La tregua: scheda libro

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:24.10.2005
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Testo

La tregua

Primo Levi é nato a Torino nel 1919. I suoi antenati erano ebrei piemontesi provenienti dalla Spagna e dalla Provenza. Nel 1934 si iscrive al Liceo “D'Azeglio”, istituto che ha ospitato docenti illustri, oppositori del fascismo (Monti, Antonicelli, Cosmo, Bobbio e molti altri ) e in prima Liceo ha come professore d'italiano Cesare Pavese. Nel 1937 si appassiona alla letteratura di testi scientifici e si iscrive al corso di chimica all'università di Torino. Negli anni seguenti vengono proclamate le leggi razziali in Italia, egli però continua i suoi studi riuscendo a laurearsi con pieni voti e con lode nel 1941. Nel frattempo il padre si ammala e così Levi è costretto a lavorare per sostenere la famiglia. Nel 1942 entra a far parte del Partito d'azione clandestino. Muore suicida l'11 aprile 1987, nella sua casa a Torino.

Sintesi del racconto: in questo romanzo Levi narra il lungo viaggio di ritorno in Italia dalla prigionia nel Lager (dal 27 gen. al 19 ott.). Dalla “Buna” viene portato dai Russi “liberatori” ad Auschwitz, non più campo di concentramento ma ritrovo di superstiti nonchè infermeria, per essere curato dalla scarlattina; qui conosce nuove persone, vive nuove esperienze, finché esausto ed annoiato da giornate trascorse a letto, decide di partire per una destinazione ignota con un convoglio russo di dieci persone. Approfondisce il rapporto con uno di questi passeggeri, Mordo Nahum, un greco dai saldi e contestabili principi morali (che lui stesso ad un certo punto definirà “il mio maestro greco”), per il fatto che entrambi sono mediterranei e con la consapevolezza che si è più forti ad essere in due. Raggiungono, dopo varie settimane di viaggio il campo di Katowice e Levi nel campo degli Italiani conosce Leonardo, il medico, e Marja, l’infermiera e dopo poco tempo viene “assunto” da questa grazie all’equivoco della parola “docktor” nella traduzione e al suo nome, Primo, che casualmente corrispondeva quasi al cognome di lei: Prima. Ritrova poi un un uomo che aveva conosciuto in Lager, Cesare, intraprendente e astuto, col quale stringerà una profonda e solida amicizia. Giunge poi l’attesa notizia della fine della guerra: è l’8 maggio e mentre i Russi festeggiano l’avvenimento per l’intera settimana, nei prigionieri risorgono le speranze nel ritorno. Proprio in quei giorni però Primo si ammala di pleurite (malattia polmonare) e viene guarito da Gottlieb, dottore che poi aiuterà Levi e gli altri nel viaggio verso Odessa, la prossima meta, con le “piccole difficoltà burocratiche”. Prima di giungere qui però, il treno viene bloccato a Zmerinka, dove gli Italiani si fermano per qualche giorno, prima di riuscire ad aggregarsi a un convoglio di Italiani funzionari della Legazione italiana di Bucarest. Dopo dieci giorni viene loro consigliato di recarsi, a piedi, al campo di Staryje Doroghi, "vecchie strade". Nella "casa rossa" chiamata così per il colore dei suoi muri, il cibo non è dei migliori e tutto sommato la vita del campo è monotona, oziosa, più adatta “a una vacanza che alla vita”. Gli unici avvenimenti che scuotono questa monotonia sono l’arrivo di un cinematografo che proietta tre film e la costruzione di un piccolo teatro. Finalmente, anche se con un po’ di dispiacere, il 15 sett. 1945 gli Italiani partono per tornare a casa. Il viaggio però si rivela molto lento. Raggiunta Iasi, in Romania, le famiglie rumene si staccano dal convoglio, mentre gli Italiani continuano il faticoso viaggio attraverso la Romania, l’Ungheria, la Slovacchia, l’Austria, con una piccola deviazione a Monaco, e, finalmente, il Brennero e l’Italia. A Pescatania Cesare e Primo si dividono e Levi raggiunge Torino il 19 ottobre, ritrovando tutto e tutti in buono stato.
Personaggi principali:
• Primo Levi: (protagonista) fisicamente è debole e si ammala due volte (di scarlattina e pleurite), , è dotato di una grande forza interiore, è intelligente e duttile, riesce a comunicare in varie lingue, è speranzioso, solidale, non vendicativo; è antinazista e antifascista, partigiano; si salva grazie alle sue abilità e all’amicizia con Cesare e il greco.
• Cesare: fedele compagno del protagonista, vivono molte vicende insieme e sembra che il protagonista tenga molto a questo legame. Ragazzo intraprendente, abile commerciante (anche se differentemente dal greco), cerca con ogni mezzo di portare gli avvenimenti a suo favore. Propone spesso idee utili per guadagnare e per vivere “meglio”
• Il greco: compagno di viaggio di Levi, il loro rapporto non è paritario: varia “da padrone-schiavo a titolare-salariato, a maestro-discepolo, a fratello maggiore-fratello minore” e comunque non sembra che il greco abbia grande considerazione del protagonista. Preferisce dargli consigli e modelli di vita piuttosto che chiedere.
• Presenti molti personaggi secondari, citati un’ unica volta o più spesso ma senza descriverne la storia. (Charles, suo compagno nel viaggio ad Auschwitz, Hurbinek e Henek (p. 166- 167)due ragazzi “diversi” che si intendevano alla perfezione, Hanka e Jadza , le due ragazze polacche che svolgevano la funzione di infermiere, Leonardo e Marja, dottore e infermiera a Katowice, Il moro di Verona, uomo poco socievole che vive per la figlia, il Trovati, Cravero). Credo che queste descrizioni brevi, vaghe, numerose vogliano darci l’idea della pazzia dell’idea di isolare “gruppi” di persone, ognuno è diverso.

Tempo: il periodo storico durante il quale si svolge il romanzo va dal 27 gennaio 1945 al 19 ottobre dello stesso anno, periodo coincidente con la fine della seconda guerra mondiale.
Spazio:
• La Buna che Levi lascia nella fase del disgelo
• Il "campo grande" (Auschwitz) (edifici in mattoni, abbandono, solitudine…)
• Il campo di Katowice, (…una dozzina di baracche… il filo spinato simbolico..)
• Il treno carico della speranza del rimpatrio
• Il territorio russo da selvaggio a desolato
• Il campo di Sulzk
• La casa rossa (cresciuta senz’ordine)
• Il territorio rumeno
• La periferia di Vienna, il Danubio, il mercato
Tecniche dell’autore: Il rapporto fabula-intreccio è di parziale parallelismo; sia il narratore che il punto di vista sono interni; la durata narrativa è creata soprattutto attraverso sommari, con brevi pause descrittive e riflessive.
Temi del libro: La tematica principale è l’esilio e la nostalgia che ne deriva
Sentimenti verso i tedeschi
La debolezza dei tedeschi alla sconfitta del loro Fuhrer
Messaggi: un esempio concreto per non dimenticare…
Riflessioni personali: Secondo me è stato un libro molto istruttivo, in quanto mi ha fatto capire che nessuno può avere tutto

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