L'italiano a livello verbale

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Testo

VERBALE
Il verbale è un testo professionale che ha lo scopo di informare sui contenuti di una riunione, una discussione ecc. avvenute oralmente. La caratteristica primaria è quindi quella di riferire per iscritto ciò che è stato detto oralmente.
Ecco gli elementi da soddisfare:
• Data e luogo
• Il nome di coloro che sono presenti con la qualifica. Si segnalano anche gli assenti giustificati o ingiustificati
• Chi presiede e chi verbalizza
• Ordine del giorno (o.d.g.)
• Nome di chi interviene e oggetto dell’intervento
• Evidenziare contrapposizioni e punti di accordo
• Conclusioni cui si è giunti
• Ora chiusura
• Firma autografa del verbalizzante e del presidente
• Data e elenco allegati
Naturalmente la ricostruzione degli eventi deve essere fatta in modo logico (rapporti di causa-effetto, corretta sequenza temporale ecc.), riordinando le informazioni sparse che sono emerse via via durante la fase di dibattito orale.
Attenzione in modo particolare ai verbi, al loro ASPETTO VERBALE. Soprattutto per i verbi al tempo passato. In tal caso vi sono due aspetti:
imperfettivo
quando l’azione nel passato è VISTA NEL SUO SVILUPPO, NELLA SUA DURATA.
Si usa l’imperfetto:
Dormivo
Camminavo
Parlavo
L’aspetto invece
perfettivo
quando l’azione nel passato è vista NEL SUO ASPETTO PUNTUALE, NEL SUO COMPIERSI MOMENTANEO E PRECISO.
Si usa passato remoto/prossimo:
Colpì
Svenne
Ha colpito
È svenuto
TEST
Trasformare questa registrazione in un verbale di registro standard
Poliziotto: Dunque, cominci a raccontarmi un po’ che cosa è successo quella sera e quali sono state le ragioni di ciò che ha fatto.
Luigi: Mm, sì. Siamo usciti e siamo partiti. Avevamo sentito che c’era una festa lì, sulla spiaggia di Riccione. E così abbiamo viaggiato fin lì. Mi pare, ma non ricordo se era giovedì o che altro giorno… mi pare che era un giorno lavorativo… e…
Poliziotto: Era un giovedì, giusto.
Luigi: Mm. E allora… siamo rimasti lì per un po’, credo. Non c’era tanta gente, ma… Così stavamo per tornare a casa, e… il buffo era che quella che avevamo era… non avevamo abbastanza benzina nel serbatoio. E non avevamo molti soldi, tutti e due, e così… non sapevamo proprio che fare. E allora… eh… la cosa stupida fu che… che ci venne l’idea che potevamo andare a cercare della benzina, allora… se c’era una latta di benzina. E… allora siamo andati a dare un’occhiata nella zona… dove è successo. E allora ci siamo avvicinati a una volvo… che… dentro c’era una tanica e… abbiamo provato ad aprire e allora… era aperta. Allora ci siamo entrati e ci siamo accorti che la tanica era vuota, allora… ma… così non ricordo, non ero io che, non ricordo se… perché allora uscì quel tizio… sul balcone… così ci ha visto. E non so proprio se noi… avevamo con noi perché… ci venne la stupida idea di… quando entrammo, c’era uno stereo nell’auto.
Poliziotto: Era la stessa macchina, no?
Luigi: Sì.
Poliziotto: Mm.
Luigi: E non so se… A ogni modo l’abbiamo tirato fuori, ma non so se… perché non ce l’avevamo quando siamo tornati a casa, a ogni modo.
Poliziotto: Beh, è stato trovato fuori.
Luigi: È stato trovato… Mm… E allora quando quello è uscito… e ci ha detto di smammare, ce ne siamo andati. Abbiamo preso la macchina e ce ne siamo andati.
Poliziotto: Chi ha tirato fuori lo stereo?
Luigi: Sì… L’abbiamo fatto tutti e due, penso, era staccato, diciamo, non dovevamo fare altro che portarcelo… togliere i cavi e poi…
Poliziotto: Dunque non era montato bene?
Luigi: No, c’erano solo i cavi che…
Poliziotto: Dunque ricorda chi l’ha fatto?
Luigi: Sì, penso che… che l’abbiamo tirato fuori tutti e due.
Poliziotto: Capisco.
Luigi: Tutti e due stavamo seduti sui sedili… davanti.
Poliziotto: La conclusione è che l’avete tirato fuori tutti e due?
Luigi: Sì… più o meno.
Poliziotto: Ma poi è stato trovato fuori. Così, qualcuno ce l’ha buttato, no?
Luigi: Sì.
Poliziotto: Chi è stato che l’ha buttato?
Luigi: Sono stato io… che l’ho lasciato.
Poliziotto: Mm. Che ragione avevate di portarlo via? È che fin dall’inizio avevate questa idea… di portarvelo?
Luigi: Beh, è difficile dirlo… è successo così rapidamente. Forse sì… perché l’abbiamo portato fuori per… Sono stato io a guardare nella tanica di benzina e ho detto uh qui dentro non c’è benzina, ho detto. Ah, ha fatto lui, c’è uno stereo qui, mica male e allora… abbiamo parlato perché non sapevamo se avevamo il coraggio di prenderlo o no. Ci abbiamo pensato, beh, proviamo a prenderlo, allora.
Poliziotto: Mm. E poi avete avuto paura? Per questo l’avete lasciato?
Luigi: Sì, perché… l’avevamo tirato fuori. Sennò, ce lo saremmo portato dietro.
Poliziotto: Mm. E che cosa è successo dopo che ve ne siete andati? Siete tornati a casa o dove altro siete andati?
Luigi: Sì, siamo ripartiti per tornare a casa, e poi siamo rimasti senza benzina… sulla strada… e dato che non eravamo tanto lontani siamo tornati a piedi a prendere un’altra macchina… e l’abbiamo trainata fino a casa.
Poliziotto: E l’amico di cui ha parlato era questo Vincenzo Pacifico?
Luigi: Sì.
Poliziotto: A che tipo di festa stavate andando? Era una festa speciale?
Luigi: No, era… non era una festa di privati o qualcosa del genere… era… era un mio compagno di classe, sa, che aveva detto… che c’era…
Poliziotto: Una festa sulla spiaggia?
Luigi: Sì… ci doveva essere un po’ di gente… ed è stato allora che abbiamo pensato di andarci.
Poliziotto: Però non c’era alcuna festa speciale alla spiaggia?
Luigi: No.
Poliziotto: Dunque è questo il motivo per cui andavate a Riccione?
Luigi: Proprio così. Comunque… eh… voglio sistemare tutto…
Poliziotto: Si spieghi meglio.
Luigi: Beh i danni all’auto… li ripago io…
Poliziotto: Bene. Vuole aggiungere altro?
Luigi: No.

COMUNICATO STAMPA
È una tipologia cosiddetta “mista”, che soddisfa i due aspetti:
1. Informativo-referenziale
2. Promozionale (e dunque argomentativo)
Viene utilizzato per presentare un prodotto, un’attività, un ente ecc. In tale finalità convive l’esigenza di fornire informazioni con quella di convincere/persuadere (vedremo più avanti la differenza tra le due nozioni) della bontà del prodotto, attività, ente ecc.
Per fare ciò il comunicato stampa si caratterizza per un uso spiccato di:
• Tecnicismi
• Cifre, dati statistici, percentuali
• Superlativi
• Formule stereotipate
Il comunicato stampa presenta la cosiddetta STRUTTURA A TELESCOPIO, cioè per espansioni, approfondimenti progressivi (da fatti generali via via a fatti sempre più particolari).
In sostanza la struttura è così fatta:
• Titolo: soggetto, verbo, oggetto
(si presenta il fatto e le relative parti in causa)
• Attacco: data, luogo, espansioni
• Approfondimenti successivi
• Ampliamenti con eventuali citazioni di autorità
• Chiusura: breve scheda dell’azienda
Dal punto di vista dello stile, il comunicato stampa è:
1. Poco ellittico
2. Poco allusivo
3. Poco nominale
Dal punto di vista della retorica, esso utilizza una serie di esempi e campi semantici che fanno capo alle idee di:
• Crescita-forza (il prodotto viene presentato come solido, resistente, forte ecc.)
• Felicità (il prodotto dà soddisfazione a chi lo usa, lo rende contento ecc.)
• Novità (il prodotto è nuovo, rappresenta una novità ecc.)
• Originalità (il prodotto è originale, mai visto prima ecc.)

Ecco un esempio di comunicato stampa:
Zapping.it è tutto nuovo!
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Xmedia
Xmedia nasce nel 1996 quando un gruppo di professionisti del multimedia e di Internet uniscono le loro esperienze in una struttura interamente focalizzata sulla comunicazione interattiva. La società in pochi anni si sviluppa in modo significativo, espandendosi dal nucleo iniziale di 6 soci ad una organizzazione che si avvale oggi di più di 20 collaboratori, distribuiti in diverse aree di attività. Consulenza, progettazione web e marketing interattivo, produzione di applicazioni multimediali on e off-line, sviluppo di sistemi di interfaccia web-database ed Internet publishing; sono queste le aree di business nate per rispondere con soluzioni coordinate ed efficaci alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Xmedia ha scelto di farsi interprete di un nuovo linguaggio, realizzando la fusione di comunicazione e information technology in prodotti multimediali e soluzioni in grado di interpretare e anticipare le tendenze del mercato.
Per ulteriori informazioni:
Barbara Papini Raffaella Gerli
Viale Bianca Maria 31
20121 Milano
tel. 02-76001633 fax 02-76009751
Nell’esempio di comunicato stampa citato provate a individuare i vari aspetti menzionati come caratteristici del testo.
RELAZIONE
Si tratta del testo argomentativo per eccellenza. Si può chiamare anche: rapporto; dossier; resoconto; inchiesta; referto.
Esso ha la funzione di discutere, esaminare, analizzare dati, informazioni ecc.
Un dato informativo, riguardo l’impaginazione: di solito si parla di relazione di 2, 3, 4 ecc. cartelle. Se non è specificato il numero di battute (ad es. una cartella di 2000 battute), allora per cartella si intende il foglio A4 contenente 1800 battute, cioè 60 battute x 30 righe.
In sintesi la struttura della relazione è la seguente:
1. Titolo
2. Presentazione dell’argomento (esposizione/narrazione dei fatti)
3. Analisi e interpretazione dei dati per blocchi
4. Conclusioni
5. Proposte operative
All’interno del punto 3., che è il cuore del testo, bisognare controllare che:
1. gli argomenti siano pertinenti alla tesi sostenuta
2. gli argomenti siano collegati bene con le premesse
In tale senso gioca un ruolo fondamentale la DEFINIZIONE dell’argomento.
Un’altra operazione importante è la ASSOCIAZIONE DI ARGOMENTI DIVERSI, che è una strategia argomentativa. Come, al contrario, la DISSOCIAZIONE DI ARGOMENTI, che consiste nello smontare gli argomenti.
La relazione si caratterizza per l’uso dei cosiddetti “indicatori di forza”, e cioè:
• Connettivi di causa ed effetto
• Connettivi di esemplificazione
• Connettevi di conclusione
• Verbi come affermare, provare, dimostrare, verificare ecc.
Cuore dei testi argomentativi è
L’ARGOMENTAZIONE
Essa deve tenere presenti i seguenti elementi:
• L’uditorio
• Lo scopo
• Scelta tra persuasione e convinzione
• Uso di argomenti opportuni
• Ordine degli argomenti
Sull’uditorio e lo scopo ci siamo intrattenuti parlando della produzione del testo, e lì rimandiamo.
Vediamo gli altri punti.
TESTO PERSUASIVO è quello che presenta ARGOMENTI QUALITATIVI, cioè basati su elementi emotivi, sentimentali, non strettamente logici e razionali.
TESTO CONVINCENTE è quello che presenta ARGOMENTI QUANTITATIVI, DI REALTÀ, cioè concreti, razionali, logici.
In un buon testo argomentativo di solito
il qualitativo si lega col quantitativo.
Riguardo l’ordine degli argomenti vi sono tre tipologie:

1. Ordine crescente: inizio debole, chiusura forte.
2. Ordine descrescente: inizio forte, chiusura debole.
3. Ordine misto o nestorico: inizio e chiusura forti. È l’ordine da seguire, quello più efficace (prende il nome dal soldato Nestore dell’Iliade che disponeva le truppe più valide all’inizio e alla fine dell’esercito).
Dunque, è importante che inizio e fine siano forti, efficaci. Ecco un prospetto dei metodi più usati per aprire e chiudere una relazione:
Inizio
• Richiesta di benevolenza (captatio benevolentiae)
• Effetto di comunanza di interessi (comunione)
• Appello all’autorità
• In medias res
Conclusione
• Ricapitolare brevemente i temi trattati
• Fare appello al lettore
• Riaffermare la propria tesi
Riguardo l’uso degli argomenti, un posto importante occupano i cosiddetti ARGOMENTI “QUASI LOGICI”, così chiamati da Chaïm Perelman nel suo Trattato dell’argomentazione uscito nel 1958 (in Italia nel 1966).
Si tratta di argomenti che hanno una parvenza di logicità e razionalità, ma che in realtà fanno leva su elementi qualitativi, di natura non matematica.
Eccoli in sintesi.
1. Argomento della somma
Quando si argomenta un fatto, un evento ecc. presentandolo come somma di una serie di elementi. Si presuppone, cioè, che i fatti presentati siano misurabili e quantificabili matematicamente, per cui proprio come in matematica una somma dà incontrovertibilmente un risultato, così con questa argomentazione un fatto è la somma incontrovertibile di più dati.
Ad es.:
È colpa tua se hai l’influenza: sei uscito senza sciarpa, non hai preso l’ombrello e non ti sei bevuto la tisana
Naturalmente l’influenza è il risultato di fattori ben più complessi di quelli presentati, ma argomentando in tal modo si dà il fatto come frutto esclusivo dei dati elencati.
2. Argomento della divisione
Si basa sul presupposto contrario a quello della somma: cioè che un fatto si può scomporre in più elementi.
Ad. es.:
Per forza prendi 30: sgobbi come un somaro, conosci già le materie e tuo padre è professore.
Il 30 non sarà frutto solo ed esclusivamente di questi elementi, alcuni particolarmente qualitativi, ma argomentando in tale modo si presenta il fatto come frutto esclusivo di tale scomposizione.
3. Argomento di non divisione o esclusione
Quando per un fatto, un argomento ecc. non si danno due soluzioni possibili, ma una sola.
Ad es.:
Per il bene dell’azienda non c’è altra possibilità che impegnarvi al massimo
4. Argomento della reciprocità
Tale argomento si basa sull’equazione matematica A:B=B:A, cioè quello che vale per un ente vale anche per il suo reciproco o inverso.
Ad es.:
Vorresti che avessi già finito la versione? Mettiti al posto mio!
5. Argomento della transitività
Tale argomento si basa sull’equazione matematica A:B=B:C, cioè quello che vale per due enti vale anche per un terzo.
Ad es.:
Gli amici dei nostri amici sono nostri amici
Spesso in casi del genere certi dati sono sottintesi. Nell’esempio di sopra infatti:
A (noi) : B (i nostri amici) = B (i nostri amici) : C (amici di B)
Un altro es.:
Se è vero che mi volete ancora bene, dovete volervi bene!
Tale argomentazione funziona bene in contesti agonistici, sportivi, quando si deve fare una classifica. Ad es.:
A è superiore a B, B lo è a C, allora A è superiore a C
L’argomento “suona” persuasivo, ma non ha una logicità stringente: infatti finché A non si confronta direttamente con C non si può dire che gli è superiore, a rigor di logica. Però l’argomento della transitività ci viene in aiuto, facendo sembra plausibile il discorso.
6. Argomento dell’inclusione
Quando ciò che vale per un tutto, si presuppone valga anche per una parte di questo tutto.
Ad es.:
Se vi è caro lo sviluppo del Paese, dovete lavorare con entuasiasmo per la nostra azienda
Il tutto in questione è il Paese, l’Italia, la parte è l’azienda interessata.
7. Argomento di paragone
Quando si ricorre a un paragone (similitudine), appartenente a un campo concettuale differente.
Ad es.:
Per Luigi prendere un 18 è come essere destinato al fallimento
8. Argomento della probabilità
Quando un fatto, un evento ecc. è dato come probabile in considerazione dell’elenco di determinati dati. Ma sappiamo che la probabilità funziona, matematicamente, solo con dati omogenei, uniformi. Cosa che non può succedere con fatti umani ecc.
Ad es.:
Fuma, beve e ha quasi cinquant’anni. Vuole candidarsi all’infarto?
L’infarto è un evento molto più complesso, ma con tale argomentazione viene presentato come probabile con gli elementi citati.
9. Argomento del sacrificio
Quando il valore di un fatto, un dato ecc. si misura in base ai mezzi utilizzati per conseguirlo.
Ad es.:
Non duò darmi 18! Per questo esame ho letto tre libri!
Affini agli argomenti “quasi logici” sono i cosiddetti ARGOMENTI BASATI SULLA STRUTTURA DELLA REALTÀ. In questo caso si collega una causa con il suo possibile effetto, un evento con le sue conseguenze, un mezzo con il fine.
All’interno di questa tipologia trovano posto i seguenti argomenti:
Argomento dello spreco
Argomento della direzione
L’argomento dello spreco è concentrato su una perdita che coinvolge il passato. Ad es.:
Se interrompi gli studi ora, tutti gli anni di fatiche scolastiche diventano inutili !
Analogo, ma con lo sguardo rivolto al futuro, alle conseguenze a venire l’argomento della direzione. Ad es.:
Se rinunciamo adesso, tutti i nostri risultati verranno ignorati

Nell’ambito dell’argomentazione particolare importanza rivestono le cosiddette FALSE ARGOMENTAZIONI (o FALLACIE). Esse appartengono alla categoria delle manipolazioni. Vanno utilizzate ma con grande parsimonia e intelligenza. Inoltre la loro individuazione nel discorso del nostro “avversario” ci permette di smontare le sue argomentazioni.
Ecco l’elenco delle principali, con esempi.
1. Argumentum ad personam
Non capisco perché non cerchi lavoro. Così non sei utile alla società e risulti poco gradito.
L’argomento consiste nello screditare una persona, un dato ecc. insistendo sui suoi aspetti negativi.
2. Argumentum ad hominem
Bisogna cercare di evitare i divorzi perché adesso nel paese mancano monolocali o piccoli alloggi
L’argomento si basa sul punto di vista di chi lo espone, e insiste dunque su aspetti particolaristici, utilitaristici, attinenti unicamente alla sfera di colui che usa tale argomento.
3. Argumentum ad verecundiam
Denti bianchi, come ha detto il professor X, significano denti sani.
L’argomento si fa forza dell’autorità di un personaggio illustre, di una fonte autorevole.
4. Argumentum ad baculum
Sono dell’opinione che non devi divorziare, nessuno ti guarderebbe più in faccia
L’argomento si basa su una minaccia, più o meno velata (baculus in latino è il bastone).
5. Argumentum ad misericordiam
Bisogna promuoverlo, non è più capace di reggersi in piedi
L’argomento si basa sul senso di pietà, di misericordia, di compassione ecc. che si suscita.
6. Argumentum ad populum
Le autostrade sono un bene perché permettono alla gente di spostarsi velocemente
L’argomento ha la propria forza nell’evidenziare i benefici, i vantaggi che ne trae una collettività, un insieme, un gruppo di persone.
7. Argumentum ad consequentiam
Troverete bello che si costruiscano nuovi alberghi, ma questo va a discapito della natura
L’argomento insiste sulle conseguenze negative di un fatto.
8. Argumentum ad ignorantiam
I denti bianchi sono simbolo di denti sani. Non mi risulta infatti che persone con denti bianchi abbiano denti malati.
L’argomento si basa sul principio che in mancanza di prove contrarie vale ciò che si sta affermando.
9. Petitio principii
Usa candele Champion: sono adatte alle tue esigenze
La cosiddetta petizione di principio si basa sul fatto che si dà per dimostrato ciò che andrebbe invece dimostrato.
Sempre della famiglia delle false argomentazioni le seguenti tecniche:
• Saltare sul carro altrui
Già un quarto degli europei ha scelto di non vendere alcolici ai minorenni. Non sarebbe ora che anche gli italiani facessero lo stesso?
Quando si adotta un’opinione, un argomento soltanto perché è già stato adottato da altri.
• Premessa discutibile
Il metodo del prof. Di Bella ha prodotto risultati così straordinari che il Ministero della Sanità dovrà diffondere la sua cura
Quando si presenta come dimostrata, acquisita ecc., una premessa in realtà da dimostrare.
• Conseguenza non logica (non sequitur)
Paola Rossi ha speso una vita combattendo per i diritti delle donne e sarà un eccellente ministro
Quando la conseguenza non è reale, effettiva, ma estremamente arbitraria e soggettiva (nel caso dell’esempio: il fatto che Paola Rossi abbia combattuto per i diritti delle donne non è la garanzia che possa essere un buon ministro; per essere un buon ministro altre sono le doti richieste)
• Falsa causa (post hoc ergo propter hoc)
Le spese per lo stato sociale devono scendere: l'ultima volta che la spesa è stata ritoccata l'occupazione è aumentata di un punto
Quando c’è un rapporto di causa-effetto non esatto, improbabile, falso ecc. Si basa sul presupposto, errato, che ciò che viene dopo possa essere valido anche come effetto.
Come si può ben capire, le fallacie andranno usate in testi persuasivi, e sempre con grande accortezza, senza mai abusarne.
TEST
1. Preparare un testo persuasivo
Giuliana Teti è la presidentessa di un’importante associazione italiana cittadina che si occupa da vari anni della salvaguardia dell’ambiente. Uno dei parchi più pregiati della città è minacciato dalla speculazione edilizia, e la sua associazione è decisa a lanciare l’allarme. Il consiglio direttivo dell’associazione è convinto che l’assessorato all’edilizia sia responsabile della situazione e ha chiesto a Giuliana un intervento duro nella sostanza ma aperto al dialogo. L’assessore infatti è ritenuta persona sensibile, e l’associazione non vuole inimicarselo. Giuliana dovrà trattare dei seguenti punti: 1) descrizione del parco con riferimento alla sua storia e al suo utilizzo da parte della cittadinanza; 2) perché il parco è oggi minacciato e da chi (indicare con precisione le responsabilità); 3) che cosa può fare la cittadinanza per salvare il parco (indicare con precisione strumenti e forme di pressione, come la raccolta di firme, la denuncia alla magistratura, il boicotaggio dei lavori ecc.). Giuliana avrà anche cura di accennare alla raccolta di fondi per l’associazione e all’importanza del coinvolgimento diretto della popolazione all’interno del movimento.
Il testo dovrà contenere almeno 500 parole.
2. A partire dai dati scrivete una relazione dal titolo Rendimento degli studenti nella scuola italiana (anche qua almeno 500 parole).
Fonte: CENSIS

Ripetenti per anno di corso e livello scolastico (su 100 studenti)
1 anno 2 anno 3 anno 4 anno 5 anno Totale
Scuola elementare 0, 7 0,5 0,4 0, 5 0,5 0,5
Scuola media inferiore 8,1 5,0 3,0 - - 5,4
Scuola media superiore 10,1 7,9 9,0 6,2 2,7 7,5
Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Votazione conseguita dai candidati dichiarati maturi (su 100 studenti)
60 61-70 71-77 78-84 85-96 97-100

Nel complesso 12,1 33,5 33,5 10,3 5,4 5,2
Liceo classico 7,6 25,1 34,7 13,9 8,3 10,4
Liceo scientifico 9,3 28,6 34,5 12,5 7,3 7,8
Liceo linguistico 9,5 29,7 35,0 12,7 6,7 6,4
Istituti magistrali 15,6 36,0 31,9 8,7 4,2 3,6
Istruzione tecnica
Commerciale 13,4 34,6 32,9 9,8 4,9 4,2
Industriale 13,6 37,5 32,5 8,6 4,2 4,4
Geometri 17,3 39,2 29,9 7,5 3,4 2,7
Istruzione profession. 13,7 38, 3 33,6 8,1 3,6 2,7
Istruzione artistica 10,0 33,9 35,3 10,7 5,1 5,0
Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
FIGURE RETORICHE
Vediamo brevemente le figure retoriche maggiormente usate in prosa, che si possono utilizzare nella composizione di un testo appartenente alle tipologie studiate.
Innanzi tutto le cosiddette figure di presenza e passione. Ad es. l’anafora:
Per me si va ne la città dolente
Per me si va ne l’eterno dolore
Per me si va tra la perduta gente
Essa consiste nella ripetizione di una o più parole.
L’iperbole consiste nell’esagerare un giudizio, un’affermazione:
Siete la fine del mondo
Il climax, invece, comporta una gradualità, il valore dell’affermazione aumenta progressivamente:
Va’, corri, vola!
Questo esempio ci serve anche per introdurre un’altra nozione: se in un elenco di parole, aggettivi, verbi ecc. essi sono separati da virgole si dice che sono costruiti con l’ASINDETO (dal greco: “senza legami”).
Invece se questi elementi sono separati da più congiunzioni coordinate, ad es.:
Va’ e corri e vola!
Si dice che sono costruiti con il POLISINDETO (dal greco: “con molti legami”).
Come si può vedere, l’asindeto dà velocità alla frase; il polisindeto invece dà un effetto di rallentamento, di lentezza.
Il chiasmo si ha quando si incrociano a X gli elementi, ad es.:
Si deve mangiare per vivere, non vivere per mangiare
In questa frase gli elementi in chiasmo sono i verbi:
mangiare vivere
vivere mangiare
Altro es.:
Una persona simpatica e un abile affarista
In questo caso il chiasmo riguarda la disposizione di nome e aggettivo, collocati a X:
persona simpatica
abile affarista
Un’altra tipologia di figure è quella dell’attenuazione, che, come dice la stessa parola, abbassa i significati.
Ecco una frase con le principali figure dell’attenuazione:
Mi sembra superfluo aggiungere che questi risultati non brillanti sono dovuti alle caratteristiche del prodotto, poco rispondente alle aspettative del mercato
La prima figura che s’incontra è la preterizione o omissione: Mi sembra superfluo aggiungere che…
Tale figura consiste nel voler tralasciare o passare sotto silenzio qualcosa che di fatto viene detto.
La seconda figura è la litote: risultati non brillanti
Tale figura consiste nel negare il contrario di ciò che si vuole affermare.
L’ultima figura è l’eufemismo: prodotto, poco rispondente alle aspettative del mercato
Tale figura consiste nell’attenuare un concetto che invece nella realtà dei fatti è molto forte. Nel nostro caso “poco rispondente” attenua la realtà dei fatti: il prodotto è scadente.
Vediamo altre figure retoriche:
Perifrasi-circonlocuzione: l’eroe dei due mondi (per indicare Garibaldi)
È il classico “giro di parole”: quando cioè per esprimere un nome, un’idea ecc. si usano più parole.
Un’altra figura ricorrente nei testi di tipi tecnico-professionale può essere l’antonomasia:
È un dongiovanni
Fa da cicerone
Il primo cittadino
Tale figura consiste nell’utilizzare in luogo del nome comune un nome proprio che abbia le medesime caratteristiche, o viceversa un nome comune in luogo del nome proprio.
Infine, l’ossimoro:
Un piccolo grande amore
Tale figura consiste nell’accostare due elementi antitetici, in contrasto tra loro.
PUBLIC SPEAKING
Per concludere, una breve finestra su una disciplina molto diffusa nel mondo anglosassone: il public speaking, ossia l’insieme delle tecniche per una efficace esposizione orale.
A tale fine bisogna tener presenti due dati:
Efficacia del messaggio e rispetto per il pubblico
Ecco una serie di indicazioni:
• Non leggete mai (preparate un testo scritto ma alzate spesso la testa, guardate il pubblico)
• Non superate i limiti di tempo (si calcola che l’attenzione dell’uditorio cala dopo 40-45 minuti di ascolto)
• Aprite e chiudete rivolgendovi al pubblico
L’esposizione orale è caratterizzata da:
• Minor uso della subordinazione
• Presenza di frasi idiomatiche, espressioni colloquiali
• Maggiore ripetizione
• Uso di riempitivi (come dicevo prima, allora vediamo, ritornando a)
• Uso mimica, pause
Importante è che si consegua:
asciuttezza
ritmo
precisione
A tale scopo bisogna usare:
1) Vocabolario semplice
2) Frasi brevi e coordinate
3) Testo in brevi paragrafi (ciò vi permette di non “perdere il filo”, dal momento che dovete alzare la testa spesso, oppure di tagliare velocemente determinate sezioni se vi accorgete che vi rimane ormai poco tempo)
4) Uso moderato di dati e statistiche
5) Rimandi a ciò che avete discusso
6) Aiuto visivo
Come sempre, estremamente importanti sono l’apertura e la conclusione. Vi sono infiniti modi di aprire e chiudere un discorso. Qui di seguito ne trovate alcuni, quelli più frequenti.
L’apertura può essere:
• A impatto, a effetto
Ad es.:
Se io vi puntassi una pistola contro, voi sareste comprensibilmente spaventati. Ma almeno vi rendereste conto che siete in pericolo di vita. Invece, ogni giorno, lasciamo che alcune persone ci colpiscano con messaggi dannosi per i nostri portafogli e per le nostre menti, e non diciamo una parola. Sto parlando della pubblicità televisiva.
• Creando una complicità col pubblico
Il seguente discorso è stato tenuto dallo scrittore americano Kurt Vonnegut a una platea di fisici e ingegneri. Vonnegut crea una complicità con chi lo ascolta, cercando dei punti in comune:
La mia educazione è stata tecnica. Ho iniziato come chimico e mio fratello, Bernard Vonnegut, tuttora in vita, è stato un grande fisico […]. È stato positivo per me essere sempre al fondo di ogni classe: è un’esperienza di umiltà assai benefica – e credo che si rifletta nei miei lavori… è stato positivo essere un soldato semplice nell’esercito degli USA: anche questa è stata una buona lezione […]Per quanto riguarda la mia educazione, devo dire che uno dei più bei corsi mai insegnati all’università è probabilmente meccanica e mi piacerebbe che fosse obbligatorio per tutti gli studenti del primo anno
Altri tipi di apertura sono:
• Esporre l’obiettivo (tecnica neutra, usata soprattutto nelle relazioni di tipo quantitativo)
• Riferimento alla situazione (tipico dei comizi, ad es.: “Siamo qui riuniti….”, “Ci troviamo qui per…”)
• Dati e statistiche con effetto sorpresa (citando cioè una serie di dati curiosi, che riescano a catturare l’attenzione)
• Aneddoto, citazione, battuta
Sono due gli obiettivi della conclusione:
• Riassumere il contenuto
• Far rimanere impressa l’idea
A tale scopo ecco una serie di tipologie di chiusura:
• Riassunto
• Appello
• Sfida
• Visione utopica
I primi due tipi sono chiari e già incontrati; per il terzo (la sfida) ecco un breve esempio:
È tempo di smettere. […] Spero che voi farete lo stesso
Come si può vedere in questo caso l’oratore lancia una specie di “sfida” a chi lo ascolta. Serve soprattutto se si vuole indurre ad agire nel modo voluto, ad accettare l’idea che si sta difendendo ecc.
Ed ecco infine un esempio dell’ultimo tipo (visione utopica):
Credo che potremo costruire un paese più giusto, più generoso e più sollecito verso chi ha bisogno e soffre
In questo caso si guarda al futuro.

4

Esempio



  



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