Il Teatro Pirandelliano

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Il Teatro Pirandelliano

Pirandello è probabilmente l'autore che meglio rappresenta il periodo che va dalla crisi successiva all'unità d'Italia all'avvento del fascismo. Pochi come lui ebbero coscienza dello scacco subito dagli ideali del Risorgimento e dei complessi cambiamenti in atto nella società italiana. Sul piano letterario il suo punto di partenza fu, come per gran parte degli autori nati nella seconda metà dell'Ottocento, il naturalismo. Fin dal primo momento però l'oggetto privilegiato, o pressoché esclusivo, delle rappresentazioni pirandelliane non fu il mondo popolare bensì la condizione della piccola borghesia. Il personaggio pirandelliano, infatti è lo specchio del crollo dei valori della società borghese, che intraprende una rigorosa e pungente analisi delle comuni credenze e convenzioni sociali, giungendo a minare alla radice la diffusa certezza dell'univocità e conoscibilità dell'individuo umano.
E’ da questa prospettiva che lo scrittore seppe sviluppare una graffiante critica di costume. Poiché però anch'egli apparteneva alla piccola borghesia, finì per accentuarne i dubbi e le sofferenze, che rappresentò come il segno di una condizione eterna di tutti gli esseri umani. D'altro canto fu proprio la direzione esistenziale e metafisica assunta dalla sua ricerca a portarlo molto vicino alle posizioni di alcuni dei più grandi scrittori europei di questo secolo. Pirandello è stato uno dei pochissimi scrittori italiani del Novecento capaci di raggiungere una fama mondiale: ancora oggi i suoi drammi sono tra i più rappresentati in tutto il mondo.
Soltanto intorno al 1910 Pirandello si decise ad affrontare anche le scene, pur avendo scritto fin dall'adolescenza testi teatrali.
La sua esperienza teatrale, come commediografo e regista, risulta estremamente innovativa in quanto porta ad una vera rivoluzione del concetto di rappresentazione teatrale. L’autore riversa le sue tematiche nelle rappresentazioni. In teatro rompe le forme tradizionali: riduce al minimo la scenografia ed i costumi, per attirare l’attenzione del pubblico principalmente sul testo. Pirandello rompe la barriera tra la vita reale e la finzione dando vita ad un’operazione totalmente innovativa, ardita e disorientante; spesso così gli attori entrano dalla platea, seduti tra gli spettatori ed iniziano a recitare, oppure interagiscono con gli spettatori (in realtà attori). Pirandello vuole così dare agli spettatori l’idea che siano essi stessi gli attori (teatro nel teatro, metateatro) facendo sì che siano proprio questi a chiedersi se a recitare siano loro stessi, magari tutti i giorni, a loro insaputa. E’ attraverso questa metodologia che Pirandello introduce il concetto che vede il teatro come realtà e la quotidianità come finzione.
In “Sei personaggi n cerca d’autore”, durante una prova in teatro, arrivano sulla scena sei “personaggi”, reali se li si osserva per la loro materialità, ma non persone autentiche, dato che sono personaggi nati dalla fantasia di un autore che non ha saputo, o voluto, dar loro vita compiuta nella finzione scenica, e che cercano un autore che voglia dar loro vita sul palcoscenico, almeno per la durata del loro dramma, in quanto il personaggio vive solo se esiste la storia da rappresentare (in palcoscenico vi sono infatti attori, persone reali, non personaggi, uomini per cui è impossibile entrare effettivamente nella forma artistica,in quanto dotati delle variabili umane dell’impossibilità di fissare una forma). La vita quindi non ha bisogno di essere rappresentata, si rappresenta da sé, mentre la verosimiglianza cerca in tutti i modi di imitare la vita.
Pirandello aprirà la strada per un nuovo tipo di teatro sperimentale detto “dell’assurdo”

Dopo aver ottenuto un buon successo con Pensaci, Giacomino! e Liolà (entrambi del 1916), egli precisò le fonti della propria ispirazione con Così è (se vi pare) (1917) e Il giuoco delle parti (1918). Ma l'anno decisivo per la notorietà fu il 1921, quando, per la sua audacia sperimentale, il dramma Sei personaggi in cerca d'autore prima venne fischiato a Roma e poco dopo ottenne a Milano un clamoroso successo, che proseguì subito dopo in America e che continua tuttora.. A questo seguì il successo della tragedia Enrico IV (1922), che consacrò definitivamente Pirandello fra i massimi drammaturghi mondiali. Fra le numerosissime opere teatrali dello scrittore , è necessario ricordare la trilogia del "teatro nel teatro", composta, oltre che dai Sei personaggi in cerca d'autore, da Ciascuno a suo modo (1924) e da Questa sera si recita a soggetto (1930). La produzione novellistica pirandelliana, nucleo generatore dei suoi drammi, è raccolta nelle Novelle per un anno (1922-1937).
In Italia, la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX videro affermarsi il teatro di Luigi Pirandello, dominato dall'ansiosa ricerca di un principio di discriminazione tra verità e finzione;

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