Lezione di anatomia

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Testo

lezione d'anatomia - arrigo boito

E’ un componimento del 1865. una giovane tisica è morta all’ospedale, e ora il medico anatomista la sta sezionando di fronte agli studenti di medicina. Era bella, bionda e – immagina il poeta – pia, e la scienza commette il delitto di profanarne il corpo e la purezza. Ma è solo un’illusione; il Vero è più forte dell’Ideale vagheggiato: di colpo si scopre che la ragazza era incinta di un figlio illegittimo.

la sala e' lugubre;
dal negro tetto
discende l'alba,
che si riverbera
sul freddo tetto
con luce scialba.

chi dorme?... un'etica
defunta ieri
all'ospedale;
tolta alla requie
dei cimiteri,
e al funerale;

tolta alla placida
nenia del prete,
e al dormitorio;
tolta alle gocciole
roride e chete
dell'aspersorio.

delitto! e sanguina
per piaga immonda
il petto a quella!
ed era giovane!
ed era bionda!
ed era bella!

con quel cadavere
(steril connubio!
sapienza insana!)
tu accresci il numero
di qualche dubio,
scienza umana!

mentre urla il medico
la sua lezione
e cita ad hoc:
vesalio, ippocrate,
harvey, bacone,
sprengel e koch,

io penso ai teneri
casi passati
su quella testa,
ai sogni estatici
invan sognati
da quella mesta.

penso agli eterei
della speranza
mille universi!
finzion fuggevole
piu' di una stanza
di quattro versi.

pur quella vergine
senza sudario
spero', nell'ore
piu' melanconiche
come un santuario
chiuse il suo cuore,

ed ora il clinico
che glielo svelle
grida ed esorta:
"ecco le valvole,
ecco le celle,
ecco l'aorta."

poi segue: "huic sanguinis
circulationi..."
ed io, travolto,
ritorno a leggere
le mie visioni
sul bianco volto.

scienza, vattene
co'tuoi conforti!
ridammi i mondi
del sogno e l'anima!
sia pace ai morti
e ai moribondi.

perdona o pallida
adolescente!
fanciulla pia,
dolce, purissima,
fiore languente
di poesia!

e mentre suscito
nel mio segreto
quei sogni adorni...
in quel cadavere
si scopre un feto
di trenta giorni.

GUIDA ALLA LETTURA:

Una serie di contrasti
La prima contraddizione è fra la bellezza e la morte; ma a essa se ne aggiunge subito un’altra, quella fra poesia e scienza. Quest’ultima con “sapienza insana” (e anche l’ossimoro dà il senso di contrasto), viola il corpo della poveretta, che il poeta immagina dedita in vita a sogni “estatici” e romantici. Anzi la ragazza diventa nella sua immaginazione una fanciulla pia e quasi un’espressione stessa della poesia contrapposta alla scienza. Ma si tratta solo di un’illusione poetica. All’Ideale si oppone il Vero: alla fine, infatti, emerge il contrasto più profondo, quello fra sogni e realtà, fra Romanticismo e Realismo. La verità è che la fanciulla non è affatto una fanciulla pia: con cinico ghigno il poeta chiude il componimento annunciando che nel cadavere il medico trova un feto. Alla fine la scienza, che rivela il Vero, ha la meglio sui sogni della poesia romantica. Siamo già nel clima del Positivismo. A veder bene, però, il Vero è accettato solo con un atto di protesta e di rabbioso compiacimento: il ghigno finale del poeta nel proclamare la verità conserva infatti una smorfia di amarezza e di disgusto.

Lo sperimentalismo metrico e linguistico
il componimento è notevole per l’uso di una serie di vocaboli tecnici, propri della medicina ed estranei al linguaggio della poesia (“valvole”, “celle”, “aorta”), talora addirittura in latino ( cfr. v. 33 e v. 61-62). Inoltre, ai vv. 34-36, sono elencati medici, scienziati, anatomisti famosi, così come vengono citati dal professore. Anche questi inserti realistici fanno contrasto rispetto ad altre zone del componimento di linguaggio più elevato e tradizionale. La tecnica del contrasto, insomma, non è solo tematica: è anche linguistica.

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