La lunga vita di Marianna Ucria

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:11.04.2007
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Testo

LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA
AUTRICE: Dacia Maraini
EDIZIONE: CDE spa - Milano
PAGINE: 265 pp.

La protagonista del romanzo è Marianna, una donna appartenente ad una nobile famiglia del ‘700: gli Ucrìa.
Tra lei e il padre, il duca Ucrìa di Fontanasalsa, sembra esserci una tenera complicità, mentre con la madre il rapporto è di reciproca diffidenza.
Marianna è una donna sordomuta cresciuta sotto il peso del motto familiare "Sposare, figliare, fare sposare le figlie, farle figliare, e fare in modo che le figlie sposate facciano figliare le loro figlie che a loro volta si sposino e figlino...", che è data a soli 13 anni in sposa allo zio.
A questa giovane età è costretta a diventare una delle tipiche donne obbligate a figliare e ogni qual volta osa ribellarsi, viene investita dall’ira di tutta la famiglia.
L’atmosfera che si respira in casa è quella di prigionia e di tristezza; Marianna decide così di rifugiarsi nella lettura scoprendo le opere dei filosofi francesi e la sua maturazione culturale si trasforma in emancipazione.
Marianna non ricorda perché ad un certo punto della sua vita le orecchie si siano rifiutate di ascoltare e la bocca di parlare. Neanche assistere all’impiccagione di un ragazzo era servito a sbloccarla e farla tornare la bambina di prima. Ma il suo handicap non è per lei una sconfitta, ma anzi la rende diversa dalle altre donne e riempie il suo silenzio di pensieri.
Ma ella spesso cerca però di chiudersi in se stessa per sfuggire alla vita. Arriva anche a decidere di morire e di suicidarsi ma riesce a lasciarsi tutto alle spalle, obbedendo all’impulso di proseguire il cammino che la porta lontano dalla sua vita di Palermo.
Più avanti nel romanzo si scopre che la parola le è stata tolta da uno shock infantile causatole proprio dal marito-zio che l’aveva stuprata.
È così possibile riassumere in pochi paragrafi trecento pagine di lunghe storie e descrizioni.
La storia di questa giovane donna è elaborata in un linguaggio ricco e colorito, impreziosito anche da diciture in dialetto siculo che ne attribuiscono maggior attendibilità, e con una trama ben articolata.
Il tema dell'emancipazione femminile è affrontato da una trama che riprende situazioni e convenzioni del romanzo storico: l’originalità del personaggio di Marianna, la finezza dell'analisi psicologica, la sobrietà del linguaggio.
Molto interessante è l’esaltazione degli altri sensi della protagonista: ogni odore, visione o sensazione è descritto con minuziosità in modo che il lettore possa ammirare il paesaggio quasi realmente; tutto ciò senza prolungarsi inutilmente. Il romanzo racconta di una nobildonna sicula sordomuta che riesce a sfuggire al suo destino determinando la sua vita con scelte che vanno contro il “rito” della vita di una nobile. Il significato del romanzo è quindi che nulla è scritto e già designato per una persona finché essa avrà la voglia e la forza di cambiare in proprio destino.

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