Lavandare (Giovanni Pascoli)

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Testo

Lavandare

PARAFRASI
Nel campo arato a metà, è rimasto un aratro senza buoi, come dimenticato, tra la nebbia leggera. Dal canale arriva il rumore ritmato delle lavandaie con tonfi frequenti e lunghe canzoni: “Soffia il vento e cadono le foglie, e tu non sei ancora ritornato al tuo paese. Quando sei partito, sono rimasta come l’aratro abbandonato su un terreno a riposo (maggese).

LIVELLO TEMATICO
In questa poesia sono stati inseriti da Pascoli tutti i temi che caratterizzano la maggior parte dei suoi componimenti, e tutti riferiti ad un’infanzia difficile.
Quello fondamentale in questo madrigale è quello della natura, molto cara all’autore essendo egli di origine contadina, e descritta utilizzando termini oggettivi e specifici, con l’ausilio dei campi sensoriali.
Nell’ultima quartina il lettore può notare la presenza del campo semantico dell’amore, con il canto popolare delle lavandaie che racconta di un giovane, partito per una meta ignota, che ha abbandonato la ragazza nel paese.
All’interno di questa strofa è presente una sorta di apostrofe (e tu), riferita al personaggio protagonista della vicenda con cui può essere identificato lo stesso poeta. A quest’ultimo tema sono collegati anche quelli dell’abbandono e della solitudine, riferiti alla difficile infanzia di Pascoli, che ha visto morire il padre ed alcuni fratelli, ricordati nella maggior parte delle poesie, ma anche il “nido” familiare da cui si è separato, e che lo paragona al giovane costretto ad abbandonare la propria amata.

LIVELLO METRICO
Questa poesia viene definita madrigale, cioè un breve componimento poetico senza alcuno schema metrico, con gli unici obblighi di inserire un tema d’amore ed un linguaggio raffinato e musicale, peraltro entrambi presenti.
Le rime seguono il ritmo ABA CBC DEDC. La struttura è circolare sull’aratro contrapposto alla maggese. L’opera è composta da due terzine ed una quartina, per un totale di undici versi.

LIVELLO SINTATTICO
In questa poema Pascoli tende ad ingannare il lettore utilizzando prevalentemente delle coordinazioni, per dare una falsa idea di immediatezza e di semplicità, con la presenza della congiunzione copulativa “e” che rende il testo musicale. Per quanto riguarda i tempi verbali, essi sono tutti all’indicativo, modo più immediato utilizzato dalla maggior parte dei poeti. Gli aggettivi soggettivi sono molto pochi, ma si caratterizzano maggiormente per oggettivi. Sono solo due i pronomi, ed entrambi di seconda persona singolare: tu e tuo, entrambi presenti nell’ottavo verso.

LIVELLO LESSICALE
Il linguaggio è raffinato e musicale come consuetudine per un madrigale, con la prevalenza di suoni medi (a) e scuri (o, u). I nomi utilizzati da Pascoli sono per la maggior parte concreti, con presenza di termini tecnici, latinismi, e riferimenti al mondo dell’agricoltura tanto caro al poeta.
Il soffio del vento, particolare naturale, è accentuato dall’allitterazione delle consonanti v,f ed s, che lo replicano fedelmente.

FIGURE RETORICHE
In questo madrigale sono presenti diverse figure retoriche:
- delle onomatopee (sciabordare, tonfi, soffia)
- una sorta di apostrofe (e tu)
- enjambement (che pare dimenticato)
- una rima interna (sciabordare delle lavandaie)

Esempio



  



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