La luna e i falò

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:08.11.2006
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Testo

LA LUNA E I FALÒ
La luna e i falò è un romanzo scritto da Pavese, pubblicato per la prima volta nel 1950 dalla casa editrice Einaudi dI Torino.
TRAMA
Il libro, appartenente alla corrente del neorealismo, narra la vita di Anguilla, questo il soprannome del protagonista, che a circa 40 anni, dopo essere stato in giro per il mondo e aver fatto fortuna torna nelle Langhe, terra dove aveva trascorso la sua infanzia, per ritrovare la sue radici.
È una ricerca di identità infatti, essendo lui stato trovato sulle scale del Duomo di Alba, non sentiva di appartenere ad alcuna terra e non si considerava a casa sua in nessun posto.
Inizia quindi un continuo salto temporale tra presente e passato.
Rivedendo quei luoghi gli torna in mente la sua infanzia, trascorsa alla Gaminella, un podere, con Padrino e Virgilia, 2 contadini che in cambio della mesata passata dal comune,avevano tenuto in casa quel trovatello. In quel cascinale, nel frattempo, era andato a vivere Valino, un contadino vedovo e violento, schiacciato dalla proprietaria e dai debiti, che viveva lì con la cognata, la suocera e il figlio, Cinto, un ragazzino zoppo nel quale Anguilla si rispecchia e a cui cerca di trasmettere la voglia di andarsene.
Incontra poi Nuto, un vecchio amico che aveva conosciuto quando da ragazzo lavorava alla Mora, dove il protagonista aveva trascorso la giovinezza facendo il garzone presso la famiglia del sor Matteo, e con lui rievoca i tempi passati e parla della situazione attuale.
Riemergono allora anche le figure delle figlie del padrone, Irena e Silvia, 2 ragazze di cui il giovane Anguilla era stato segretamente innamorato, forse più per quello che rappresentavano che non per loro stesse: erano grandi, libere, intraprendenti, accerchiate da corteggiatori.
Entrambe avevano fatto una brutta fine: Silvia, dopo alcune storie finite male era rimasta incinta ed era morta in seguito ad un’emorragia provocata dall’aborto; Irene invece, morto il padre e delusa dal suo amato aveva sposato un uomo violento con cui era infelice, si era trasferita e dopo poco era morta.
Pensa quindi ai suoi amori: Teresa, una donna conosciuta a Genova, che aveva abbandonato partendo per l’America dove aveva incontrato Rosanne, una ragazza con cui aveva condiviso la spensieratezza ma che dopo poco lo aveva abbandonato.
Un giorno, mentre vaga con Nuto per quelle colline arriva di corsa Cinto, dicendo che il Vallino è impazzito, ha ucciso le 2 donne e si è impiccato e lui è riuscito a salvarsi per un pelo.
I 2 uomini accorrono e vedono tutto bruciato.
Anguilla deva tornare a Genova e affida così Cinto a Nuto affinché impari il mestiere di falegname.
Nuto racconta poi al protagonista la storia di Santa, la figlia minore del Sor Matteo.
Ella era stata fidanzata con un gerarca fascista, poi, tornata aveva iniziato a fare la doppiogiochista tra i partigiani e le brigate nere e, una volta scoperta, Nuto era stato costretto ad assistere impotente mentre i suoi compagni la uccidevano e poi la bruciavano, trattamento riservato alle spie.
INTRECCIO
La storia non ha un intreccio cronologico ma è basato su un continuo salto temporale tra passato e presente con l’uso frequentissimo di flash back.
PERSONAGGI
Il personaggio principale è Anguilla, un tipo descritto attraverso indizi. È un uomo, ormai quarantenne, un ex garzone arricchitosi in America dova ha fatto i più svariati lavori. È il protagonista alla ricerca dell’oggetto conteso che è la ricerca di radici. Vaga per tutto il mondo ma è molto legato ai ricordi della sua infanzia. È un personaggio statico infatti, anche con questo ritorno non trova ciò che cerca e riparte.
Nuto; è un falegname. È sempre stato il punto di riferimento del protagonista.
Da giovane infatti suonando il clarinetto era stato in molti luoghi.
Era una persona molto intelligente, che ragionava molto bene di politica. Era comunista e durante la guerra aveva fatto parte dei partigiani.diceva ce il mondo era da rifare e che la gente nasce tutta uguale, e sono solamente gli altri che trattandoti male ti guastano il sangue. Il protagonista scopre di assomigliare a quello che era sempre stato il suo riferimento anche se Nuto al contrario di Anguilla ha assunto le sue responsabilità di uomo e marito e ha avuto la forza di restare. È l’aiutante è un tipo ed è statico.
Ci sono poi numerosi altri personaggi che intervengono nella vicenda come Cinto, nel quale Anguilla rivede se stesso da piccolo, sperduto in un mondo che non lo accettava, il Valino, le sorelle, Sono tutti presentati con la caratterizzazione per indizi, sono tipi e statici.
La vicenda è ambientata nel dopoguerra e dura circa 15 giorni, il periodo che Anguilla torna per le vacanze di Ferragosto, ma, per l’uso massiccio di flash-back, le vicende coprono uno spazio temporale di circa 40 anni.
TEMPO
Gli episodi di cui si parla sono invece riferiti al periodo prima della guerra per quanto riguarda l’infanzia e la giovinezza, al periodo durante il conflitto quelli riguardanti l’America.
Il tempo del discorso è molto inferiore al tempo della storia grazie all’uso di ellissi, sommari e flash back, ma il ritmo è medio lento per la presenza di discorsi diretti e descrizioni.
SPAZIO
La storia narrata si svolge in gran parte nelle Langhe, anche se ci sono alcune parti ambientate a Genova o in America. Il paesaggio è quello di collina, con platani, viti e casolari sparsi.
I luoghi assumono una valenza simbolica in quanto le colline rappresentano le cose semplici, naturali, facili legate all’infanzia e il protagonista ha un rapporto starno con loro: da una parte le vede come casa sua in quanto ci ha vissuto da piccolo ma dall’altra non riesce mai a sentirle veramente sue.
Viene inoltre utilizzata una rappresentazione realistica del presente con una precisione di dettagli, mentre una rappresentazione sentimentale per il passato con una tonalità di pietosa malinconia.
L’AUTORE- NARRATORE
Il narratore è interno alla storia e coincide con il protagonista, d è palese in quanto partecipa emotivamente alle vicende, esprime giudizi, rievoca ricordi.
FOCALIZZAZIONE
La focalizzazione è interna in quanto è lo stesso protagonista che rievoca e racconta il passato, anche se gli interventi di Nuto a volte conferiscono alla focalizzazione un carattere di onniscienza, pur restando interno il narratore.
TEMI
Il titolo del libro, la luna e i falò è un chiaro riferimento alla vita contadina, che sta a indicare il legame intrinseco in ognuno con la propria terra e le proprie tradizioni, come qualcosa di magico: secondo le credenze popolari infatti i falò accessi nella notte di San Giovanni, così come le fasi della luna, influenzano l’andamento dei raccolti; influenza intesa appunto in un senso magico e superstizioso. Nel procedere del romanzo però i falò assumeranno un altro valore: quello della morte, prima del Valino e poi di Silvia, fucilata e poi bruciata. Tutto questo infatti, superstizione e morte, sono visti dal protagonista come le uniche certezze della vita.
Il tema presente in tutto il romanzo è quello del viaggio con tutto ciò che questo comporta: la nostalgia per quello che si è lasciato, la voglia di fuggire dalle situazioni, il ritorno sia fisico che mentale in luoghi che si erano lasciati ma che erano rimasti nella memoria, il senso di smarrimento quando non si è a casa propria.Il tema dello smarrimento è un altro dei temi fondamentali: il protagonista è alla ricerca di identità; non conoscendo le sue radici non riesce a trovare un luogo a cui appartenere e che lui senta come proprio; cerca quindi conforto nei miti dell’infanzia nei quali Anguilla spera di poter ancora credere per trovare un punto di riferimento nella vita.
. Infatti nonostante siano avvenute moltissime cose durante la sua assenza il paesaggio e la mentalità sono rimasti gli stessi che lui ricordava.
Altro tema è il rapporto tra la città e l’america viste come cose lontane, utopie, e la realtà e la semplicità della vita contadina
Riassumendo si può dire che Anguilla gira il mondo per trovare sé stesso.
LESSICO
Il lessico è semplice, di facile comprensione, coerentemente alla condizione sociale del narratore.
Vengono usati alcuni temini e espressioni tipiche del dialetto piemontese sempre per contestualizzare meglio.
La sintassi è semplice, basata prevalentemente sulla paratassi.
OSSERVAZIONI PERSONALI:
nonostante a me solitamente Pavese non piaccia molto quanto troppo descrittivo, ho trovato questo libro molto interessante per lo stile ma anche e soprattutto per i contenuti: sembra esprimere l’esigenza del ritorno al mitico mondo dell’infanzia, cui tutti aspiriamo a tornare, ma insieme individua le difficoltà e la speranza di poterlo ritrovare per avere un punto saldo nella propria vita. Non mi ha lasciato indifferente nemmeno la sofferenza del protagonista e dei personaggi principali del romanzo, condivido l’ammirazione e insieme l’invidia di Anguilla per l’amico Nuto, saggio e capace di resistere alle avversità della vita, radicato nel suo mondo dal quale non sente il bisogno di fuggire e con una forte consapevolezza, capace di farsi un’idea seria su tutto e di portare avanti e sostenere le sue idee nonostante gli ostacoli.

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