L'età degli ismi in italiano

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Testo

NATURALISMO, SIMBOLISMO, DECADENTISMO
Intorno al 1870, a poca distanza l’uno dall’altro, nascono in Francia il Naturalismo ed il Simbolismo che ben presto si sviluppano in tutta l’Europa ed anche negli Stati Uniti ed in Canada e verso la fine del secolo il simbolismo confluisce nel Decadentismo.
In Italia si ha l’apogeo del Decadentismo negli anni 1890 – 1904.
Il termine Decadentismo implica un’idea di decadenza, di consunzione, di tramonto di una civiltà. Venne inizialmente usato per indicare sia la decadenza del Romanticismo, sia quella della borghesia liberale e positiva che aveva gestito il potere economico e politico. Oggi tale implicazione negativa è scomparsa e il termine Decadentismo indica solo la civiltà letteraria e artistica affermatasi in Europa tra i due secoli. Sul piano politico gli scrittori decadenti appoggiano le nascenti ideologie nazionalistiche ed imperialistiche.
La tendenza al realismo percorre tutto l’Ottocento, sin dagli inizi del secolo, infatti è una componente fondamentale del Romanticismo. Inoltre il realismo è presente nella letteratura di tutti i tempi ma esiste un movimento che prende il nome di Realismo e si afferma in Francia, e poi in tutta l’Europa, dopo i fatti del 1848/49, e si caratterizza per la tendenza antiromantica. Infatti, mentre i romanzi realistici del Romanticismo avevano dato rilievo alla soggettività e agli ideali dell’autore, che interveniva con i suoi commenti all’interno della narrazione, ora si tende ad una rappresentazione oggettiva che esclude il commento esplicito dell’autore e la manifestazione dei suoi sentimenti; si punta all’osservazione distaccata dello scrittore e alla descrizione scientifica.
Nel 1857 il Realismo si afferma con il romanzo di Flaubert, “Madame Bovary”; l’opera è antiromantica, sia sotto il profilo ideologico, sia sotto il profilo tecnico letterario, infatti lo stile è volto alla documentazione e all’esclusione dei sentimenti e delle ideologie dell’autore, per la prima volta viene teorizzata l’impersonalità.
In Italia le idee del Realismo vengono riprese da alcuni scrittori della Scapigliatura (il nome deriva dal titolo di un romanzo di Celto Arrighi; il movimento nasce e si sviluppa in Lombardia e in Piemonte, è un movimento che riguarda la tradizione dove gli aderenti cercano nelle opere una originalità estrema) e dal giovane Verga.
Sempre nel 1857 Baudelaire con “Les fleurs du mal” dà inizio alla poesia moderna. Egli teorizza da un lato le corrispondenze tra i sensi umani e i vari aspetti della natura e dall’altro pratica l’allegoria come forma espressiva della scissione e dell’alienazione della vita nella realtà.
La Scapigliatura per alcuni aspetti prelude al Realismo, per altri al Decadentismo. La Scapigliatura per taluni aspetti è un movimento all’avanguardia: da un lato sfocia nella ribellione giovanile che si traduce in forme di vita sregolata e maledetta che può portare alla droga e al suicidio, dall’altro nella protesta antiborghese e anticonformista.
La Scapigliatura nacque all’inizio degli anni Sessanta a Milano e si diffuse anche a Torino. Il nome deriva da Cletto Arrighi (pseudonimo di Carlo Rigetti) ed indica la rivolta dei giovani d’ingegno che costituiscono una classe che è il serbatoio di ogni disordine. I luoghi di aggregazione del gruppo furono varie riviste come “Cronaca grigia”, “La Scapigliatura”, “Il Gazzettino rosa”. Gli scapigliati sono i primi ad avvertire il disagio e l’emarginazione della letteratura. Tra gli argomenti degli scapigliati troviamo il senso del mistero e dell’ignoto (poi ripresi dal Decadentismo) e motivi realistici (poi ripresi dal Verismo).

NATURALISMO E VERISMO
Nella 2° metà dell’Ottocento la letteratura da un lato subisce l’influenza naturalista di Darwin (lotta per la sopravvivenza, selezione naturale…) mentre dall’altro è influenzata dalla questione sociale ed operaia; inoltre, grazie alla scienza si ha l’adesione alla filosofia del Positivismo.
Il termine Naturalismo compare per la prima volta in un saggio di Taine nel 1858 ma il movimento letterario nasce tra il 1865 ed il 1860 affermando il nesso tra scienza medica ed arte letteraria e il diritto del “quarto stato” (poveri e diseredati) di diventare protagonisti della narrativa moderna. Tra gli aspetti essenziali del Naturalismo francese troviamo la filosofia del positivismo (fiducia nel progresso e nelle scienze), la questione operaia e sociale, le idee di Darwin e le sue ideologie.
Zola è uno dei primi autori naturalisti e dopo un ciclo di letture di Darwin scrive una serie di venti opere (il ciclo dei Rougon Macquart) la cui prefazione rappresenta il manifesto del naturalismo. I punti fondamentali del naturalismo sono:
* Il rifiuto della letteratura romantica basata sulla fantasia e sul sentimento;
* la teoria dell’impersonalità che esclude l’autore nella narrazione;
* il rifiuto dei canoni tradizionali in quanto il vero è sempre bello e morale;
* l’impostazione scientifica della narrazione,
* primato del romanzo sugli altri generi letterari.
Lo scrittore naturalista deve diventare uno scienziato sociale e quindi vuole dimostrare tesi scientifiche pertanto la letteratura è subordinata alla scienza.
i Naturalisti francesi presentano un forte impegno sociale e come i positivisti pensano di poter migliorare le cose quindi hanno una visione ottimistica della realtà. Come i positivisti sono spesso democratici e rappresentano la vita nelle città e la situazione delle classi operaie, soprattutto le classi sociali più umili.
Il linguaggio molto spesso è quello parlato dalle classi sociali più umili e talvolta si fa ricorso al gergo popolare della plebe parigina, pertanto il realismo dei contenuti diventa anche realismo del linguaggio.
Il Verismo italiano accetta pienamente la cultura positivistica ma sottolinea con minor energia il momento scientifico e l’impegno sociale nella rappresentazione quindi si parte a parlare dalle classi più povere e disagiate per poi parlare di quelle più ricche. Verga è il principale teorico del Verismo,il suo primo racconto verista è Rosso Malpelo successivamente ha composto il ciclo dei “vinti” nel quale partendo dai pescatori e dai contadini passa a parlare delle classi più elevate.
A differenza dei Naturalisti, i veristi hanno una visione pessimistica della vita, infatti non vedono nella vita alcuna possibilità di riscatto, la vita è solo una lotta per la sopravvivenza. I Veristi rappresentano soprattutto le campagne e i contadini e si ispirano in gran parte alla “questione meridionale”; i veristi più rigorosi sono tre siciliani, Verga, Capuana e De Roberto.
IL SIMBOLISMO
Il simbolismo nasce in Francia, come il Naturalismo, nel 1870 per poi diffondersi in tutta l’Europa ed anche in USA.
Il poeta cerca un rapporto con il mondo puramente sensuale, non più mediato dalla ragione e quindi il poeta diventa VEGGENTE infatti la poesia riesce a percepire i misteri del mondo non percepibili con la ragione; e questa verità oscura e infinita che può essere resa solo attraverso le allusioni, le suggestioni musicali e la magia delle parole. Le parole magia e allusione però non vengono utilizzate con il loro significato oggettivo ma con il loro valore suggestivo quindi la poesia simbolista è la realtà. La poesia è il mondo e non deve più avere un contenuto semantico ma deve essere musica. Il poeta tramite intuizioni improvvise coglie il senso riposto della realtà in modo non razionale. Questo senso misterioso è inaccessibile ai più, il poeta scopre dei collegamenti apparentemente illogici fra oggetti diversi (analogia); questa è una sorta di metafora (collegamenti logici) molto più ardita. I simbolisti associano colori, profumi, suoni, utilizzando la SINESTESIA. Le parole non vengono usate per il loro significato concreto, oggettivo ma per le suggestioni che possono evocare, per il loro suono, il ritmo, il potere vocativo. Il poeta è una sorta di ”sacerdote” ma la poesia non mira a riprodurre la realtà come nel Verismo e nel Naturalismo, la poesia è la realtà stessa.
IL DECADENTISMO
Il movimento dei decadents (decadenti) nacque a Parigi nella prima metà degli anni Ottanta e, a cavallo dei due secoli si diffonde in tutta l’Europa.
Originariamente il termine aveva un significato negativo, cioè decadenza, declino, tramonto del Romanticismo, della sana borghesia liberale e positivista. Noi usiamo questo termine in modo neutro. I poeti decadenti ripresero questo termine dai critici, in senso PROVOCATORIO; infatti si inizia a parlare di Decadentismo in seguito alla pubblicazione di un sonetto di Verlaine che iniziava dicendo: “Io sono l’Impero alla fine della decadenza”. In questi versi affiora il concetto di raffinatezza e di eleganza che devono essere paragonate alla decadenza.
In questi anni è uscito un romanzo “A rebour” (Controcorrente) di Huysmans, considerato la bibbia del Decadentismo dove l’aristocrazia dello spirito contrapposta alla vita borghese e dove si parla della superiorità dell’esteta che ha il culto della bellezza e dell’arte. La vita dell’esteta infatti è come un’opera d’arte.
I tratti fondamentali del Decadentismo come fenomeno culturale e artistico sono:
* rifiuto del metodo scientifico e razionale;
* soggettivismo e individualismo, l’arte deve esprimere le sensazioni del soggetto, la sua vita interiore e sensuale. L’artista si presenta come un soggetto dotato di valori aristocratici e raffinati che lo contrappongono alla vita quotifìdiana e alla volgarità della borghesia;
* scoperta dell’inconscio, l’arte tende ad esprimere le associazioni più profonde dell’io;
* il ricorso al simbolismo, cioè la ricerca delle corrispondenze tra l’anima del soggetto e la vita dell’universo (analogie) facendo ricorso a metafore e sinestesia.
* L’estetismo e la religione dell’arte. I decadenti affermano non solo l’autonomia dell’arte ma la sua superiorità, e quindi sostenevano la teoria dell’arte per l’arte dove l’arte deve obbedire solo a se stessa, l’arte è intesa come pura Bellezza.
* Una concezione del poeta come artefice supremo o come profeta e vate. Poiché la poesia è concepita come rivelazione dell’Assoluto, il poeta è immaginato come un inventore, perché l’artista non deve imitare la vita ma deve crearla.
In Italia il Decadentismo si affermò all’inizio come reazione spirituale contrapponendosi al verismo; un ruolo importante ebbero le riviste “ il Convito” e “Il Marzocco”. Il Decadentismo italiano fiorisce soprattutto nel periodo 1890 – 1905 ma si affermò a partire da Il Piacere di D’Annunzio e Myricae di Pascoli e giunge al culmine con Alcione di D’Annunzio e Poemi conviviali di Pascoli. Il Decadentismo italiano si differenzia da quello europeo per i suoi tratti spiccatamente umanistici e per il legame con la tradizione classica.

CORRISPONDENZE – CHARLES BAUDELAIRER
Tra i testi di apertura del suo libro, Baudelaire colloca un sonetto dal titolo CORRISPONDENZE che può essere considerato un vero e proprio manifesto del simbolismo. Tutto ciò che ci circonda è, secondo Baudelaire, misterioso ed oscuro e non è possibile percepirlo con la ragione e in modo razionale. Nel mondo esistono delle corrispondenze, collegamenti che l’uomo non riesce a comprendere.
Nella prima quartina si dichiara che la Natura è un tempio, un luogo sacro pieno di misteri, dove ogni cosa ha un significato nascosto.
Nella seconda quartina viene chiarito il significato del titolo del componimento: i profumi, i colori, i suoni si rispondono reciprocamente e tutto ciò che esiste in natura è legato da corrispondenze. La sola chiave per decifrare un simile mistero è nelle parole, è data dall’artificio del poeta, dalla magia verbale.
Le due terzine intuiscono associazioni e collegamenti arbitrari tra sensazioni appartenenti a sensi diversi (profumi = campo olfattivo; freschi = campo tattile; dolci = campo gustativo; suono dell’oboe = campo uditivo; verdi = campo visivo).
La poesia di Baudelaire, come quella di tutti i simbolisti, è ricca di figure retoriche, viene largamente usata la sinestesia che qui non rappresenta una semplice figura retorica ma una vera e propria modalità di conoscenza non razionale, cioè volutamente estranea al sapere razionale, che mette il collegamento elementi che appartengono a sfere sensoriali diverse tra loro.

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