la sessualità

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Testo

L ’educazione della sessualità è certamente un problema difficile per la sua complessità.
Pertanto per poter affrontare un così delicato argomento sarà indispensabile chiarire il significato della sessualità.
“La sessualità è una componente fondamentale della personalità, un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di sentire, di esprimere e di vivere l’amore umano.
La sessualità caratterizza l’uomo e la donna non soltanto sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e spirituale, improntando ogni loro espressione.
Tale diversità, connessa alla complementarietà dei due sessi, risponde pienamente al disegno di Dio secondo la vocazione a cui ciascuno è chiamato”.
( Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica, lineamenti di Educazione Sessuale, Orientamenti Educativi sull’Amore Umano, 4).
In realtà già il 29 Dicembre 1975 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una dichiarazione relativa alla sessualità. Il suo primo insegnamento che vi si offre è contenuto nel titolo stesso, giacché fu pubblicata come una Dichiarazione su alcune questioni di etica sessuale, Persona Humana.
E’ molto significativo parlare di “etica” per riferirsi a un fenomeno tanto complesso come è quello della sessualità.
Parlare di etica sessuale è come affermare in modo chiaro, anche se implicito, che “la sessualità è qualcosa di strettamente vincolato alla dignità dell’uomo”.
Pur essendo un fenomeno prevalentemente biologico, si colloca anche sul piano etico, perché qualsiasi situazione, tendenza o atto dell’uomo - per quanto paragonabile a qualsiasi situazione, tendenza o atto animale – non possono essere compresi se non nell’ambito di ciò che è propriamente umano, posto a livello superiore a quello della mera natura.
Nel primo punto del documento si dice esplicitamente: “Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale, lo fanno uomo o donna, condizionando così gradualmente l’iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società”. (P.H., 1).
La sessualità, orientata, elevata e integrata dall’amore, acquista vera qualità umana. Nel quadro della sviluppo biologico e psichico, essa cresce armonicamente e si realizza in senso pieno soltanto con la conquista della maturità affettiva, che si manifesta nell’amore disinteressato e nella totale donazione di sé. (O.E.A., 6).
Parlando di educazione sessuale è inoltre indispensabile tener presente ulteriori dichiarazioni del Magistero: Il Concilio Vaticano II, nella Dichiarazione sull’educazione cristiana, afferma il diritto alla gioventù a ricevere un’educazione adeguata alle personali esigenze. (G.E., 1).
Il Concilio precisa: “I fanciulli e i giovani tenendo conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica, debbano essere aiutati a sviluppare armonicamente le loro capacità fisiche, morali ed intellettuali, ad acquistare gradualmente un più maturo senso di responsabilità nell’elevazione ordinata e incessantemente attiva della propria vita e nella ricerca della vera libertà, superando con coraggio e perseveranza gli ostacoli. Debbono ricevere man mano che cresce la loro età, una positiva e prudente educazione sessuale”. (O.E.A., 14).
Tale educazione, dunque deve essere offerta, nell’ambito della famiglia “scuola di umanità più ricca” (G.S., 52) ai fanciulli e ai giovani in modo graduale, mirando sempre alla formazione globale della persona.
Inoltre la Costituzione Pastorale Gaudium et Spes, nel parlare della dignità del matrimonio e della famiglia, presenta quest’ultima come il luogo preferenziale per la formazione dei giovani alla castità. (G.S., 49).
Nell’Esortazione apostolica sulla missione della famiglia cristiana nel mondo attuale, Giovanni Paolo II riserva un posto importante all’educazione sessuale, come valore della persona. “L’educazione all’amore come dono di sé” dice il Santo Padre, “costituisce anche la premessa indispensabile per i genitori chiamati a offrire una chiara e delicata educazione sessuale. Di fronte a una cultura che “banalizza” in larga parte la sessualità umana, perché la interpreta e la vive in modo riduttivo e impoverito, collegandola unicamente al corpo e al piacere egoistico, il servizio educativo dei genitori deve puntare fermamente su di una cultura sessuale che sia veramente e pienamente personale: la sessualità, infatti, è una ricchezza di tutta la persona - corpo, sentimento e anima – e manifesta il suo intimo significato nel portare la persona al dono di sé nell’amore”. (F.C., 37).
Il Papa subito dopo indica la scuola quale responsabile di questa educazione al servizio e in armonia con i genitori. “L’educazione sessuale, diritto e dovere fondamentale dei genitori, deve attuarsi sempre sotto la loro guida sollecita, sia in casa sia nei centri educativi da essi scelti e controllati. In questo senso la Chiesa ribadisce la legge della sussidiarietà che la scuola è tenuta a osservare quando coopera all’educazione sessuale, collocandosi nello spirito stesso che anima i genitori”. (O.E.A., 17).
Affinché il valore della sessualità raggiunga la sua stessa realizzazione, “è del tutto irrinunciabile l’educazione alla castità che rende la persona capace di rispettare e promuovere il “significato sponsale” del corpo”. Essa consiste nella padronanza di sé, nella capacità di orientare l’istituto sessuale al servizio dell’amore e di integrarlo nello sviluppo della persona.
Frutto della grazia di Dio e della nostra collaborazione, la castità tende ad armonizzare le varie componenti della persona e a superare la debolezza della natura umana, segnata dal peccato, perché ognuno possa seguire la vocazione cui Dio lo chiama.
Nell’impegno di una illuminata educazione alla castità, “i genitori cristiani riserveranno una particolare attenzione e cura, discernendo i segni della chiamata di Dio, per l’educazione alla verginità come forma suprema di quel dono di sé che costituisce il senso della sessualità umana”. (O.E.A., 18).
Ed inoltre: “Per gli stretti legami”, continua il Papa, “che intercorrono tra la dimensione sessuale della persona e i suoi valori etici, il compito educativo deve condurre i figli a conoscere e a stimare le norme morali come necessaria e preziosa garanzia per una responsabile crescita personale nella sessualità umana.
Per questo la Chiesa si oppone fermamente a una certa forma di informazione sessuale, avulsa dai principi morali, così spesso diffusa, la quale altro non sarebbe che un’introduzione all’esperienza del piacere e uno stimolo che porta a perdere la serenità - ancora negli anni dell’innocenza – aprendo la strada al vizio”.
(O.E.A., 19).
“Obbiettivo fondamentale di questa educazione è una conoscenza adeguata della natura e dell’importanza della sessualità e dello sviluppo armonico e integrale della persona verso la sua maturazione psicologica, in vista della piena maturità spirituale, alla quale tutti i credenti sono chiamati”. (O.E.A., 34).
La nostra cultura banalizza la sessualità riducendola spesso alla sola genialità.
Stiamo assistendo a una banalizzazione delle pulsioni sessuali, presentate come innocenti e nella cui soddisfazione si tende a fondare la felicità dell’uomo.
La soddisfazione dell’impulso sessuale viene presentata come fonte di piacere fisico che si raggiunge in una specie di divertimento o gioco per cui non c’è da preoccuparsi. Per questa strada però non si può giungere alla maturità emotiva, perché la maturità sessuale che è uno dei suoi elementi, non consiste nella mera capacità biologica di riprodursi, ma è piuttosto uno stato di evoluzione amonica di funzioni, in cui le pulsioni sessuali sono al servizio dell’amore vero, fenomeno sentimentale e insieme atto di volontà.
La vita ha un senso positivo di pensiero e azione; rifiuta il vuoto e la negazione esclusiva.
Da qui deriva la necessità che la visione del sesso non si riduca alla sola attività generativa, alle genialità”. Il sesso va inquadrato nella cornice dell’amore che, abbracciando elementi biologici, sentimentali e volontari, incide su tutta la personalità; acquista un significato nella misura in cui la vita intera ha un significato.
Collegare la sessualità con l’amore in quanto questo è atto di volontà equivale a porre di nuovo in rilievo tra le pulsioni sessuali e i valori etici. Ma perché i valori etici non restino confinati in una evanescente realtà, devono essere proiettati in virtù.
Uno dei fini dell’educazione della sessualità è, certamente, sviluppare la capacità di controllo razionale delle pulsioni sessuali; ma questo non significa che sia puramente repressione.
L’educazione della sessualità acquista carattere positivo se la si vede come promozione di virtù collegate alle pulsioni sessuali.
La dottrina etica tradizionale presenta la castità come la forza con cui la ragione si impone alla pulsione sessuale. E’ virtù che nobilita la sessualità dell’essere umano, mantenendolo puro nell’animo e nel corpo, affinché le pulsioni sessuali non oltrepassino i limiti dell’amore vero. La castità è purezza di corpo e anima nell’amore.
La castità si colloca nell’ambito della temperanza. La temperanza è moderazione stabilita dall’intelligenza e si riferisce in particolar modo al desiderio di piaceri sensibili, impedendo che con un impeto anormale si esca dall’ambito della ragione.
Come una sorta di virtù minore, inclusa nella castità e al servizio di questa, si suole menzionare il pudore, che è forse una delle virtù quasi totalmente emarginate ai nostri tempi.
Il pudore è il timore di compiere un atto indecoroso o indegno. Di fronte alla pulsione sessuale, l’uomo sente naturalmente due inclinazioni: una di accettazione, il desiderio che cerca la soddisfazione e il piacere; e un’altra che è un movimento di difesa, di delicatezza, di freno, perché si ha l’impressione che tali atti, in determinate condizioni, si oppongano a ciò che la dignità umana esige.
C’è nel pudore un forte contrasto fra due tendenze ugualmente naturali ma contrapposte. Una di esse è l’attrazione verso il piacere, il desiderio di unirsi dell’uomo e della donna; l’altra è il rifiuto, dato che la natura stessa sembra temere un certo disonore o vergogna nel compiere un atto materiale, senza spirito, e per ciò stesso indegno della persona umana.
E’ come una specie di sentinella e di difesa della castità. Naturalmente, sul pudore influiscono molto le idee e gli atteggiamenti sociali sulla sessualità; natura e cultura si proiettano entrambe nell’apprezzamento o nel disprezzo del pudore.
Sebbene il pudore stesso possa essere considerato come frutto di convenzioni sociali, non dobbiamo lasciarci ingannare da questa apparente superficialità, poiché esso ha le sue radici nella coscienza di tutti gli uomini.
Il profondo senso del pudore nasce dal suo stretto legame con il sentimento di dignità dell’uomo.
Il pudore è, in ultima istanza, una difesa della propria intimità, il nucleo intimo della propria personalità.
La castità e il pudore racchiudono in sé tutte le modalità della virtù. Da un lato, esigono la forza del dominio di sé, della signoria della volontà e, dall’altro, la più grande delicatezza nelle manifestazioni esteriori di sentimenti e di affetti.
Il concetto di castità si completa e si eleva con la visione cristiana, secondo la quale la castità è virtù e anche frutto dello Spirito Santo: è virtù, in quanto è forza che opera in conformità al dettato della ragione; è frutto, in quanto risultato gioioso che lo stesso atto della castità produce.
La castità sessuale esprime la rinuncia cosciente e vigile alla sessualità - intesa come esercizio del sesso o che può condurre a quello – da parte della persona, obbedendo a fini più elevati. La castità è il risultato normale di una scelta umana; rappresenta l’esigente coerenza con valori superiori, richiede l’impegno pieno di se stessi e il cuore che vuole rimanere nella sua integrità. Presuppone sempre una coscienza, più o meno chiara, del valore della sessualità nella sua doppia finalità di procreatività e amore.
La castità nel suo significato di purezza d’animo e di vita. Lo si vede nella donna che, in attesa di scegliere l’uomo destinato a essere suo sposo e padre dei suoi figli, conserva la propria verginità o vive una vita casta, nel rispetto di se stessa; lo si vede nella coppia di sposi che, proprio perché si amano, comprendono che non è il momento giusto di manifestarsi il loro mutuo amore fino a giungere all’unione sessuale perché potrebbero concepire un figlio, e questa è la castità coniugale nell’aspetto dell’astinenza sessuale, richiesta dalla responsabilità in relazione alla procreazione; oppure quando, lontani l’uno dall’altro, vigilano per conservare integro, nella fedeltà coniugale, questo corpo che un giorno si promisero reciprocamente in modo solenne.
La castità sessuale della verginità e del celibato consacrati, che sono tipici della Chiesa cattolica, ci mostrano l’amore come una realtà che nella sua scelta radicale va oltre il sesso. Questi uomini e donne manifestano una fedeltà continuamente rinnovata alla loro “vocazione d’amore”, che è “risposta all’amore di Dio”; in un momento determinato della loro vita hanno sentito una “chiamata” speciale, fortissima, che ha motivato la loro decisione di impegnare “per sempre” tutta la loro persona e la propria vita come dono d’amore al servizio di Dio e del prossimo.
Questo impegno di consacrazione deve essere continuamente rinnovato.
Bisogna aggiungere anche che la scelta di Dio, cioè la scelta che si compie seguendo la propria fede in Dio, diventa un faro che illumina e ordina le altre scelte della vita e fa che ci si senta chiamati a vivere l’amore nella purezza interiore, che si trasforma poi in castità.
La sessualità è una componente della persona umana e non può essere considerata fuori dall’ambito delle relazioni che ha con qualsiasi altra manifestazione dell’esistenza dell’uomo. L’educazione sessuale non è un tipo di educazione che possa realizzarsi indipendentemente dagli altri aspetti educativi.
L’educazione è un processo unico perché unica è ogni persona e in ogni atto, per quanto minimo, si proietta la personalità del soggetto che agisce. Come la persona è una realtà complessa con molte manifestazioni, l’educazione presenta diversi aspetti: intellettuale, sociale, morale ecc. l’educazione sessuale è uno degli aspetti o contenuti dell’educazione su cui influiscono tutti gli altri. Può essere definita come un processo di perfezionamento dell’uomo, in virtù del quale questi giunge essere capace di conoscere, valutare e ordinare la sessualità nel quadro più grande della vita e della dignità umana.
L’educazione della sessualità tende a formare una coscienza retta dei fenomeni sessuali che devono collegarsi alla maturazione della vita umana, all’idea dell’amore vero, al concetto della famiglia e della procreazione, tutto ciò nel piano ordinato della creazione. Allo stesso modo si tenta di far arrivare alla consapevolezza che l’ordine sessuale consiste nel sottomettere le pulsioni sessuali alle norme della vita umana, rafforzando l’idea chiara che quando l’impulso sessuale segue il suo capriccio ed esigenze contingenti tiranneggia l’uomo e lo svilisce.
Anche l’educazione sessuale va concepita come un orientamento positivo che si offre alla gioventù nella sua lotta per la castità propria dello stato di ognuno.
Non si può infine dimenticare l’aspetto più elevato dell’educazione sessuale, quello in cui essa si trasforma in aiuto efficace per rispondere alla chiamata di Dio, nel caso in cui ci sia, verso una modalità di castità perfetta. Dell’educazione sessuale si può dire che si manifesta in due aspetti: come illuminazione dell’intelligenza e come rafforzamento della volontà. Di qui la necessità di un insegnamento e anche di un’attuazione della volontà.
E’ opportuno distinguere il terreno delle conoscenze e quello delle abitudini. Ciò significa che un’educazione sessuale completa comprenderà, da un lato, l’informazione adeguata perché i bambini o i giovani, in base alle loro capacità, acquisiscano le conoscenze necessarie riguardo a questi temi e, dall’altro, il formarsi di abitudini adeguate specialmente relative al regime di vita e allo sviluppo della fortezza personale, che facilitino l’ordinamento dell’istinto sessuale all’interno delle esigenze della dignità della persona.
Ogni tipo di educazione deve essere completata dallo sforzo personale, dalla lotta. Questo è vero in modo particolare per quanto riguarda la cosiddetta educazione sessuale. L’ordinamento della sessualità non si realizza senza sforzo, senza uno sforzo che a volte deve essere eroico. Questo vale soprattutto per i giovani, nei quali la forza delle pulsioni sessuali e la poca maturità della personalità esigono una lotta più rigorosa.
Rafforzare nella gioventù la consapevolezza che una vita umana si realizza anche attraverso la lotta è porre uno dei fondamenti più fermi per l’educazione nell’aspetto sessuale.
L’uomo ha bisogno di un insegnamento per saper utilizzare le proprie capacità mentali e volitive. Mentre la sua capacità di compiere atti biologici si va sviluppando spontaneamente all’interno del processo della sua maturità fisica. Così, nessuno ha bisogno di imparare a respirare, a guardare, a mangiare, a camminare, perché sono atti istintivi che l’essere umano acquisisce man mano che si sviluppa il suo organismo, si ha bisogno di un insegnamento proprio per farsi carico della trascendenza sociale, morale e religiosa della sessualità. In altre parole, l’istruzione sulla sessualità deve essere in certa misura biologica, ma soprattutto deve essere un’istruzione etica. E la miglior disposizione per realizzarla è la naturalezza.
Ma bisogna intendere bene la natura. La naturalezza è ciò che è conforme alla natura, da cui possiamo dedurre che ci saranno tante nature quante sono le realtà naturali. Diciamo anche che è proprio della natura umana aspirare alla verità.
E’ chiaro che arriva un momento nella vita dell’essere umano in cui questi cessa di essere bambino e ha bisogno di un aiuto speciale per orientarsi nel mondo di nuove tendenze che, insieme al rapido sviluppo biologico, possono portarlo alla confusione. In tale periodo, i genitori, proprio i genitori, devono parlare con i figli del senso della sessualità inquadrato nell’amore, del significato umano e soprannaturale dell’amore tra un uomo e una donna, del significato della castità come consegna a Dio. In questa cornice si potranno intendere la delicatezza che ogni rapporto amoroso esige e la liberazione dagli scrupoli che nascono dal considerare qualsiasi moto della sessualità come peccato. Bisogna formare nei giovani una coscienza sensibile. Situate sul piano dell’amore naturale e soprannaturale, le conversazioni tra genitori e figli sugli aspetti sessuali della vita sono più facili e i giovani le accolgono con gratitudine. Non è ozioso ripetere che gli adolescenti hanno bisogno, insieme all’insegnamento scientifico, dell’insegnamento morale che porti alla piena comprensione delle virtù legate contemporaneamente tanto alla sessualità e alla dignità umana quanto al vero amore e al rispetto degli altri, soprattutto delle persone dell’altro sesso.
Le difficoltà che si incontrano nel processo della sessualità umana si possono collocare in tre ambiti tra loro strettamente collegati, ma non necessariamente condizionati gli uni dagli altri: il campo delle idee, quello degli atteggiamenti e quello delle abitudini. Come spesso accade, alla radice di quasi tutte le devianze sessuali c’è una confusione dottrinale che bisogna chiarire.
La false idee più comunemente diffuse si potrebbero forse ridurre a quattro.
a) Considerare la pulsione sessuale come un impulso innocente nella soddisfazione del quale affonderebbe le sue radici la felicità dell’uomo. La soddisfazione della pulsione sessuale è una fonte di piacere fisico, una sorta di trastullo per il quale non c’è da preoccuparsi.
b) Ritenere che l’impulso sessuale sia puramente naturale e originariamente sia stato privo di mistero o di complicazioni, ma che sia stato via via represso da superstizioni religiose, coazioni legali e tabù convenzionali responsabili di un’atmosfera di timore e mistero riguardo tutto quel che concerne la sessualità.
c) Sostenere che la pulsione sessuale non possa essere repressa senza comportare conseguenze funeste per lo sviluppo armonico dell’uomo.
d) Dimenticare che l’amore è anche atto di volontà.
L’errore comune a tutte queste concezioni consiste nel considerare la sessualità come qualcosa di puramente biologico, esclusivamente naturale, senza tenere presente che non c’è alcun fattore della vita dell’uomo che possa essere considerato esclusivamente naturale o biologico, ma che qualsiasi manifestazione della vita rivela l’uomo come in realtà esso è: un essere complesso in cui si fondono materia e spirito.
D’altra parte, la maturità psicologica per quanto concerne la sessualità culmina quando il sesso viene incluso in un abito d’amore, nel suo duplice aspetto di fenomeno sentimentale e atto di volontà. Senza entrare nei particolari, sarà buona cosa tenere presente la necessità di un insegnamento che non arrivi a un’informazione ossessiva, né d’altro canto si deve essere restii per un falso pudore personale a parlare di certe
(queste) questioni. L’informazione sulla sessualità richiede un ambiente di verità, di decorosa naturalezza, di adeguamento alla capacità dei bambini e degli adolescenti, vincolato all’andamento complessivo dell’educazione.
Tra la mera conoscenza e gli atti a essa collegati si trovano gli atteggiamenti, fenomeni complessi che poggiano su idee o luoghi comuni molto diffusi nella società, che creano o rafforzano una disposizione a operare in un determinato senso. E’ chiaro che gli atteggiamenti nei confronti dei rapporti sessuali in generale devono essere tenuti in conto. Ma vale anche la pena di aver cura degli atteggiamenti nei riguardi di determinati problemi che impregnano l’ambiente sociale, come l’uso dei contraccettivi, i rapporti prematrimoniali, la strumentalizzazione e la manipolazione genetica.
Il problema degli abitudini è più complesso per due ragioni: la ragione generale è la scarsa correlazione esistente tra conoscenze e abitudini, il che significa che, anche se necessario, l’insegnamento non è un mezzo sufficiente, la seconda ragione sta nel fatto che, poiché il formarsi delle abitudini richiede una sufficiente e costante ripetizione di atti, l’ordinamento della sessualità esige, come già abbiamo detto, capacità di controllo, cioè, essere capaci di non fare qualcosa, se non in determinate condizioni.
L’orientamento della vita umana, compito essenziale dell’educazione, è il risultato di diversi tipi di stimoli, per cui chi ha qualche responsabilità nell’educazione dei giovani, non può disinteressarsi di tale questione. Tuttavia, nell’orientamento della sessualità, che non consiste in un insegnamento “scientifico”, bensì in un insegnamento e orientamento relativi alla sfera personale del giovane, la responsabilità compete in primo luogo ai genitori, senza che ciò significhi trascurare la possibile collaborazione della scuola cattolica, dei professori, delle parrocchie e delle comunità ecclesiali.
La ragione riposa nel fatto che questo tipo di orientamento supera di molto i problemi e le possibilità scientifiche e tecniche, per entrare nel mondo dei valori, un campo che si coltiva in quell’educazione invisibile in cui il fattore principale è costituito dai rapporti di intimità, personali e profondi, propri della vita familiare.
Poiché la cultura si trasmette principalmente attraverso la vita, è evidente, come abbiamo detto prima, che i genitori sono i primi “educatori” della sessualità, e che dovrebbero essere anche i primi a spiegare il sesso ai figli, e al momento opportuno.
Al contrario, l’ignoranza in questo campo e la delicatezza dell’argomento impediscono quasi sempre che lo facciano, e ciò che allora succede è che le informazioni sul sesso si trasmettono, in modo più o meno fantasioso, da un adolescente all’altro, come in un circolo vizioso, e queste informazioni saranno quelle che li guideranno nella vita, giacché, dopo l’adolescenza, i figli difficilmente accetteranno di dialogare con i genitori di questo argomento.
Inquadrata la sessualità nell’amore, una parte importante dell’educazione è la preparazione alla vita familiare, come base primaria di un’educazione che insegni a vivere il sesso in accordo alla finalità per cui la natura lo ha posto nel corpo.
L’educazione della sessualità, oltre ad alcuni insegnamenti essenziali su questo fattore della vita, deve creare gradualmente una mentalità capace di apprezzare il significato positivo della sessualità per i tanti valori che si rapportano a essa (validi per i genitori e “soprattutto” per i figli): il rapporto che ha con la totalità della vita umana questa grande forza vitale, fatta per l’unione tra l’uomo e la donna nella famiglia; il valore della fertilità del corpo legata al sesso; il valore della procreazione, per cui, nell’intimità del rapporto sessuale della coppia, può avere inizio la vita di un figlio; il valore della vita nella sua meraviglia e nel suo mistero, della propria vita, ma anche della vita degli altri esseri umani; il valore della coppia unita, nella quale l’uomo è sposo e padre e la donna è sposa e madre; il valore dell’amore, che prima di tutto è spirituale, e senza il quale la sessualità perde il suo significato umano; il valore e l’importanza fondamentale della famiglia, formata da tutti i suoi membri, di cui la persona ha bisogno per la sua vita e la sua crescita. Tutte queste cose sono ricchezze che hanno a che vedere col sesso.
Il processo di creazione di questa mentalità generatrice di un atteggiamento di rispetto verso il sesso, comincia con l’inizio della propria vita.
L’educazione della sessualità è qualcosa che fa parte dell’educazione globale dell’essere umano, che comincia a svilupparsi nella relazione con gli esseri che lo circondano. Il primo dono dei genitori al figlio è lo spettacolo delle loro persone e delle loro vite. E come la vita del padre e della madre si trovano intrecciate e unite dall’amore, nel seno di questo amore, nella delicatezza del comportamento, nel rispetto e nell’affetto reciproco dell’uomo e della donna, nel costante atteggiamento di servizio l’uno verso l’altro e di entrambi verso il figlio, il bambino comincia i primi elementi per conoscere il lato positivo dei rapporti umani.
L’osservazione è la fonte del suo primo apprendimento cognitivo, come l’imitazione è il metodo del suo primo apprendimento per l’attività. I diversi comportamenti di uomini e donne, di bambini e bambine.
Su queste basi, l’esistenza umana è un cammino, a volte monotono, altre volte esaltante e quasi sempre difficile, lungo il quale l’essere umano creato uomo e donna, passa dalla condizione di figlio o figlia alla condizione di padre o madre in e per la vita, all’amore e alla gioia all’interno della famiglia.

Teologia morale speciale
etica sessuale

Prof. Michele Falcone

Educazione alla sessualità
Cannizzaro Alessandra

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