legalizzazione droghe leggere: testo argomentativo

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Testo

TESTO ARGOMENTATIVO: LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE.

La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe essere un passo avanti verso una società più consapevole delle proprie problematiche e più coerente nelle sue scelte. Ci definiamo una società moderna e democratica ma sicuramente rendere illegali sostanze non pericolose e addirittura che in certi casi possono arrivare ad essere terapeutiche è un freno che dovremmo impegnarci ad eliminare.
La legalizzazione delle droghe leggere prevede la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati (marijuana, hascisc).
Il composto prevalente di tale sostanza è il delta-9-THC una proteina che ha varie qualità terapeutiche. Sostanze come la marijuana, grazie alla presenza di questa proteina, potrebbero essere utilizzate (e sono utilizzate anche se illegalmente) da persone malate di cancro e da sieropositivi per combattere fastidiose conseguenze della chemioterapia o di forti farmaci utilizzati per combattere l’AIDS.
Gli effetti della cannabis su persone sottoposte a chemioterapia sono quelli di eliminare il senso di nausea, di ridurre gli spasmi e la spasticità muscolare. Sui malati di AIDS la marijuana ha effetti ancora più sorprendenti: il fumo di queste sostanze arriva lì dove altri medicinali spesso falliscono, poiché crea un sostanziale appetito aiutando il sieropositivo a contrastare seconde conseguenze della malattia come l’anoressia; in questo modo può arrivare addirittura a prolungare la vita del malato.
Oltre ai motivi medici, ci sono anche diverse ragioni sociali che sostengono la tesi dei pro-legalizzazione. La legalizzazione delle droghe leggere può, infatti, aiutare a combattere altri problemi egualmente diffusi e molto più gravi come la diffusione di droghe pesanti, soprattutto tra i giovani. La differenza tra droghe pesanti (come LSD, eroina, cocaina) e droghe leggere è molto marcata: mentre le prime portano ad un elevato grado di dipendenza e a gravi danni sia all’organismo sia alla mente, le seconde non portano a nessun problema né fisico né mentale.
Legalizzando le droghe leggere si escluderebbero casi di ragazzi che incominciano a fare uso di droghe pesanti perché imbattutisi durante la ricerca, illegale, di droghe leggere; grazie alla legalizzazione si avrebbe una vendita legale di marijuana e hascisc in un ambiente controllato dalle forze dell’ordine e, quindi, nel quale non ci sarebbe la presenza di droghe pesanti.
Ciò è confermato dai dati pervenuti in Olanda in seguito alla legalizzazione delle droghe leggere. Dopo un decennio di legalizzazione si è avuto il risultato sì di un piccolo aumento della percentuale di consumatori di marijuana ma cosa più importante, si è avuto una consistente diminuzione della percentuale di giovani che fanno uso di droghe pesanti. Se confrontiamo i dati di consumatori di marijuana che hanno fatto
TESI
1 ARGOMENTAZIONE

2 ARGOMENTAZIONE

ESEMPIO A SOSTEGNO DELLA 2 ARGOMENTAZIONE
uso di cocaina in Italia si ha all’incirca il 16% mentre la cifra paragonabile relativa all’Olanda è l’1,8%.
In breve perché dobbiamo dare retta a stupidi stereotipi che ci sono stati imposti fin dai primi anni Settanta pensando alle droghe leggere come ad un grave problema per la società? Perché non dare retta ai risultati scientifici che affermano che non c’è nessun rischio fisico né mentale nell’assunzione di droghe leggere e perché non legalizzarle aiutando persone malate e prevenendo l’incubo di una società dipendente da droghe pesanti?
A queste domande coloro che sono contro la legalizzazione rispondono con diverse argomentazioni, prima fra tutti la convinzione della nocività delle droghe leggere.
Per quanto riguarda gli effetti terapeutici dei derivati della cannabis, coloro che sono contro la legalizzazione affermano che c’è un altro farmaco (Marinol) messo in commercio negli Stati Uniti nel 1986, che non è altro che la sintesi della proteina che contiene i valori terapeutici della cannabis: il delta-9-THC. Per questo motivo ritengono che il farmaco e la marijuana abbiano la stessa efficacia.
Contro i dati scientifici che con diversi esperimenti in laboratorio hanno negato la nocività delle droghe leggere per quanto riguarda problemi al sistema nervoso, a quello immunitario, e ai polmoni, gli anti-legalizzazione rispondono con i dati raccolti nei pronti soccorsi dove un alta percentuale dei ricoverati per droga afferma di aver fatto uso di marijuana e hascisc.
Queste risposte si possono facilmente negare con un attenta analisi dei problemi presentati.
Innanzi tutto si può subito riscontrare l’elevato costo del Marinol: si è calcolato che per un malato di cancro che dovesse assumere tre capsule al giorno di Marinol (un’ipotesi più che accettabile visto gli effetti devastanti della chemioterapia) dovrebbe spendere circa 5.000 dollari l’anno!
Inoltre ci sono alcuni problemi derivanti proprio dal fatto che la proteina non sia inalata direttamente attraverso il fumo ma sottoforma di compressa orale.
Questa forma porta a diversi problemi come ad una più lenta efficacia poichè la compressa impiega tempo per entrare in circolo mentre il fumo della marijuana è pressoché immediato; un altro problema è la difficile assunzione in quanto deve essere ingerita da persone affette da nausea e vomito che per questo sono incapaci di ingerire alcuna sostanza. Altro inconveniente è la sua bassa concentrazione per la quale il paziente è costretto ad ingerire diverse capsule al giorno da cui il problema del costo.
Per questi motivi ben il 44% degli oncologi americani che hanno risposto ad un questionario anonimo, hanno dichiarato di aver suggerito l’uso della marijuana ai propri pazienti; altri hanno

1 ANTITESI (in contrasto con la 1 argomentazione).
2 ANTITESI.
CONFUTAZIONE DELLA 1 ANTITESI.

affermato che la consiglierebbero se legale benché ci sia la disponibilità del Marinol.
Per quanto riguarda le denunce per l’assunzione di droghe leggere, contro i dati raccolti dagli oppositori alla legalizzazione si può rispondere con un più attento esame dei dati raccolti. Possiamo quindi riferire i dati riguardanti le denuncie per droga rilevate negli ospedali italiani nel 2001 in cui ci sono 6,25% denunce per quanto riguarda l’abuso di marijuana, 15,3% per quanto riguarda la cocaina, 9% per l’eroina. Anche le denunce d’abusi di farmaci venduti normalmente senza obbligo di ricetta superano la percentuale di quelle per abusi di droghe leggere con il 9% di denunce. È infatti vero che nelle cartelle d’ospedale la percentuale delle persone che citano la marijuana è elevata ma, è anche importante ricordare che non è mai citata da sola ma sempre con la presenza d’altre droghe pesanti o con un abuso d’alcol. Si possono quindi notare all’interno del 6,15% degli abusi di droghe leggere che nell’80% dei casi è nominata almeno un'altra droga pesante, mentre nel 15% di casi sono nominate due o più droghe pesanti. All’interno di queste cifre si rileva che nel 60% delle stesse denunce era presente anche l’abuso d’alcolici oltre che quello di altre droghe. Sono quindi nulle le denunce per sola marijuana.
Voglio infine ricordare che la legalizzazione delle droghe pesanti riguarda in ogni caso la vendita solo a persone adulte ed entro a certe regole come il controllo della quantità venduta per volta e la vendita solo in posti autorizzati e adibiti solo a questa funzione all’interno dei quali è permesso il consumo di tali sostanze proibito al di fuori di questi, nel più completo rispetto della società. Ritengo quindi giusto attuare la legalizzazione delle droghe leggere in quanto può aiutare persone malate e può aiutare a risolvere gravi problemi senza creare alcun danno alla società.

CONFUTAZIONE DELLA 2 ANTITESI.
ESEMPIO.

CONCLUSIONE.

Esempio



  



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