Il signore delle mosche di William Golding

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

Djana Gottardo IIID 27 Maggio 2008
RECENSIONE DI “IL SIGNORE DELLE MOSCHE”
Autore: William Golding (nato in Cornovaglia nel 1911, morto nel 1993)
Anno produzione: I edizione 1954
Genere: romanzo psicologico
Sintesi ed Episodi più significativi: In questo romanzo si racconta di un gruppo di ragazzini, i quali erano su un aereo per scappare da un immaginario conflitto planetario. I ragazzi cercano subito di organizzarsi imitando le regole dei grandi, mutando un paradiso terrestre in un posto infernale. I bambini inoltre devono eleggere un capo, Ralph, cacciare per trovare il cibo (eleggono Jack come capo dei cacciatori), inventare delle leggi da seguire. Ralph cerca di imitare un “governo” democratico, però ai bambini non interessa seguire le sue leggi e i suoi comandi e giocano tutto il giorno. A poco a poco Jack con i suoi cacciatori distrugge il potere di Ralph che iniziano così a terrorizzare tutti gli altri ragazzini. Jack uccide un maiale e gli stacca la testa attaccandola ad un palo chiamandola: ”Il Signore delle Mosche” poiché circondata da mosche e insetti. Questa testa rivelerà a Simone, amico e consigliere di Ralph, sofferente d’allucinazioni, gli rivelerà che non l’avrebbero mai sconfitta. A questo punto ogni forma di civiltà rimasta ai bambini sparisce; i due gruppi capeggiati da Ralph e da Jack ormai convivono guerreggiando. In questo conflitto muoiono due bimbi, Simone e Piggy (primo personaggio che conoscerà Ralph), il primo massacrato dai calci dei rivali, il secondo gettato giù da un dirupo. Alla fine Ralph si vede in pericolo e decide di scappare per la foresta, così Jack ordina di cercarlo, ma non trovandolo, in un momento di follia ordina di appiccare fuoco all’isola in modo da scovare il capo rivale e ucciderlo. Ma, quando ormai Ralph va in contro alla sua terribile fine, s’imbatte in un ufficiale della marina giunto nell’isola per salvarli.
Luoghi: La vicenda si svolge in un’isola inabitata la quale è costituita soprattutto da una foresta intricata e piena frutti e maiali.
Tempo: L’epoca in qui si svolge la vicenda narrata da Golding è la stessa in cui esso vive quindi verso la metà del ventesimo secolo.
Personaggi principali: Ralph: è il protagonista di tutto il romanzo. È biondo e alto. Viene eletto quasi all’unanimità dagli altri ragazzini. A lui spetta il dovere di organizzare le leggi, coordinare i lavori per costruire i rifugi e la difesa dei ragazzi.
Piggy: è un piccolo bambino, grassottello, con gli occhiali. Si può affermare che è un po’ la mente di tutta l’organizzazione; lui è deriso e umiliato, ma nonostante questo lui è, forse l’unico, che non perde la sua indole civilizzata, anche se veramente infantile su certi aspetti. Viene gettato giù da una rupe, questa può esprimere un concetto che avviene anche nel mondo reale in qui molto spesso persone più deboli caratterialmente vengono sottomesse dai classici “bulli”.
Jack: Dodicenne biondo, magro, alto, impulsivo, arrogante e aggressivo. Cerca in tutti i modi di assumere il potere con la forza. Esso è, come dicevo prima, la rappresentazione del bullo che sottomette tutti con la forza. È contrapposto a Ralph.
Simone: Timido, riservato, molto debole di salute, infatti ha allucinazioni e sviene molto spesso. Ha paura di ciò che pensano gli altri. Ha paura a parlare in pubblico e, proprio per questo, scappa dal gruppo e scopre che la Bestia è un cadavere, però non fa in tempo a dirlo agli altri perché muore.
Personaggi secondari: Sam ed Eric: due gemelli che si assomigliano moltissimo che vengono imprigionati da Jack.
Linguaggio: Golding usa un linguaggio abbastanza semplice; usa molte similitudini con il mondo reale.
Messaggio dell’autore: L’autore ci mostra la sua visione pessimistica del mondo, ci fa capire come anche i bambini abbiano un istinto tutt’altro che umano; le persone infatti sono incivili al massimo, per fino i bimbi arrivano ad uccidere per invidia e istinti primordiali.
Commento personale: Mentre leggevo questo libro ho provato, per tutto il tempo, un senso di angoscia e, oserei dire, di paura. Golding ci fa capire benissimo la sua visione pessimistica del mondo. Lui illustra perfettamente come l’animo umano sia fin dall’infanzia propenso ad avere comportamenti animali. È un libro molto impegnativo e difficile da interpretare. Quando lo si legge si deve cercare di stare molto attenti e di riflettere sul vero significato di ogni elemento, tutto, infatti, ci rimanda alla società degli adulti che ancora ai giorni d’oggi.

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