La comunità

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Testo

Il concetto di ‘comunità’ ha subìto profonde modifiche nel corso della storia, ampliando il suo campo semantico e d’influenza. In passato, una comunità era un’assemblamento di individui riuniti da una comunanza d’intenti o di valori; e seppur sia tutt’oggi questo il principale suo significato, se facciamo riferimento ad un paio di secoli orsono, gruppi di persone si ritrovavano riuniti prettamente da comunità d’intenti di stampo politico, sindacale o lavorativo, nel caso in cui non trovassero l’opposizione di enti governativi, poiché la censura ed il controllo delle attività organizzate erano molto restrittivi al fine di evitare congiure e di sopprimere sul nascere moti potenzialmente pericolosi.
Comunità erano le associazioni segrete sparse in tutta Europa e dalla larghissima influenza, che operavano nel buio di una segretezza impenetrabile, con adepti tra loro coesi da intenti economici e politici; per esempio, la Massoneria, nata nella Scozia del primo Settecento come associazione di muratori e scalpellini con ideali liberali, di stampo Illuministico; ancora, la Carboneria, nata nei primi anni del XIX secolo durante il regno di Gioacchino Murat, i cui adepti aspiravano alla libertà politica e a un governo costituzionale.
Nel passato, le comunità furono spesso costituite da gruppi religiosi (ad esempio, le comunità cristiane). Nel Medioevo sorsero molte comunità religiose, soprattutto cattoliche, in conventi e monasteri sparsi per tutta l’Europa. A partire dalla Riforma protestante, fu invece la persecuzione ad alimentare il fenomeno, che in seguito alla colonizzazione del Nuovo Mondo si diffuse soprattutto nel Nord America (si pensi ad esempio agli amish).
Una forma di comunità molto diffusa in Israele è quella del kibbutz, i cui membri, oltre a vivere e lavorare insieme, mettono in comune anche le proprietà e provvedono collettivamente all’educazione dei figli. Molte comunità laiche, le cui regole si ispiravano alle idee socialiste, si formarono nell'Inghilterra della rivoluzione industriale. Anche negli Stati Uniti d'America videro la luce numerose comunità; alcune, ad esempio Oneida e Amana, si trasformarono in seguito in vere e proprie imprese economiche, mentre altre, come la New Harmony fondata da Robert Owen, si disgregarono nel giro di pochi anni.
Durante gli anni Sessanta, in seguito al fiorire di un ampio movimento di contestazione alle ideologie e agli stili di vita delle società occidentali, molti giovani abbandonarono le città e costituirono delle “comuni”. Alcune comuni assunsero con il tempo un carattere sempre più spiccatamente religioso, trasformandosi in sette, rette da una disciplina ferrea, e anticipando di fatto un fenomeno, quello delle sette religiose, oggi in costante aumento in quasi tutto il mondo sviluppato, dal Giappone agli Stati Uniti, eredi delle antiche comunità religiose sopraccitate.
Tali sette, i cui membri sono a volte costretti a vivere in condizioni di ristrettezze e soggetti a violenze fisiche e psicologiche, costituiscono un grave problema sociale e politico. Gli attentati alla metropolitana di Tokyo, compiuti nel 1995 dalla setta giapponese Aum Shinri Kyo ("suprema verità"), così come i numerosi suicidi collettivi verificatisi all'interno di sette statunitensi ed europee, pongono infatti la società di fronte al difficile compito di capire le cause del malessere sociale e cercare di evitarne gli effetti più deleteri.
Grande diffusione ebbero nella Cina maoista le “comuni” rurali; secondo alcune stime, fino al 1979 – quando ne fu stabilita la graduale abolizione – nelle comuni cinesi viveva circa un quinto della popolazione del paese.
Ma oggigiorno una comunità può essere intesa in senso molto più ampio. In quanto gruppo di individui uniti da valori o intenti comuni, una comunità può oggi essere intesa come un qualsiasi capannello di persone che abbiano rapporti diretti tra loro in riguardo all’oggetto della loro comunità, come, per esempio, potrebbe essere un circolo sportivo o un forum cinematografico, ecc.
Ciò si è originato soprattutto negli anni più recenti, grazie anche ad un miglioramento e ad un’intensificazione delle comunicazioni, favorite principalmente dalla Rete, che unisce individui a livelli mondiali e numericamente enormi. La diretta vicinanza, seppur non fisica, che conferisce tale mezzo di comunicazione ha permesso e permette tuttora a ritmi frenetici la nascita di comunità in cui lontananze come la lingua parlata sono indifferenti per lo sviluppo e la crescita della community – così è detta la comunità virtuale -.

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