La pubblicità

Materie:Tema
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Testo

Tema sulla pubblicità
Negli ultimi decenni la pubblicità ha avuto una notevole trasformazione oltre che un notevole incremento. Essa oggi può essere definita per la sua grande espansione un “fenomeno sociale” poiché ha perso di vista quelli che sono gli scopi per i quali è nata. Le sue prime comparse sono avvenute attraverso l’industrializzazione del diciannovesimo secolo durante il quale le industrie in espansione sentirono il bisogno di allargare il proprio mercato dando così di conseguenza più importanza al ruolo della pubblicità. Oggigiorno essa però ha assunto ruoli diversi che vanno oltre quello informativo, essendo il nostro un tipo di economia basato sul consumismo (cioè la felicità del possesso e del consumo di beni materiali).
I messaggi pubblicitari sono trasmessi tramite i mezzi di comunicazione di massa, comunemente detti mass media (radio, giornali, tv ecc…) che ne esaltano e ne rendono possibile la veloce diffusione. E’ un fatto ormai evidente a tutti, infatti, che la pubblicità ci assedia senza soste e con ogni mezzo inculcandoci in modo manifesto o meno quelle che sono le caratteristiche di un determinato prodotto piuttosto che un altro. La pubblicità oggi ci influenza sotto ogni minimo aspetto, dal modo di vestire, di mangiare ed in alcuni casi anche di vivere a tal punto che quando ci accingiamo a comprare un oggetto non ci basiamo più solo sui nostri gusti personali come un tempo ma ci basiamo in modo maggiore dell’opinione della massa, sia essa positiva o negativa. Tutto questo non fa altro che aumentare e far ricavare di continuo ingenti somme di denaro ai produttori ed alle aziende dei prodotti; per assicurarsi questo guadagno le ditte seguono una vera e propria strategia di vendita che passa attraverso l’osservazione e l’individuazione dei punti deboli della società, dei potenziali consumatori e di conseguenza creerà messaggi alquanto accattivanti che stuzzicano “l’appetito” dei consumatori mettendo in risalto non le caratteristiche dell’oggetto in se ma gli eventuali e possibili benefici che da esso si possono ricavare, questo perché la pubblicità fa leva sui desideri delle persone. Questa fase è di fondamentale importanza per poter ricavare guadagni poiché una pubblicità ha bisogno di costi elevati per essere creata; la creazione di quest’ultima è affidata al settore marketing.
La diffusione dei prodotti, quindi la pubblicità, può avvenire non solo tramite i mass media ma anche tramite cartelloni pubblicitari, volantini ecc…per scegliere quello giusto bisogna valutare il target (bersaglio, che indica il segmento di persone a cui è rivolto un determinato messaggio) ed il tipo di prodotto. La pubblicità a volte è talmente presente nelle nostre menti che quando vediamo un determinato prodotto ci viene subito in mente la sua relativa pubblicità che magari rispecchia scene comiche o di altro tipo.
Secondo me la pubblicità dovrebbe godere si di libertà ma di una libertà in qualche modo controllata, controllata da dei veri e propri ispettori che ne controllano ogni aspetto prima della messa in onda. In un suo famoso trattato il celeberrimo filosofo contemporaneo Karl Popper ha individuato la possibilità di inserire per chiunque lavori o sia in stretto contatto con i mass media e di conseguenza con la pubblicità, una vera e propria patente eventualmente revocabile in modo tale che queste persone, facendo parte inconsapevolmente di un processo di formazione culturale e sociale da parte di bambini in età evolutiva (soprattutto da 0 a 12 anni), mostrino particolare attenzione a questo aspetto e svolgano meglio il loro lavoro non pensando solo a se stessi, al loro guadagno. Anche se non penso che questa grande innovazione descritta da Popper potrebbe funzionare nel sistema odierno penso che sia una grande prospettiva e potrebbe diventare un grande rimedio contro la sempre e più aggressiva pubblicità.

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