, sono state anche modificate le chimiche dei terreni dall’invasione di acqua salata. Oltre tutto si teme l’espansione di epidemie perché si pensa che i corpi, ormai in decomposizione, possano infettare i terreni, quindi è anche proibito mangiare frutta e verdura.
Adesso si sta cercando di capire il motivo per cui non è giunta l’informazione dell’insorgenza dello Tzunami; si hanno molte opinioni in proposito: c’è chi dice che non è stato detto perché oramai era troppo tardi e l’intervento sarebbe servito soltanto a creare più panico di quanto non ce ne fosse già; c’è invece chi dice che ci sarebbe stato un fuggi-fuggi dei turisti creando un forte buco nel turismo di questi Paesi (questa ipotesi a mio parere è veramente una grandissima idiozia).
Quando si parla di questo disastro tra gli amici o con i parenti, in primo luogo viene in mente la scelta a cui è stata costretta la madre australiana: “quale dei due figli devo lasciare; il primo di cinque anni e il secondo di venti mesi,una decisione difficile e sofferta che però era necessaria altrimenti non si sarebbe sopravvissuto nessuno, per fortuna si sono salvati tutti e tre.
Tra i pochi italiani tornati in patria ci sono anche degli amici di alcuni miei familiari,purtroppo però qualcuno è ancora disperso.
Le più grandi compagnie turistiche lanciano il loro appello:”il pericolo è scagionato, continuiamo a frequentare queste isole, per un turismo sociale”. Non condivido assolutamente questa incitazione come potrei fare una vacanza dove si respira morte ovunque.
Una soluzione potrebbe essere invece, come ho fatto io, quella di sparare qualche petardo in meno e di devolvere il risparmiato alle associazioni.

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