La nausea, J. P. Sartre

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano

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Data:31.05.2007
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Testo

LA NAUSEA (Jean – Paul Sartre)

Pubblicato nel 1938, la nausée [la nausea] è il primo romanzo di Jean-Paul Sartre. Esso consiste nel diario di Antoine Roquentin, giovane di trenta anni che, dopo una serie di viaggi avventurosi, si stabilisce in una cittadina di provincia, Bouville, con l’intenzione di completare una ricerca storica su un libertino del Settecento, il marchese di Rollebon. Dopo tre anni di permanenza a Bouville comincia a scrivere un diario personale, il cui primo pezzo datato risale a lunedì 29 gennaio 1932. la decisione di pubblicare questi scritti non è dell’autore: i quaderni sono stati ritrovati in seguito fra le sue carte e pubblicati senza alcun ritocco. Roquentin abita in una camera d’albergo vicino alla stazione e trascorre le serate al “Ritrovo dei ferrovieri”. Per la propria ricerca passa delle ore nella biblioteca municipale, dove incontra l’Autodidatta, uno strano erudito che legge tutti i libri posseduti dalla biblioteca in ordine alfabetico. Nel fluire della quotidianità si infiltrano dei segni inquietanti: raccoglie un ciottolo per farlo rimbalzare sull’acqua e inspiegabilmente lo getta; sente nelle proprie mani un modo nuovo di prendere gli oggetti; avverte la mano di un altro uomo come un “grosso verme bianco”. Non si sente “borghesemente” a proprio agio nel mondo. È convinto di aver contratto una malattia. È la “Nausea”. Essa consiste nell’incapacità di dare un ordine alle cose: la percezione del soggetto è alterata e il racconto procede per allucinazioni. Finché, di fronte alla radice di un castagno in un giardino, gli si rivela la “contingenza” dell’esistere: Roquentin si sente ridotto a un oggetto passivo, non arriva a distinguere se stesso dal magma delle cose e la coscienza di vivere dal dato di fatto di vivere. Così ogni cosa, compresa la propria esistenza, diventa ai suoi occhi “di troppo”, cioè ingiustificabile e insensata. Capire che “tutto è gratuito” provoca la “Nausea”: “si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare”. La vita regolare e rassicurante dei provinciali di Bouville (della cui passeggiata domenicale si dà una descrizione ferocemente ironica) non è che un tentativo di nascondere l’insensatezza dell’esistenza. Prima di abbandonare Bouville, Roquentin entra per l’ultima volta nel “Ritrovo dei ferrovieri”, dove, ascoltando una musica jazz, intravede improvvisamente la possibilità di dare un senso alla vita attraverso la scrittura.
Sartre ha trasferito il proprio pensiero filosofico dentro la forma del romanzo d’invenzione e ha inserito nel racconto una nota di suspence, secondo il modello del romanzo poliziesco. La natura speculativa di queste note di diario esige la compressione dell’azione a vantaggio del monologo interiore. Parlando del carattere fittizio dell’”avventura” (il contrario della “Nausea”) che presuppone la trasformazione della vita in sequenze legate a un nesso di casualità, è il protagonista stesso a spiegare le ragioni dell’inadeguatezza delle proprie esperienze rispetto alla struttura del romanzo tradizionale; in questo senso la NAUSEA è un esempio di anticonformismo.

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